11 mar 2026

Uno Nessuno e Centomila al Teatro Ghione

L'opera teatrale Uno Nessuno e Centomila, il romanzo più amaro e profondamente umoristico di Luigi Pirandello, arriva al Teatro Ghione di Roma da giovedì 5 a domenica 15 febbraio.

27 gennaio 2026 | 00:22 | 5 min di lettura
Uno Nessuno e Centomila al Teatro Ghione
Foto: RomaToday

L'opera teatrale Uno Nessuno e Centomila, il romanzo più amaro e profondamente umoristico di Luigi Pirandello, arriva al Teatro Ghione di Roma da giovedì 5 a domenica 15 febbraio. La produzione, diretta da Nicasio Anzelmo e interpretata da un cast di cinque attori di alto livello, propone un'interpretazione moderna di un'opera che ha segnato la storia della narrativa e del teatro. Protagonisti del lavoro sono Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Jane Alexander, Fabrizio Bordignon e Enrico Ottaviano, che si cimentano in un'adattamento che rielabora i temi della ricerca dell'identità, della crisi esistenziale e della relazione tra l'individuo e la società. La scelta di portare in scena questa opera, scritta nel 1925, non è solo un omaggio al maestro siciliano, ma anche una riflessione su temi universali che rimangono attuali. La pièce, considerata una delle ultime e più complesse opere pirandelliane, rappresenta un'esperienza teatrale unica, in grado di mettere in discussione le convenzioni borghesi e di interrogare l'uomo sul suo rapporto con se stesso.

La trama di Uno Nessuno e Centomila si svolge intorno al protagonista Vitangelo Moscarda, un uomo che, dopo aver notato che il suo naso pende verso destra, inizia un viaggio esistenziale per scoprire chi è veramente. Il personaggio, descritto da Pirandello come "uno dei più complessi della sua produzione", vive una crisi di identità che lo porta a confrontarsi con una miriade di personaggi, ciascuno dei quali lo vede in modo diverso. Questo processo di distruzione delle immagini che gli altri hanno di lui lo porta a un'affrancamento totale da ogni pregiudizio, fino a diventare "aria, vento, puro spirito". L'umorismo, un elemento distintivo di Pirandello, si mescola a una profonda ironia sull'inganno sociale, svelando le contraddizioni di una società che cerca di mascherare la verità con convenzioni superficiali. La pièce, che è anche un'analisi del rapporto tra l'individuo e la natura, tocca temi come la spiritualità negata, la ricerca spasmodica di se stessi e la capacità di rompere le barriere imposte da una cultura borghese.

L'opera, scritta nel primo Novecento, nasce in un contesto storico in cui l'identità individuale era minata da una società che privilegiava la conformità. Pirandello, attraverso Moscarda, esplora la condizione umana in un'epoca in cui la modernità stava trasformando i valori tradizionali. L'autore stesso lo definì "sintesi completa di tutto ciò che ho fatto e la sorgente di quello che farò", rivelando la sua volontà di sperimentare con nuovi strumenti narrativi. L'adattamento teatrale, realizzato da Anzelmo, cerca di mantenere l'essenza di questo lavoro, ma lo rielabora con una scena che si muove tra l'umorismo e la profondità filosofica. La scelta di presentare la pièce in un periodo in cui le questioni di identità e autenticità sono al centro del dibattito sociale conferisce alla produzione un'importanza aggiuntiva. Il lavoro scenografico, che include un impianto in movimento, rende ancora più vivida l'esperienza di Moscarda, che si confronta con una realtà in continua trasformazione.

La messa in scena di Uno Nessuno e Centomila ha implicazioni significative non solo per il pubblico teatrale, ma anche per la società contemporanea. La pièce, infatti, invita a riflettere su come la cultura di massa e le aspettative sociali possano influenzare la percezione di sé. La critica alla borghesia, che Pirandello esprime con ironia e sarcasmo, risuona oggi in un mondo in cui la ricerca dell'individualità è spesso ostacolata da norme e convenzioni. L'analisi dell'istituto bancario, presente nella pièce, diventa un simbolo di una struttura sociale che esercita un controllo invisibile sulla vita delle persone. Questi temi, che il maestro siciliano affrontava con una lucidità rara, acquistano nuova rilevanza in un'epoca in cui la digitalizzazione e la globalizzazione hanno ampliato le opportunità ma anche le pressioni sociali. La produzione al Teatro Ghione non è quindi solo un evento culturale, ma un'occasione per confrontarsi con le sfide dell'identità in un'era in cui la verità è spesso sospesa tra le contraddizioni della vita moderna.

La rappresentazione di Uno Nessuno e Centomila al Teatro Ghione rappresenta un'importante occasione per il pubblico romano e nazionale di vivere un'esperienza teatrale che unisce arte, filosofia e attualità. La scelta di portare in scena una pièce così complessa richiede non solo un'interpretazione precisa da parte degli attori, ma anche una capacità di far comprendere al pubblico le profondità del messaggio pirandelliano. Il lavoro di Anzelmo e del cast è un esempio di come l'arte possa rimanere un ponte tra passato e presente, tra il pensiero filosofico e le preoccupazioni quotidiane. La produzione, che si svolgerà in un periodo di crescente interesse per le questioni identitarie e sociali, potrebbe diventare un punto di riferimento per il teatro italiano. L'evento non solo celebra un maestro della letteratura, ma anche un invito a riflettere sull'importanza di trovare, attraverso l'arte, una via per comprendere se stessi e il mondo in cui viviamo.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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