11 mar 2026

Trump riattiva pesca commerciale in zona protetta al largo della costa atlantica USA

La presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente approvato, il 6 febbraio, il ripristino della pesca commerciale in un'area marina protetta al largo della costa atlantica del Paese.

07 febbraio 2026 | 05:08 | 4 min di lettura
Trump riattiva pesca commerciale in zona protetta al largo della costa atlantica USA
Foto: Le Monde

La presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente approvato, il 6 febbraio, il ripristino della pesca commerciale in un'area marina protetta al largo della costa atlantica del Paese. Questa decisione riguarda un vasto territorio, noto per la sua ricchezza biodiversità, incluso nel monumento nazionale marino dei Northeast Canyons and Seamounts. L'area, che si estende per circa 13.000 chilometri quadrati, era stata istituita nel 2016 da Barack Obama, che aveva messo in guardia sulle minacce della sovrapesca e del cambiamento climatico. La decisione di Trump segna un ulteriore spostamento di rotta rispetto alle politiche precedenti, poiché il presidente aveva già rimosso, durante il suo primo mandato, il divieto di pesca introdotto da Obama, ma tale provvedimento era stato successivamente annullato da Joe Biden. L'annuncio, pubblicato sul sito della Casa Bianca, è stato accompagnato da un comunicato in cui Trump spiega che le specie presenti nell'area sono già protette da leggi vigenti, rendendo inutile l'interdizione della pesca commerciale. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti, con il sostegno di alcuni settori economici e l'opposizione di ambientalisti e scienziati.

La zona del monumento marino, situata a nord-est degli Stati Uniti, è un'area ecologicamente sensibile, dove si trovano specie marine raramente osservate, tra cui rorquali comuni, cachaloti, globicéfali e diverse altre popolazioni di balene, delfini e raie. Secondo un'indagine aerea condotta nell'agosto scorso dall'Aquarium di New England, l'area ospita oltre 1.000 animali marini, alcuni dei quali sono a rischio di estinzione. L'approvazione della pesca commerciale in questa zona ha suscitato preoccupazioni, poiché la sua biodiversità è considerata un patrimonio naturale di alto valore scientifico e storico. Trump ha argomentato che un'attività di pesca ben gestita non metterebbe in pericolo gli elementi protetti, ma molti esperti temono che la mancanza di regole rigorose potrebbe compromettere l'equilibrio ecologico. Inoltre, la decisione ha riacceso il dibattito su come conciliare le esigenze economiche dei pescatori con la conservazione ambientale, un tema sempre dibattuto nei Paesi del Nord America.

Il contesto di questa decisione si colloca all'interno di un lungo dibattito politico e ambientale negli Stati Uniti. Il monumento marino dei Northeast Canyons and Seamounts, istituito da Obama nel 2016, era stato progettato per proteggere ecosistemi unici, tra cui grotte sottomarine e scogliere sottomarine che fungono da rifugio per diverse specie. Tuttavia, durante il mandato di Trump, il presidente aveva già revocato il divieto di pesca, una mossa che aveva suscitato proteste da parte di ambientalisti e organizzazioni scientifiche. Questa decisione, ripresa nel 2025, rappresenta un ulteriore passo verso un'apertura delle aree marine a attività economiche, un tema che ha sempre diviso il Congresso e le comunità locali. La scelta di Trump ha anche un impatto sulle relazioni internazionali, poiché la gestione delle risorse marine è un tema cruciale per gli accordi ambientali globali. In questo contesto, la decisione sembra rientrare in una strategia di governo volta a ridurre i vincoli regolatori e a promuovere una maggiore autonomia delle attività produttive.

L'analisi delle conseguenze di questa decisione rivela un'importante contrapposizione tra interessi economici e protezione ambientale. Da un lato, i pescatori del Nord-Est degli Stati Uniti hanno visto in questa mossa un'opportunità per recuperare un settore in crisi, con la possibilità di aumentare la produzione e ridurre i costi di gestione. Dall'altro, gli esperti hanno sottolineato che la mancanza di un piano di gestione rigoroso potrebbe portare a una sovrapesca, con conseguenze irreversibili per la fauna marina. Inoltre, la decisione potrebbe influenzare le politiche di conservazione a livello internazionale, poiché gli Stati Uniti sono tra i principali paesi che gestiscono risorse marine. La scelta di Trump, inoltre, ha riacceso il dibattito su come bilanciare le esigenze economiche con la sostenibilità ambientale, un tema che ha sempre caratterizzato le politiche pubbliche negli ultimi anni.

La chiusura di questa vicenda lascia aperte numerose prospettive. La decisione di ripristinare la pesca commerciale nell'area protetta potrebbe portare a un aumento della produzione ittica, ma potrebbe anche mettere a rischio la biodiversità locale. Gli ambientalisti hanno già espresso preoccupazione, chiedendo un'azione più rigorosa per proteggere gli ecosistemi. Al contempo, i pescatori e le associazioni economiche hanno visto in questa mossa un'opportunità per rilanciare un settore in difficoltà. La situazione potrebbe evolversi in modo significativo nei prossimi anni, a seconda delle politiche adottate e delle regole stabilite per gestire l'attività di pesca. In ogni caso, questa decisione rappresenta un punto di rottura nel dibattito ambientale e economico, con conseguenze che potrebbero estendersi ben oltre i confini degli Stati Uniti.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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