11 mar 2026

Uomo accusato di aver ucciso il padre tentò di sottrarre il bambino di un estraneo

Henry McGowan, un uomo statunitense accusato di aver ucciso suo padre in Irlanda durante un episodio psicotico, ha avuto un episodio precedente nel 2022 in cui tentò di impossessarsi di un neonato a bordo di un volo per Parigi.

12 febbraio 2026 | 01:19 | 5 min di lettura
Uomo accusato di aver ucciso il padre tentò di sottrarre il bambino di un estraneo
Foto: The New York Times

Henry McGowan, un uomo statunitense accusato di aver ucciso suo padre in Irlanda durante un episodio psicotico, ha avuto un episodio precedente nel 2022 in cui tentò di impossessarsi di un neonato a bordo di un volo per Parigi. Un psichiatra del tribunale ha testimoniato in un'udienza di mercoledì, rivelando dettagli inquietanti su un percorso che si estese per anni, culminando nella morte del padre, John McGowan, il 12 novembre 2024. L'incidente del 2022, rivelatosi durante il processo, offrì un'indicazione di quanto fosse complesso prevenire una crisi di salute mentale, anche quando le famiglie e altre figure cercavano di interrompere il ciclo. L'accusato, Henry McGowan, ha sempre negato l'omicidio, dichiarando di aver agito per ordine divino, convinto che suo padre fosse un imbroglione coinvolto in una trama globale. La difesa ha sostenuto che la sua mente non era in grado di comprendere le conseguenze delle sue azioni, un'ipotesi condivisa dai procuratori e dai professionisti sanitari. Questo caso ha sollevato questioni significative sulle capacità di intervento delle istituzioni e sull'incapacità di prevedere i rischi associati a episodi psicotici.

L'episodio del 2022 rappresenta un punto di partenza per comprendere la cronologia degli eventi. A marzo di quell'anno, McGowan, all'epoca in fase diagnostica di un primo episodio psicotico, fuggì da casa a Brooklyn, raggiunse l'aeroporto di Newark e acquistò un biglietto per Parigi. Mentre i familiari tentavano di contattare le autorità, lui si mascherò come un individuo in buona salute, evitando l'ospitalità e il controllo. L'incidente a bordo dell'aeromobile fu traumatico: McGowan si avvicinò a una famiglia e tentò di prendere il loro neonato, che era in un'incubatrice. I passeggeri e gli hostess, spaventati, lo arrestarono all'arrivo a Parigi, dove fu internato in un ospedale psichiatrico per un mese. Gli esperti del tribunale hanno sottolineato come l'episodio dimostrasse una capacità di McGowan di mascherare i sintomi, rendendo difficile intervenire. Anche nel 2024, quando fu nuovamente in pericolo, i medici lo giudicarono non in crisi, pur nonostante le preoccupazioni espresse da parenti e amici.

Il contesto del caso si radica in una storia lunga anni di preoccupazioni e tentativi di intervento. McGowan, 30 anni al momento dell'omicidio, aveva una storia di instabilità mentale, con episodi precedenti che avevano sollevato allarmi familiari. I medici avevano segnalato la sua capacità di occultare i sintomi, anche quando era in pericolo. Tuttavia, la mancanza di prove concrete di violenza ha reso difficoltoso l'intervento legale. Nel 2024, il padre, John McGowan, aveva intrapreso un viaggio di ritorno a Dublino per incontrare il figlio, preoccupato per la sua salute. I poliziotti irlandesi, avvisati da un'informazione in arrivo da Londra, avevano cercato di individuare McGowan all'aeroporto, ma lo avevano perso. L'uomo, in preda a deliri, si era spostato in città, gettando via i propri documenti e seguendo segnali che interpretava come volontà divina. La sua decisione di andare in ospedale fu vista come parte di un "test" che riteneva di aver superato. Tuttavia, i medici lo avevano rilasciato senza alcuna prova di pericolo, un'azione che i familiari avevano ritenuto insensata.

L'analisi del caso rivelò le implicazioni profonde per il sistema sanitario e giudiziario. La capacità di McGowan di mascherare i sintomi ha posto in evidenza le limitazioni dei processi diagnostici. I professionisti sanitari hanno ammesso che, senza prove tangibili di pericolo, non era possibile procedere a un intervento legale. Questo ha sollevato questioni sulle responsabilità delle istituzioni e sull'equilibrio tra libertà individuale e sicurezza pubblica. Inoltre, il caso ha messo in luce l'incapacità di prevedere episodi psicotici, nonostante l'esperienza medica. Gli esperti del tribunale hanno sottolineato che, anche se i medici avevano avuto i sospetti, l'assenza di un'azione concreta ha portato a conseguenze tragiche. L'omicidio di John McGowan, avvenuto cinque ore dopo l'ospitalità, ha dimostrato quanto sia complesso gestire situazioni di emergenza mentale. La difesa ha sostenuto che la sua mente non era in grado di comprendere le proprie azioni, un'ipotesi che i giudici hanno valutato con attenzione.

La chiusura del caso si svolgerà nei prossimi mesi, con la prosecuzione del processo e le decisioni legali che ne derivano. I familiari di McGowan, rimasti in stato di shock, hanno espresso preoccupazioni per la mancanza di interventi preventivi. Il sistema sanitario e giudiziario sarà chiamato a confrontare le proprie responsabilità, cercando di migliorare le procedure di intervento. Il caso ha suscitato dibattiti su come gestire casi simili, con il rischio di un'equilibrio tra diritti individuali e sicurezza collettiva. Mentre il processo procede, il pubblico attende una decisione che potrebbe influenzare le politiche future sulle crisi mentali. La morte di John McGowan rimane un simbolo del pericolo che possono rappresentare episodi psicotici non gestiti, un monito per il sistema sanitario e le istituzioni. La complessità del caso, con i suoi elementi di delirio, delusione e mancanza di intervento, rimarrà un esempio di quanto sia difficile prevedere e prevenire eventi estremi.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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