11 mar 2026

UE lancia difesa comune per proteggere Cipro dalla guerra con l'Iran

La situazione di sicurezza in Medio Oriente ha subito un ulteriore scivolone, con l'attacco di un droncino iraniano a una base britannica a Nicosia, la capitale di Cipro.

06 marzo 2026 | 07:07 | 4 min di lettura
UE lancia difesa comune per proteggere Cipro dalla guerra con l'Iran
Foto: El País

La situazione di sicurezza in Medio Oriente ha subito un ulteriore scivolone, con l'attacco di un droncino iraniano a una base britannica a Nicosia, la capitale di Cipro. Questo evento ha scatenato una reazione inaspettata da parte di diversi paesi europei, che hanno iniziato a inviare supporto militare all'isola, nonostante Cipro non sia membro della NATO e non abbia attivato l'art. 42.7 del trattato europeo, che prevede l'aiuto reciproco tra gli Stati membri. L'azione ha suscitato interesse internazionale, poiché segna una possibile svolta nella strategia di difesa comune europea, un settore che da anni vede la UE cercare di superare la dipendenza da potenze esterne come gli Stati Uniti. L'isola, che presiede il Consiglio europeo per il semestre in corso, ha chiesto ai suoi partner di fornire protezione, evitando però di far scattare il meccanismo istituzionale previsto.

L'operazione di supporto militare si sta sviluppando in modo coordinato, con navi, aerei e sistemi antimissili inviati da Francia, Spagna, Grecia e Italia. La Spagna ha annunciato l'arrivo della fragata Cristóbal Colón nel Mediterraneo orientale, che si unirà al portavanti francese Charles de Gaulle e alle unità greche. Inoltre, Francia e Grecia hanno inviato caccia per proteggere Cipro sia dagli attacchi iraniani che da quelli del gruppo Hezbollah, il cui territorio si trova a circa 300 chilometri di distanza. Il Regno Unito, pur non essendo membro dell'UE, ha contribuito con il supporto alle sue basi aeree nell'isola, mentre l'Italia ha confermato l'invio di navi militari. Questa collaborazione rappresenta un esperimento inedito, poiché è la prima volta che i paesi europei si mobilitano in modo simile per aiutare un altro Stato membro in un contesto di guerra, come quello delle operazioni di Israele e degli Stati Uniti contro l'Iran.

La situazione in Medio Oriente è diventata particolarmente complessa a causa della guerra tra Israele e l'Iran, che ha visto un aumento degli attacchi con droni e missili. Cipro, pur non essendo un membro della NATO, si trova in una posizione strategica che la rende vulnerabile a minacce provenienti da più direzioni. Il presidente cipriota, Nikos Christodoulides, ha scelto di chiedere supporto bilaterale, evitando di attivare l'art. 42.7, che potrebbe aver richiesto un intervento più strutturato e coordinato. Tuttavia, alcuni esponenti europei, come l'ex ministro spagnolo Arancha González Laya, hanno sottolineato che la risposta fornita non è solo un'azione di emergenza, ma un segnale di intenti per costruire una difesa comune europea. Secondo Laya, nonostante l'art. 42.7 non sia stato formalmente attivato, il meccanismo previsto è stato comunque applicato, dimostrando una volontà di proteggere gli Stati membri nonostante le divisioni interne.

L'analisi degli esperti sottolinea come questa reazione possa rappresentare un cambiamento di paradigma per l'Unione Europea, che da anni ha cercato di ridurre la sua dipendenza dalla NATO e dagli Stati Uniti. Domènec Ruiz Devesa, ex eurodeputato e analista del CIDOB, ha sottolineato che Cipro avrebbe dovuto attivare l'art. 42.7, che è stato utilizzato solo una volta, dopo gli attacchi di Parigi del 2015. Secondo Devesa, l'assenza di un intervento istituzionale potrebbe compromettere la coesione interna dell'UE, soprattutto in un momento in cui la NATO è indebolita a causa della politica estera aggressiva del presidente Usa, Donald Trump. Inoltre, la guerra in Ucraina ha accelerato la necessità di un rearmo europeo, con la presentazione di una strategia di difesa comune due anni fa. Tuttavia, il progresso è stato lento, e le capacità europee non sono ancora sufficienti a sostituire quelle degli Stati Uniti, che continuano a fornire supporto militare in Europa.

La reazione europea a questa crisi non può essere vista solo come un intervento immediato, ma come un passo verso una difesa comune più solida. L'invio di forze armate a Cipro rappresenta un test pratico di come potrebbe funzionare una coalizione europea in caso di minacce esterne. La Spagna, con il suo contributo, ha sottolineato l'importanza strategica dell'isola nel Mediterraneo, un'area cruciale per la sicurezza regionale. L'ex ministro González Laya ha messo in evidenza che questa operazione è un esperimento inedito, che potrebbe portare a un modello di difesa europea più autonomo, anche se le sfide rimangono numerose. La questione del rearmo europeo, infatti, è diventata un tema centrale dopo la guerra in Ucraina, e il rifiuto degli Stati Uniti di garantire un supporto continuo ha spinto l'UE a cercare alternative. Nonostante le difficoltà, la collaborazione tra i paesi membri sembra indicare un'evoluzione significativa verso una politica estera e di sicurezza più indipendente.

Fonte: El País Articolo originale

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