11 mar 2026

Ucraina-Russia: Fine tregua energetica, missili a Kiev su centrali

Nella notte di martedì, una serie di potenti esplosioni ha scosso la capitale ucraina, Kiev, in un attacco coordinato che ha visto l'impiego simultaneo di droni e missili balistici.

03 febbraio 2026 | 04:21 | 5 min di lettura
Ucraina-Russia: Fine tregua energetica, missili a Kiev su centrali
Foto: Repubblica

Nella notte di martedì, una serie di potenti esplosioni ha scosso la capitale ucraina, Kiev, in un attacco coordinato che ha visto l'impiego simultaneo di droni e missili balistici. L'attacco, che ha colpito diverse aree della città, è iniziato con un allarme aereo per droni, ma si è rivelato solo una fase preliminare di un attacco più vasto. Le prime quattro ondate di missili hanno provocato forti esplosioni, con danni significativi a palazzi residenziali, strutture commerciali e una scuola. Le autorità ucraine hanno riferito di un'azione mirata a colpire la centrale termoelettrica Tpp4, situata sulla riva sinistra del fiume Dnipro, ma al momento non è chiaro se l'obiettivo sia stato centrato. L'attacco ha interessato anche le città di Kharkiv, nel nord-est, e Dnipro, nel centro del Paese, con esplosioni che hanno scosso interi quartieri. La situazione è rimasta caotica, con la popolazione in allarme e le forze di soccorso impegnate a valutare i danni.

L'attacco ha avuto un impatto immediato sulle infrastrutture e sulla sicurezza urbana. Secondo il capo dell'amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko, diversi palazzi, un'importante struttura scolastica e un edificio commerciale sono stati danneggiati nei distretti a est del fiume Dn, dove la tensione è sempre stata elevata. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha immediatamente ordinato l'invio di squadre di soccorso per le aree colpite, sottolineando l'urgenza di valutare i danni e garantire la sicurezza dei cittadini. Inoltre, il governatore della regione di Dnipropetrovsk ha segnalato che l'area è sotto attacco, con la difesa aerea in azione nella vicina regione di Zaporizhzhia. Gli esperti hanno rilevato che l'uso di droni e missili in contemporanea rappresenta una strategia mirata a saturare le difese ucraine e creare un effetto di paura, al tempo stesso mettendo sotto pressione le risorse di difesa del Paese. Le immagini diffuse sui social media mostrano scene di distruzione e persone che fuggono dalle zone colpite, con un clima di panico che si diffonde rapidamente.

L'attacco è avvenuto in un contesto di intensificazione degli scontri tra le forze ucraine e quelle russe, con la guerra che ha visto un aumento degli attacchi su larga scala. Dopo mesi di confronti territoriali, le operazioni si sono spostate su infrastrutture critiche, come centrali elettriche e impianti industriali, per colpire la capacità produttiva dell'Ucraina. La regione di Bryansk, situata a est della Russia, è stata indicata come la zona da cui provengono i missili, un dato che conferma la presenza di armamenti avanzati in territorio russo. Gli esperti hanno sottolineato che l'uso di droni, spesso equipaggiati con armi di precisione, permette agli attacchi di essere più mirati e meno visibili, rendendo difficile la difesa. Inoltre, l'assenza di un avviso preventivo ha lasciato la popolazione impreparata, con conseguenze dirompenti sulle strade e nei quartieri residenziali. La reazione ucraina, che ha attivato immediatamente i sistemi di difesa aerea, ha ridotto il numero di colpi efficaci, ma non ha evitato i danni materiali e le vittime civili.

Le implicazioni di questo attacco sono profonde, sia per l'Ucraina che per la Russia. Per il Paese europeo, la perdita di infrastrutture critiche come la centrale Tpp4 potrebbe compromettere la produzione di energia e il funzionamento dei servizi pubblici, aumentando la pressione sulle risorse limitate. Al tempo stesso, l'attacco ha rafforzato l'impegno delle forze ucraine a difendere ogni territorio, con un aumento delle operazioni di contrattacco. Per la Russia, l'azione rappresenta un segnale di potenza militare, ma anche un rischio di escalation, con la possibilità di un intervento internazionale che potrebbe coinvolgere nuovi alleati. Gli analisti hanno messo in guardia sulle conseguenze di un confronto più intenso, sottolineando che la guerra potrebbe evolvere in una battaglia di attrito, con danni estesi e un aumento del numero di vittime. La comunità internazionale, però, ha espresso preoccupazione per la situazione, con chiamate a un cessate il fuoco e a un dialogo tra le parti.

La situazione, però, non sembra mostrare segni di rallentamento. Le autorità ucraine stanno valutando le opzioni per riparare i danni e rafforzare la difesa aerea, mentre i governi occidentali stanno aumentando il sostegno logistico e materiale al Paese. L'attacco di ieri notte ha rafforzato il senso di urgenza per un accordo politico, ma la guerra continua a sconvolgere la vita quotidiana dei cittadini, con famiglie che vivono in condizioni di incertezza. La scena delle strade di Kiev, con le luci che si spengono e i rumori delle esplosioni, rimane un simbolo di una battaglia che non si ferma. Gli eventi di ieri notte non solo hanno messo in luce le vulnerabilità del Paese, ma hanno anche rafforzato il desiderio di resistenza e unità, elementi che potrebbero influenzare le prossime mosse di entrambe le parti. La guerra, in questo momento, sembra non avere un'alternativa, ma il suo esito resterà incerto per molto tempo.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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