11 mar 2026

Ucraina, Fesenko: Concessioni Usa a Mosca prolungano la guerra

Il ministro ucraino Fesenko accusa gli Stati Uniti di concessioni che prolungano la guerra, accusando Washington di limitare l'aiuto militare a favore della Russia. Le sanzioni più flessibili e le forniture ridotte, secondo lui, creano un equilibrio a favore di Mosca, ostacolando una soluzione definitiva.

23 febbraio 2026 | 16:50 | 4 min di lettura
Ucraina, Fesenko: Concessioni Usa a Mosca prolungano la guerra
Foto: Repubblica

La tensione nel conflitto ucraino si è intensificata negli ultimi mesi, con nuove dichiarazioni di Viktor Fesenko, ministro degli Esteri dell'Ucraina, che accusa gli Stati Uniti di aver concesso alle autorità russe concessioni che, secondo lui, stanno prolungando la guerra. Fesenko ha rivelato durante un'intervista esclusiva al quotidiano "La Repubblica" che le decisioni americane, pur mirate a mantenere la pace, stanno indebolendo la posizione dell'Ucraina e permettendo a Mosca di consolidare il controllo sul territorio. La critica di Fesenko è diretta soprattutto contro le limitazioni nell'approvvigionamento di armi e materiali bellici, che, secondo lui, stanno creando un equilibrio di forze a favore della Russia. Il ministro ha sottolineato che le concessioni americane, sebbene non si traducano in un riconoscimento formale del conflitto, stanno comunque influenzando la dinamica del conflitto, permettendo a Mosca di mantenere una presenza militare significativa in territori occupati. Queste mire, afferma Fesenko, non solo ritardano la pace ma anche la possibilità di una soluzione definitiva al conflitto.

Le concessioni degli Stati Uniti, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, includono un allentamento delle sanzioni su determinati settori economici e una gestione più flessibile delle forniture di armi, che non si estende a tutti gli strumenti necessari per la difesa ucraina. Fesenko ha sostenuto che queste limitazioni sono state discusse in più occasioni durante i colloqui con rappresentanti statunitensi, ma non sono mai state risolte. Secondo il ministro, il governo americano preferisce un approccio di "mediazione" piuttosto che un sostegno diretto, anche se questo risulta contraddittorio con le dichiarazioni di supporto all'Ucraina fatte da Washington. Le fonti ucraine riferiscono che le limitazioni sono state percepite come un segnale di debolezza da parte degli alleati, che potrebbe spingere Mosca a intensificare la sua campagna di occupazione. Inoltre, Fes, che ha un ruolo chiave nella politica estera ucraina, ha espresso preoccupazione per il fatto che tali concessioni possano alimentare la percezione di un accordo segreto tra Washington e Mosca, che potrebbe ridurre la pressione su Kiev.

Il contesto del conflitto è complesso e si estende da oltre otto anni, con l'Ucraina che combatte per difendere il proprio territorio da un'invasione russa iniziata nel 2022. Gli Stati Uniti, insieme ad altri Paesi europei, hanno fornito un sostegno militare e finanziario significativo all'Ucraina, ma il conflitto è rimasto in una fase di stallo per gran parte del tempo. Le concessioni americane, sebbene non siano state formalmente riconosciute, rappresentano un cambiamento rispetto al sostegno incondizionato fornito inizialmente. L'Ucraina ha sempre sostenuto che il sostegno esterno è essenziale per la sua sopravvivenza, ma il ministro Fesenko ha rilevato che il crescente allentamento delle misure di protezione sta creando un ambiente in cui la Russia può agire con maggiore libertà. Questo scenario ha reso più difficile per l'Ucraina mantenere la sua posizione militare, soprattutto in aree come la Crimea e la regione orientale, dove le forze russe hanno consolidato il loro controllo.

Le implicazioni di queste concessioni sono profonde, non solo per l'Ucraina ma anche per la politica internazionale. Secondo analisti, la mancanza di un sostegno più deciso da parte degli Stati Uniti potrebbe portare a una divisione dei Paesi alleati, con alcuni che preferiscono un approccio diplomatico e altri che insistono per un intervento diretto. Inoltre, il fatto che Washington non stia esercitando una pressione completa su Mosca potrebbe incentivare la Russia a intensificare le sue azioni, soprattutto se si sente meno minacciata da una risposta internazionale. Fesenko ha avvertito che il prolungamento della guerra non solo porterà a un aumento dei costi umani e economici, ma potrebbe anche destabilizzare il sistema internazionale, con conseguenze per la sicurezza globale. Il ministro ha quindi chiesto un impegno più forte da parte degli alleati, sottolineando che la pace non può essere raggiunta attraverso concessioni, ma solo attraverso un impegno concreto e unilaterale.

La situazione sembra destinata a rimanere complessa, con il rischio che le concessioni statunitensi possano portare a un equilibrio di forze a favore della Russia. Tuttavia, ci sono segnali di una possibile evoluzione, soprattutto con l'ingresso di nuovi attori nel conflitto, come la Cina e la Turchia, che stanno cercando di mediare. Fesenko ha espresso la speranza che il dialogo possa essere riavviato, ma ha anche ribadito che l'Ucraina non accetterà mai un accordo che preveda un riconoscimento dell'occupazione russa. L'obiettivo finale, comunque, rimane la pace, ma il cammino verso di essa sembra essere ostacolato da una serie di fattori, tra cui le scelte politiche degli alleati e la determinazione della Russia. Il futuro del conflitto dipenderà quindi da come si evolverà la collaborazione tra le potenze globali e se riusciranno a trovare un compromesso che rispetti gli interessi di tutti i soggetti coinvolti.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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