11 mar 2026

US: ritiro truppe Siria dovrà concludersi entro un mese

Gli Stati Uniti hanno iniziato, il 23 febbraio, il ritiro da una significativa base militare in Siria, situata nel nord-est del paese, un'area ancora controllata dalle forze curde.

23 febbraio 2026 | 13:21 | 4 min di lettura
US: ritiro truppe Siria dovrà concludersi entro un mese
Foto: Le Monde

Gli Stati Uniti hanno iniziato, il 23 febbraio, il ritiro da una significativa base militare in Siria, situata nel nord-est del paese, un'area ancora controllata dalle forze curde. L'operazione, che mira a completare il distacco delle truppe americane dal territorio siriano entro un mese, è stata confermata da fonti giornalistiche e da un portavoce curdo, che ha rivelato l'arrivo di una colonna di mezzi pesanti, tra cui blindati e container, lungo la strada che collega la provincia di Hassaké alla frontiera con l'Iraq. Questo movimento segna un ulteriore passo nella strategia di Washington per ridurre la sua presenza in una regione dove le forze curde avevano svolto un ruolo cruciale nella battaglia contro l'ISIS. Il ritiro, però, non implica un totale abbandono della Siria: i militari statunitensi potranno continuare a condurre operazioni aeree da basi vicine, come quelle in Iraq, ma non saranno più presenti sul suolo siriano.

L'uscita delle truppe americane si inserisce in un contesto di crescente pressione sulle forze curde, che da anni hanno svolto un ruolo chiave nella lotta contro i jihadisti. Negli ultimi due settimane, gli Stati Uniti hanno già iniziato il distacco da altre due basi, Al-Tanf nel sud-est e Al-Chaddadeh nel nord-est, riducendo la loro presenza in un'area che era stata un'importante base per la coalizione antijihadista. Secondo un funzionario governativo siriano, anonimo, il ritiro completo delle truppe statunitensi avverrà entro un mese, con l'ultima base, Qasrak, che sarà abbandonata entro un periodo che va da tre a cinque settimane. Questo segna la fine di una presenza militare americana in Siria che, a partire dal 2014, aveva visto circa mille soldati operare in zone sotto controllo delle forze curde, lontane dal controllo del presidente Bashar al-Assad, che era stato deposto nel dicembre 2024.

L'operazione di ritiro è parte di un più ampio processo di riconquista del nord e del nord-est da parte del governo siriano, sostenuto da Washington. Le forze curde, che avevano gestito queste aree per anni, sono ora obbligate a integrarsi nell'esercito siriano, in base a un accordo siglato alla fine di gennaio tra il governo e i leader curdi. Tuttavia, gli Stati Uniti ritengono che la missione iniziale delle forze curde, come principale forza anti-EI, sia stata completata, dato che il presidente siriano, Ahmed al-Charaa, aveva aderito alla coalizione antijihadista. Questo cambiamento di scenario ha portato a un trasferimento di circa 5.700 detenuti presunti affiliati all'ISIS da prigioni controllate dalle forze curde verso l'Iraq, dove saranno sottoposti a un controllo più stretto.

L'uscita delle truppe americane ha anche avuto ripercussioni sulle strutture di detenzione. A inizio febbraio, le autorità siriane hanno evacuato il campo di Al-Hol, un centro di detenzione per familiari di combattenti dell'ISIS, dopo un'evacuazione di migliaia di prigionieri. Questo movimento ha richiesto un coordinamento tra le forze locali e le autorità centrali, con l'obiettivo di garantire la sicurezza e la stabilità in un'area che era stata un'importante roccaforte per i jihadisti. La decisione di ritirarsi da Qasrak e dalle altre basi riflette una strategia di riduzione del rischio di contatto con gruppi radicali, ma anche una volontà di ridurre l'impatto militare su un paese in cui le tensioni sono sempre state alte.

Il ritiro degli Stati Uniti da Siria rappresenta un cambiamento significativo nella geopolitica regionale, con implicazioni sia per la sicurezza nazionale siriana che per le relazioni internazionali. La fine della presenza americana in una regione che aveva visto il conflitto tra diverse fazioni, tra cui il governo siriano, le forze curde e i jihadisti, potrebbe portare a un nuovo equilibrio di potere. Tuttavia, il processo di integrazione delle forze curde nell'esercito siriano e la gestione dei detenuti rimangono sfide complesse. Gli Stati Uniti, pur non mantenendo più basi in Siria, continueranno a monitorare la situazione, soprattutto in relazione all'evoluzione della lotta contro i residui dell'ISIS. Il futuro di questa regione, tuttavia, dipenderà anche da come le nuove autorità saranno in grado di gestire la sicurezza e la stabilità in un contesto sempre fragile.

Fonte: Le Monde Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi