11 mar 2026

Un video mostra un altercato tra Alex Pretti e agenti migratori 11 giorni prima della morte

Alex Pretti, un infermiere statunitense che lavorava in un ospedale per veterani a Minneapolis, è stato ucciso da agenti della Patrulla Fronteriza lo scorso sabato.

29 gennaio 2026 | 07:34 | 4 min di lettura
Un video mostra un altercato tra Alex Pretti e agenti migratori 11 giorni prima della morte
Foto: El País

Alex Pretti, un infermiere statunitense che lavorava in un ospedale per veterani a Minneapolis, è stato ucciso da agenti della Patrulla Fronteriza lo scorso sabato. L'episodio ha scosso il paese e ha suscitato polemiche internazionali, soprattutto dopo la diffusione di un video che mostra un altercato tra Pretti e agenti dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) undici giorni prima dell'omicidio. La registrazione, pubblicata da un giornale online di New York chiamato The News Movement, raffigura Pretti in una protesta contro l'operato dei funzionari migratori di Donald Trump. Il video mostra l'uomo insultare i poliziotti, urlare loro domande aggressive come "Quali attività state svolgendo qui?" e sembrare scagliare un oggetto verso di loro mentre si montano su un veicolo nero. L'episodio ha acceso dibattiti su diritti di proprietà, sicurezza pubblica e violenza da parte delle forze di polizia.

L'altercato, che si è verificato il 13 gennaio, è diventato un punto di riferimento per la famiglia di Pretti. Secondo il video, l'uomo ha aggredito i poliziotti, facendo saltare la luce posteriore del veicolo e provocando un confronto fisico. Uno degli agenti è sceso dall'auto e ha colpito Pretti, ma non ha riconosciuto un pericolo reale. In seguito, Pretti è apparso armato di una pistola 9mm, che aveva legittimamente in possesso, durante l'incidente del sabato successivo. I video rivelano che l'uomo, già in contatto con le forze dell'ordine, ha tentato di interrompere una detenzione di una donna, ma i poliziotti hanno reagito con violenza, sparando ripetutamente alla sua schiena. Le immagini mostrano anche l'uso di gas lacrimogeno e la sua riduzione da parte di più agenti.

L'omicidio di Pretti si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra le forze di polizia e i cittadini che si oppongono alle politiche migratorie di Trump. Minneapolis, la città più popolosa del Minnesota, è stata teatro di numerose proteste contro l'ICE, che in passato ha condotto operazioni di controllo e detenzione di migranti. La famiglia di Pretti ha sottolineato che l'aggressione del 13 gennaio non rappresentava un pericolo per nessuno, ma i poliziotti hanno reagito con eccesso di violenza. Il loro avvocato, Steve Schleicher, ha dichiarato che "niente di quanto accaduto una settimana prima poteva giustificare l'omicidio di Alex". Queste affermazioni sono state contestate da funzionari del governo, che hanno cercato di sostenere l'azione degli agenti, nonostante le prove video mostrino un'azione non giustificata.

Le conseguenze dell'episodio si estendono al di là dell'individuo. I due agenti della Patrulla Fron, che hanno sparato a Pretti, sono stati sospesi dalle loro funzioni dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale, un passo che ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni hanno accolto la decisione come un atto di giustizia, altri hanno criticato la mancanza di una valutazione approfondita. La famiglia di Pretti ha anche denunciato l'atteggiamento di Donald Trump e della sua amministrazione, che hanno cercato di presentare l'omicidio come un "atto di terrorismo domestico", nonostante le immagini dimostrino una situazione diversa. Queste dichiarazioni sono state ritenute da molti come un tentativo di coprire la violenza subita da Pretti.

La vicenda di Pretti ha acceso dibattiti su diritti individuali, responsabilità delle forze di polizia e l'impatto delle politiche migratorie. Il video che ha rivelato l'altercato del 13 gennaio ha rafforzato l'idea che l'uomo fosse stato "fichato" da agenti che lo hanno ucciso con premeditazione. Per i movimenti sociali che si oppongono a Trump, il caso rappresenta un esempio di come le forze dell'ordine possano agire con violenza eccessiva. Gli investigatori stanno esaminando le prove per determinare se le azioni degli agenti siano state giustificate o se rappresentino un crimine. La famiglia di Pretti ha espresso la speranza che il caso possa portare a una maggiore consapevolezza su come le politiche migratorie influenzano la vita quotidiana e le relazioni tra cittadini e istituzioni. Il futuro di questa vicenda rimane incerto, ma il caso di Pretti è diventato un simbolo di una lotta più ampia per la giustizia e la sicurezza.

Fonte: El País Articolo originale

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