11 mar 2026

Ucraina e Russia riprendono trattative di pace spinte da Trump un giorno dopo attacco del Cremlino

A 20 giorni dal quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina, le trattative tra le parti in conflitto, con gli Stati Uniti come mediatore, si sono riconvocate a Abu Dhabi per proseguire i colloqui finalizzati a un cessate il fuoco.

04 febbraio 2026 | 17:06 | 5 min di lettura
Ucraina e Russia riprendono trattative di pace spinte da Trump un giorno dopo attacco del Cremlino
Foto: El País

A 20 giorni dal quarto anniversario dell'invasione russa in Ucraina, le trattative tra le parti in conflitto, con gli Stati Uniti come mediatore, si sono riconvocate a Abu Dhabi per proseguire i colloqui finalizzati a un cessate il fuoco. L'incontro si tiene in un contesto di tensione crescente, poiché il giorno precedente si è verificato un nuovo attacco russo contro la rete energetica ucraina, un evento che ha sollevato preoccupazioni circa la stabilità della tregua annunciata da Donald Trump. La situazione appare complessa, in quanto non è chiaro quale fosse l'accordo raggiunto tra il presidente americano e Vladimir Putin, che ha suscitato dubbi sia in Ucraina sia in Russia. La tregua, inizialmente prevista per una settimana, è stata interpretata in modo diverso da entrambe le parti, con il presidente russo che ha confermato un periodo di sospensione fino al 1º febbraio, mentre gli attacchi sono stati effettuati in modo intensivo nei giorni immediatamente successivi. Questa imprevedibilità ha portato a una situazione di incertezza, che ha reso difficile valutare l'effettiva volontà di entrambe le parti di raggiungere un accordo.

Le trattative in corso a Abu Dhabi mirano a superare le barriere che ostacolano un'intesa duratura. Gli Stati Uniti, come sempre, giocano un ruolo centrale, cercando di mediare tra le esigenze di Mosca e di Kiev. L'obiettivo dichiarato da Trump è quello di raggiungere un accordo entro il 24 febbraio, data che segna il quarto anniversario dell'invasione. Tuttavia, la complessità del conflitto si manifesta in diversi aspetti. Tra questi, la questione del controllo territoriale, che rimane insoluta, e la gestione della centrale nucleare di Zaporiyia, un tema delicato che richiede un accordo tra le parti. Inoltre, la questione delle garanzie di sicurezza per Ucraina, che Washington ha sostenuto come condizione per qualsiasi accordo, aggiunge ulteriore tensione alle discussioni. Gli Stati Uniti stanno quindi cercando di bilanciare la pressione su Mosca per un cessate il fuoco con la richiesta di un piano di pace che tenga conto delle preoccupazioni di Kiev.

Il contesto del conflitto si presenta come una lunga e intensa guerra che ha visto l'Ucraina affrontare una serie di sfide. L'inverno estremo, con temperature che scendono a 20 gradi sotto zero, ha messo a dura prova la popolazione, che vive in condizioni di emergenza a causa degli attacchi alla rete energetica. Nonostante le difficoltà, la resistenza ucraina è rimasta intatta, con il 65% dei cittadini che si dichiara pronto a sostenere la guerra per quanto necessario. Questo dato è in aumento rispetto al dicembre scorso, quando il 62% aveva espresso una simile volontà. Tuttavia, la fiducia nella possibilità di un fine rapido del conflitto è limitata: solo il 20% della popolazione crede che la guerra possa concludersi entro le prossime settimane o la prima metà del 2026, secondo un'indagine recente del Kyiv International Institute of Sociology. Questo quadro rafforza l'idea che la soluzione politica sia l'unica via possibile, ma le resistenze da parte di Mosca complicano ulteriormente il processo.

L'analisi delle dinamiche in gioco rivela una situazione in cui le parti in conflitto non sembrano essere vicine a un accordo definitivo. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato che le sue truppe continueranno a combattere finché Kiev non prenderà decisioni che possano portare alla fine della guerra. Questo atteggiamento rafforza l'idea di un conflitto non solo militare, ma anche politico, in cui le richieste di Mosca di una risoluzione del conflitto attraverso il riconoscimento del controllo russo su Donbás non sono accettate da Kiev. La mancanza di un accordo su questo punto sembra essere il principale ostacolo all'intesa. Inoltre, la gestione della centrale nucleare di Zaporiyia, che è un tema di grande importanza per la sicurezza energetica e ambientale, non ha trovato un consenso tra le parti. Questo scenario suggerisce che, sebbene le trattative siano in atto, la strada verso un accordo è lunga e piena di ostacoli.

Le prospettive future del conflitto dipendono da diversi fattori, tra cui la volontà di entrambe le parti di trovare una soluzione politica e l'impegno degli alleati internazionali. L'Europa, pur non essendo direttamente coinvolta nei colloqui, ha un ruolo cruciale nella definizione delle garanzie di sicurezza per Ucraina. Secondo fonti, i paesi europei stanno valutando tre livelli di risposta per evitare che si ripeta il fallimento degli accordi di Minsk, che avevano concluso la guerra in Donbás nel 2014 ma non avevano fermato le ostilità. Questi livelli prevedono una serie di misure, tra cui la risposta diplomatica iniziale, l'intervento di forze di volontari, e infine l'ingresso delle truppe statunitensi come ultima risorsa. Inoltre, gli Stati Uniti stanno offrendo capacità di monitoraggio avanzate per garantire il rispetto del cessate il fuoco. Tuttavia, la mancanza di un accordo su questioni critiche come il controllo di Donbás e la gestione della centrale nucleare di Zaporiyia sembra rendere incerta la possibilità di un'intesa a breve termine. La guerra, così, rimane un'incognita, con la speranza di una soluzione politica che possa portare alla fine del conflitto.

Fonte: El País Articolo originale

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