11 mar 2026

Trump Scommette su Diplomazia Senza Diplomatici

Negli ultimi mesi, il governo di Donald Trump ha adottato una serie di strategie diplomatiche non convenzionali, mescolando interventi diretti, pressione economica e negoziati informali per risolvere crisi internazionali complesse.

18 febbraio 2026 | 10:21 | 4 min di lettura
Trump Scommette su Diplomazia Senza Diplomatici
Foto: The New York Times

Negli ultimi mesi, il governo di Donald Trump ha adottato una serie di strategie diplomatiche non convenzionali, mescolando interventi diretti, pressione economica e negoziati informali per risolvere crisi internazionali complesse. Nella giornata del 12 febbraio, il presidente degli Stati Uniti ha sperimentato contemporaneamente tre approcci: il "gunboat diplomacy", la diplomazia fatta di minacce e pressione, e la diplomazia senza ambasciatori. A Geneva, il team di negoziatori più fidato del presidente, composto da Steve Witkoff, un amico d'affari, e Jared Kushner, figlio sposato di Ivanka Trump, ha incontrato rappresentanti iraniani nel pomeriggio e successivamente russi e ucraini. Questo episodio ha reso evidente la convinzione di Trump che le istituzioni tradizionali come il Dipartimento di Stato e il Consiglio Nazionale di Sicurezza, fondamentali per le negoziazioni globali per quasi 80 anni, dovrebbero essere escluse dai processi decisionali. Il ruolo di Witkoff e Kushner si è rivelato centrale nelle trattative per risolvere una crisi nucleare iraniana che dura da due decenni e in un conflitto in Ucraina ormai vicino al quinto anno.

La scelta di coinvolgere questi due uomini, noti per la loro prospettiva di affari, riflette un modello di negoziazione basato su relazioni personali, flessibilità e interessi economici. Witkoff, un imprenditore immobiliare famoso per aver acquistato il Woolworth Building a New York nel 1998, e Kushner, figlio di un altro imprenditore immobiliare, hanno dimostrato un'abilità nel gestire accordi complessi. La loro strategia si basa su un linguaggio di accordi rapidi e svincolati da dibattiti su diritti umani o democrazia, un approccio che ha trovato accoglienza in paesi come Russia, Turchia e stati del Golfo. Tuttavia, alcuni osservatori hanno espresso dubbi sulla professionalità delle loro negoziazioni, sottolineando che non sempre i loro interlocutori si sono sentiti soddisfatti. Per esempio, alcuni funzionari russi hanno riconosciuto la cordialità di Witkoff ma hanno messo in dubbio la sua affidabilità come mediatore, mentre Kushner è stato valutato per il suo metodo più strutturato.

La decisione di coinvolgere Witkoff e Kushner non è casuale, ma parte di un piano più ampio per affrontare le crisi globali con metodi diversi da quelli tradizionali. La strategia di Trump si ispira a un modello di negoziazione che privilegia la velocità e la concretezza, spesso a scapito di una visione più lungimirante. Questo approccio ha portato a risultati significativi in passato, come il cessate il fuoco in Gaza e la liberazione dei prigionieri israeliani, ma ha anche sollevato interrogativi su conflitti d'interesse. Witkoff, ad esempio, è padre di Zach, il CEO di World Liberty Financial, un'azienda che gestisce criptovalute legata alla famiglia Trump, mentre Kushner ha raccolto miliardi di dollari da investitori esteri, tra cui fondi sovrani del Golfo. Questi legami economici, pur essendo visti da alcuni come un vantaggio, hanno generato preoccupazioni su potenziali abusi di posizione.

L'efficacia delle negoziazioni con Russia e Iran dipende anche dal fatto che entrambi i paesi adottano una strategia di ritardo. La Russia, invasa dall'Ucraina da quattro anni, ha scelto di non firmare accordi definitivi, preferendo mantenere la posizione di vantaggio. I funzionari occidentali ritengono che Putin, pur combattendo, abbia acquisito maggiore controllo sul Donbas e che ogni giorno di guerra rafforzi la sua posizione. Per quanto riguarda l'Iran, il ritardo è la sua ultima carta per sopravvivere alle sanzioni internazionali. La presenza di un'enorme flotta navale americana nel Red Sea, pronta a intervenire, non ha scoraggiato Teheran, che ha temporaneamente chiuso lo stretto di Hormuz, un gesto simbolico ma significativo per il controllo dei mercati energetici. Il leader supremo iraniano, Ali Khamenei, ha sottolineato che la presenza di porti americani è pericolosa, ma non ha mostrato interesse per soluzioni non militari.

Le negoziazioni con l'Iran, tuttavia, sono messe in ombra dalla presenza di forze navali americane, un segnale di potere che non è sfuggito a nessuno. L'atteggiamento di Trump, che minaccia azioni militari se non ci saranno progressi, contrappone il suo stile di pressione diretta a un atteggiamento più prudente nei confronti della Russia. Questa diversità di approcci ha portato a scenari diversi: mentre Putin potrebbe cercare un accordo se riesce a riconciliarsi con gli Stati Uniti, l'Iran sembra disposto a proseguire con la sua politica di resistenza. Il futuro di queste negoziazioni dipenderà da come i due paesi gestiranno il loro equilibrio tra pressione e pragmatismo, un gioco a somma non zero che potrebbe influenzare la stabilità globale. La scelta di Trump di delegare a Witkoff e Kushner non è solo una questione di stile, ma un segnale di come la diplomazia moderna si stia trasformando in un gioco di influenze economiche e relazioni personali.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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