Trump si prepara al vertice con Xi, ma tariffe e Taiwan minacciano
L'incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente della Cina, Xi Jinping, previsto a metà aprile, rappresenta uno degli appuntamenti diplomatici più significativi negli ultimi anni.
L'incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente della Cina, Xi Jinping, previsto a metà aprile, rappresenta uno degli appuntamenti diplomatici più significativi negli ultimi anni. La visita, confermata da un portavoce del White House, si svolgerà a marzo, con un viaggio di tre giorni in Cina, pur non essendo ancora stata fissata la data esatta. Il summit, destinato a essere un evento di grande rilevanza internazionale, potrebbe tuttavia essere influenzato da tensioni persistenti su temi come il commercio, le relazioni con la Taiwan e le tecnologie avanzate. Trump, noto per la sua retorica espansiva, ha già espresso entusiasmo per l'evento, promettendo un "show di grandezza senza precedenti" durante la sua visita a Pechino. La Cina, da parte sua, ha espresso la sua intenzione di offrire un'accoglienza speciale, un segnale di forza e di stabilità nel contesto di una rivalità geopolitica che continua a incalzare i rapporti tra i due Paesi.
La visita di Trump in Cina è stata accompagnata da un clima di attesa e di speculazioni. Mentre il governo americano ha rilasciato informazioni limitate sulle date precise, il presidente Usa ha già manifestato la sua fiducia nel colloquio con Xi, sottolineando la sua "buona relazione" con il leader cinese. Trump ha inoltre riferito di aver visto durante la sua ultima visita a Pechino nel 2017 "una quantità senza precedenti di soldati della stessa altezza", un dettaglio che ha suscitato interesse per la sua capacità di enfatizzare la grandiosità del ricevimento. Per la Cina, questa visita rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare il proprio ruolo globale e dimostrare che la sua posizione di potere è intatta nonostante le pressioni internazionali. Secondo Julian Gewirtz, ex alto dirigente del National Security Council, il summit potrebbe trasmettere un messaggio chiave: "Xi sta inviando un segnale globale che ha gestito con successo gli Stati Uniti attraverso un anno di resistenza al conflitto commerciale". L'obiettivo, spiega Gewirtz, è mostrare che anche il Paese più potente del mondo ha ritenuto che i rischi di un confronto diretto con la Cina superino i vantaggi.
Il contesto del summit è radicato in una serie di tensioni storiche e contemporanee tra gli Stati Uniti e la Cina. La crisi commerciale, lanciata nel 2018, ha visto l'imposizione di tariffe da parte degli Stati Uniti su prodotti cinesi, con conseguenze economiche e diplomatiche significative. La guerra commerciale ha alimentato conflitti su temi come i diritti dei lavoratori, la protezione delle tecnologie e l'accesso a materiali strategici. Tuttavia, l'ultimo episodio di tensione si è verificato con il recente verdetto del Supremo Court americano, che ha dichiarato illegali alcune delle tariffe imposte da Trump su prodotti cinesi. Questo risultato ha ridotto la potenza negoziale degli Usa nel contesto delle trattative, mettendo in discussione la capacità di Trump di ottenere vantaggi significativi. Secondo Scott Kennedy, esperto del Center for Strategic and International Studies, la Cina ha già sfruttato le sue risorse strategiche, come i limiti ai minerali rari, per influenzare le decisioni americane. Questo ha permesso a Pechino di ridurre le tariffe Usa e limitare le restrizioni sulle esportazioni, un vantaggio che potrebbe influenzare il dialogo durante il summit.
Le implicazioni del summit si estendono ben oltre il piano commerciale. La Cina, da parte sua, ha bisogno di tempo per stabilizzare la sua economia, che nonostante un surplus commerciale record, mostra segni di debolezza. Inoltre, il governo ha intrapreso una serie di purghe all'interno delle forze armate, con il recente arresto del generale Zhang Youxia, accusato di corruzione e disloyalty. Per Xi, il tempo è un fattore cruciale: "Ha bisogno di tempo per rendere più resiliente l'economia e per tracciare una via di crescita a lungo termine", spiega Evan Medeiros, ex alto dirigente del National Security Council. Il presidente cinese ha anche bisogno di tempo per gestire le sue forze armate e per costruire un consenso diplomatico internazionale. La visita di Trump potrebbe rappresentare un'opportunità per Xi di rafforzare la sua posizione, ma anche un test per il suo piano di riconquista del controllo interno. Inoltre, Xi potrebbe cercare di ottenere concessioni da Trump su questioni come le restrizioni alle acquisizioni cinesi negli Stati Uniti e le politiche commerciali, ma la sua maggiore ambizione potrebbe essere di ridurre il sostegno americano per la Taiwan, un tema altamente sensibile.
Il futuro del summit dipende da una serie di fattori complessi, tra cui la capacità di Trump di mantenere il controllo su questioni strategiche e la reazione cinese a eventuali m mosse americane. La Cina potrebbe rispondere con misure commerciali, come ridurre gli ordini di prodotti agricoli statunitensi, se Trump dovesse rilanciare le tariffe illegali. Tuttavia, il ruolo del presidente Usa rimane incerto: la sua politica ha sempre mostrato una combinazione di determinazione e incertezza. Mentre alcuni esperti ritengono che Trump non abbandonerà le sue posizioni su questioni strategiche, altri sottolineano la possibilità di un accordo su base pragmatica. Il summit, quindi, rappresenta un momento cruciale per le relazioni Usa-Cina, ma anche un'occasione per testare la capacità di entrambi i Paesi di gestire conflitti senza scivolare in un conflitto aperto. La visita potrebbe non solo influenzare le decisioni immediate, ma anche delineare le dinamiche di potere a lungo termine in una rivalità globale sempre più intensa.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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