11 mar 2026

Truppe di guardia ritirate da Chicago, Portland e Los Angeles

Le truppe del National Guard mobilitate da Trump per controllare l'immigrazione sono state dimobilizzate da Chicago, Los Angeles e Portland, dopo contenziosi legali e tensioni con le amministrazioni locali. La decisione segna un'eccezione rara al potere esecutivo e apre precedenti per futuri interventi federali.

13 febbraio 2026 | 03:53 | 5 min di lettura
Truppe di guardia ritirate da Chicago, Portland e Los Angeles
Foto: The New York Times

L'uscita delle truppe del National Guard, mobilitate dal governo Trump per supportare operazioni di controllo dell'immigrazione, ha segnato la fine delle missioni in città come Chicago, Los Angeles e Portland, Oregon, secondo fonti militari statunitensi. Le dimobilizzazioni, riferite per la prima volta dal Washington Post, sono state registrate sul sito del Comando Nord del Nord America e seguono il piano del Pentagono lanciato alla fine del 2023 per ridurre l'impegno delle forze federali. L'abbandono delle città, avvenuto in modo graduale nel mese di gennaio, segna ufficialmente la conclusione di mesi di operazioni che hanno visto il governo federale entrare in conflitto con le amministrazioni locali democratiche, mettendo a dura prova il potere esecutivo del presidente. A fine del periodo di servizio, rimasero in quelle città solo piccoli gruppi di circa duecento militari. La decisione di smobilizzare le truppe ha suscitato reazioni contrastanti, con alcune città che hanno visto le forze federali limitarsi a compiti di protezione di edifici o a interventi legali, mentre altre hanno subìto interventi diretti su strada.

Le operazioni in Portland e Chicago hanno avuto un esito particolarmente complesso, con entrambe le missioni bloccate da cause legali. A Portland, il piano di mobilitazione è stato fermato da un'azione legale, mentre a Chicago il governo federale ha dovuto affrontare un'azione legale del Supremo Court, che ha impedito l'utilizzo delle truppe in modo diretto sulle strade. A Los Angeles, invece, le forze federali sono state autorizzate a operare in strada nonostante fosse in corso un processo legale, ma il Pentagono ha ridotto significativamente il loro numero verso la fine dell'anno. Queste azioni hanno evidenziato le tensioni tra il potere esecutivo e le amministrazioni locali, con il presidente Trump che ha cercato di superare le resistenze dei governatori democratici per implementare una politica di controllo dell'immigrazione più aggressiva. La scelta di mobilitare truppe federali in città dove i governatori non avevano dato il loro consenso ha rappresentato un cambiamento radicale rispetto alla tradizione storica, in cui le richieste dei governatori avevano sempre preceduto l'invio di forze federali.

L'uso del National Guard come strumento di controllo sociale ha radici storiche, ma la sua applicazione in contesti di protesta e tensione sociale ha suscitato dibattito. Le truppe, che normalmente obbediscono ai governatori degli Stati, possono essere federalizzate dal presidente solo in casi eccezionali, come durante emergenze o guerre. Il caso Trump ha segnato un'eccezione rara, con il presidente che ha scelto di mobilitare truppe in Stati dove i governatori non avevano espresso alcun accordo. Questa strategia ha permesso al governo federale di intervenire direttamente in situazioni di conflitto, ma ha anche sollevato preoccupazioni riguardo al rispetto dei diritti dei cittadini e alla sovrapposizione di poteri tra i livelli di governo. Le operazioni in città come Portland e Chicago hanno rappresentato un test per il potere del presidente, mettendo in discussione il principio di autonomia statale e il ruolo del National Guard come forza di supporto alle autorità locali.

Le conseguenze di queste azioni si estendono oltre il semplice smobilizzo delle truppe. La decisione di federalizzare le forze armate ha avuto un impatto sulle relazioni tra il governo federale e i governatori degli Stati, con alcuni di essi che hanno espresso preoccupazione per il rispetto della sovranità statale. Inoltre, le operazioni hanno messo in luce i limiti del potere esecutivo in situazioni di crisi sociale, con il presidente che ha cercato di superare le resistenze legali e politiche per portare avanti le sue politiche di controllo dell'immigrazione. La scelta di mobilitare truppe federali in città dove non c'era alcun accordo con i governatori ha creato un precedente significativo, con il rischio di aprire la porta a ulteriori interventi simili in futuro. Tuttavia, il piano del Pentagono di ridurre l'impegno delle forze federali indica un tentativo di trovare un equilibrio tra la necessità di mantenere l'ordine pubblico e la rispettosa gestione delle relazioni tra i livelli di governo.

Le operazioni del National Guard in città come Portland, Chicago e Los Angeles rappresentano un caso emblematico del conflitto tra il potere esecutivo e le istituzioni locali. L'uscita delle truppe ha segnato la fine di un periodo di tensioni, ma il loro impatto si estende a lungo termine. A Washington, ad esempio, le truppe federali continuano a operare, concentrando i loro sforzi su aree turistiche e attività di pulizia, sebbene l'omicidio di un membro del National Guard a gennaio abbia sollevato nuove preoccupazioni. La decisione di mantenere le truppe in quel contesto indica che il governo federale intende rimanere presente in alcune aree critiche, anche se con un ruolo limitato rispetto alle operazioni precedenti. Il futuro delle missioni federali dipenderà da come il presidente Trump continuerà a gestire le relazioni con i governatori e da come il Congresso reagirà alle richieste di finanziamento e supporto per le operazioni di controllo dell'immigrazione. La questione del National Guard rimane un tema di dibattito, con conseguenze che potrebbero influenzare il rapporto tra Stato federale e Stati membri per anni a venire.

Fonte: The New York Times Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi