Turni obbligatori, tecnologia e revocabili: Patanè chiede stretta su taxi e NCC
L'assessore romano Patanè ha sollevato preoccupazioni su criticità del settore taxi e NCC, chiedendo interventi normativi e tecnologici per bilanciare domanda e offerta, contrastando la concorrenza delle piattaforme digitali e la mancanza di controllo su vetture non registrate.
L'assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, ha sollevato preoccupazioni significative durante un'audizione alla Commissione Trasporti della Camera, richiamando l'attenzione del Parlamento su una serie di problematiche che affliggono il settore dei taxi e dei noleggi con conducente (ncc) in Italia. L'incontro, convocato per analizzare le condizioni delle città italiane in materia di trasporti, ha visto l'assessore sottolineare la necessità di interventi normativi strutturali per migliorare la qualità del servizio e rispondere alle sfide poste dal mercato delle piattaforme digitali, in particolare quelle come Uber. Patanè ha evidenziato come le misure attualmente in atto non siano sufficienti a garantire un equilibrio tra la domanda e l'offerta, soprattutto in periodi di bassa attività come gennaio e febbraio, quando i tassisti operano in modo limitato. La richiesta di interventi da parte del governo riguarda sia la regolamentazione dei servizi, sia lo sviluppo di strumenti tecnologici per monitorare e ottimizzare la distribuzione delle vetture.
Nel dettaglio, Patanè ha presentato un piano di azioni già avviato da Roma per potenziare il sistema taxi, tra cui il bando per l'emissione di 1.000 nuove licenze e l'attivazione di oltre 500 doppie guide. Queste misure sono state accompagnate da un revisione dei regolamenti e delle tariffe, con un incremento dei costi per le corse brevi e quelle a tariffa fissa. Tuttavia, nonostante l'aumento del numero di vetture disponibili, i problemi persistono. L'assessore ha sottolineato che il rilascio continuo di nuove licenze non risolve la crisi strutturale del settore, poiché in certi momenti dell'anno, come quelli estivi o invernali, i tassisti non riescono a coprire la domanda. Per affrontare questa situazione, Patanè ha chiesto al Parlamento di intervenire con norme che permettano una pianificazione più scientifica del servizio, basata su dati aggregati e anonimi sull'offerta e sulla domanda. Questi dati, secondo l'assessore, sarebbero essenziali per determinare in modo preciso il numero di licenze necessario e evitare sprechi o squilibri.
Il contesto del dibattito si colloca all'interno di un quadro nazionale in cui il settore dei trasporti non di linea è in continua evoluzione, con l'espansione delle piattaforme digitali che ha trasformato il modo in cui i cittadini accedono ai servizi di mobilità. Roma, in particolare, ha affrontato una situazione complessa, con un numero elevato di vetture non registrate al Comune, che operano in modo informale. Secondo i dati più recenti, ogni giorno la città ospita circa 4.000 auto provenienti da altre regioni, spesso senza rispettare le normative locali. Questo fenomeno ha portato a un aumento della concorrenza, ma anche a una mancanza di controllo sulle attività degli operatori. Patanè ha ribadito l'importanza di distinguere chiaramente il servizio "da piazza", effettuato dai taxi, da quello "da rimessa", esclusivo degli ncc, per prevenire illeciti e garantire una competizione leale. La sfida principale, però, riguarda l'incapacità degli enti locali di monitorare in tempo reale l'offerta e la domanda, un problema che si ripresenta anche in altre città italiane.
L'analisi delle proposte di Patanè rivela una serie di implicazioni significative per il settore. La richiesta di dati aggregati e anonimi rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più efficiente del servizio, ma implica anche una maggiore responsabilità da parte delle autorità locali. L'idea di introdurre "turni logistici" per i tassisti in momenti di alta domanda, come all'arrivo dei treni alla Stazione Termini, potrebbe ridurre i tempi di attesa per i passeggeri e migliorare la soddisfazione del pubblico. Tuttavia, tali misure richiedono strumenti di controllo avanzati e una collaborazione tra le istituzioni e i professionisti del settore. Inoltre, l'assessore ha sottolineato l'urgenza di affrontare il "buco normativo" legato al rifiuto delle corse, un problema che ha portato a una crescita della domanda inevasa. Gli ncc, non essendo sanciti per l'obbligo di prestazione, possono rifiutare le richieste senza conseguenze legali, creando un circolo vizioso che penalizza i clienti. La proposta di obbligare gli utenti delle app digitali ad accettare la prima corsa disponibile rappresenta un'innovazione significativa, ma richiede un adattamento della legislazione esistente.
La chiusura del dibattito lascia aperte numerose prospettive, tra cui la necessità di un intervento legislativo nazionale per risolvere i problemi di regolamentazione e controllo del settore. Patanè ha espresso l'esigenza di una normativa che permetta la revoca delle licenze o l'esclusione dagli albi per gravi violazioni, superando il limite attuale che richiede una sentenza passata in giudicato. Inoltre, la richiesta di introdurre tariffe minime e massime per gli ncc mira a garantire una sana competizione professionale e a prevenire pratiche scorrette. La soluzione proposta da Roma potrebbe diventare un modello per altre città, ma il successo dipenderà dall'abilità delle autorità di implementare queste misure in modo efficace. Il dibattito sull'equilibrio tra innovazione tecnologica e regolamentazione tradizionale rimane un tema centrale, con implicazioni non solo economiche ma anche sociali, poiché riguarda il diritto dei cittadini ad accedere a un servizio di trasporto efficiente e sicuro. La strada percorribile sembra essere quella di un accordo tra gli operatori, le istituzioni e i consumatori, con l'obiettivo di creare un sistema più trasparente e responsabile.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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