11 mar 2026

Trump: Putin ha accettato una pausa di una settimana negli attacchi nei gelidi

Trump afferma che Putin ha concordato una sospensione temporanea degli attacchi su Kiev durante la gelata, ma nessuna conferma ufficiale da parte di Mosca o Kiev. La situazione rimane complessa e delicata, con Zelensky che evita dichiarazioni ufficiali su un'intesa.

30 gennaio 2026 | 15:58 | 5 min di lettura
Trump: Putin ha accettato una pausa di una settimana negli attacchi nei gelidi
Foto: The New York Times

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riferito in una riunione televisiva del consiglio dei ministri alla Casa Bianca che il Cremlino avrebbe accettato un'interruzione temporanea degli attacchi missilistici su Kiev, capitali dell'Ucraina, durante l'intensa gelata che ha colpito la città. Secondo Trump, il leader russo Vladimir Putin avrebbe concordato di sospendere le operazioni per una settimana, un passo che, se confermato, segnerebbe un ulteriore segnale di avanzamento nei colloqui di pace tra Russia e Ucraina. La notizia, tuttavia, non è stata ufficialmente confermata né da Mosca né da Kiev, ma alcuni segnali emergono da entrambi i fronti. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha espresso gratitudine per gli sforzi americani per fermare gli attacchi su infrastrutture energetiche, ma ha evitato di dichiarare ufficialmente un periodo di tregua. Questo scenario suggerisce un possibile spostamento di posizione da parte delle autorità russe, sebbene la situazione rimanga estremamente complessa e delicata.

La tensione si è intensificata nel corso delle ultime settimane, con la Russia che ha lanciato una serie di attacchi su città ucraine, tra cui Kiev, usando droni e missili per colpire infrastrutture energetiche. La gelata estrema che ha colpito l'Ucraina ha reso ancora più critica la situazione, con migliaia di edifici residenziali privi di riscaldamento. La strategia russa sembra mirare a indebolire la resistenza ucraina, mettendo sotto pressione la popolazione civile e la capacità di difesa del Paese. Tuttavia, il potenziale accordo per un'interruzione temporanea potrebbe rappresentare un tentativo di creare un clima di fiducia tra le parti, anche se rimane da verificare se si tratti di un'intesa reale o di un'indicazione di un'intenzione a proseguire i colloqui. L'annuncio di Trump, che ha affermato di aver personalmente chiesto a Putin di sospendere gli attacchi, ha suscitato interesse, ma la mancanza di un'ufficialità da parte del Cremlino lascia aperti dubbi su quanto realmente si possa considerare un progresso.

Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un conflitto ormai proseguito per oltre due anni, con la Russia che ha cercato di sconfiggere l'Ucraina attraverso un mix di attacchi militari e strategie psicologiche. Negli ultimi mesi, si sono registrati tentativi di mediare la situazione, tra cui colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. L'incontro a Abu Dhabi, tenutosi la scorsa settimana, è stato il primo di questo tipo da quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel 2022. Gli osservatori hanno notato che la partecipazione di figure di alto rango, come il capo dell'intelligence russa Igor Kostyukov e il capo di staff di Zelensky Kyrylo Budanov, indica un impegno crescente da parte delle due parti. Tuttavia, nonostante l'attenzione sui colloqui, le tensioni rimangono elevate, con la Russia che continua a lanciare attacchi su obiettivi civili e l'Ucraina che rifiuta qualsiasi accordo che non rispetti i suoi diritti e la sovranità. La questione del controllo del Donbass e delle garanzie di sicurezza da parte della NATO rimane un punto chiave, nonostante alcuni tentativi di ridurre il numero di dispute.

L'analisi delle implicazioni di questa potenziale tregua rivela una complessità notevole. Sebbene un'interruzione temporanea possa rappresentare un passo avanti nella ricerca di un accordo, non si tratta di un'intesa definitiva. Secondo esperti, questa misura potrebbe essere vista come un "atto di fiducia" per dimostrare che le parti sono disposte a dialogare, ma non necessariamente un segno di intenzione a fermare la guerra. Il professor Samuel Charap, esperto del RAND Corporation, ha sottolineato che un simile accordo potrebbe servire a creare un clima di cooperazione, ma non è un indicatore di un'intesa definitiva. Allo stesso tempo, i colloqui tra le parti non hanno ancora risolto i problemi più profondi, come la questione delle garanzie di sicurezza e il controllo della regione del Donbass. La mancanza di un accordo definitivo sugli aspetti più sensibili del conflitto, come le sanzioni economiche e la questione del riconoscimento del regime ucraino, continua a ostacolare ogni tentativo di pace. La sfida principale resta quindi quella di trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza dell'Ucraina e i termini che la Russia richiede per il suo piano di pace.

La prospettiva futura dei colloqui dipende da molti fattori, tra cui la capacità delle parti di trovare un accordo su temi cruciali come le garanzie di sicurezza e il controllo territoriale. Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha rilevato che il "unico punto rimasto" da risolvere è la richiesta russa del controllo completo del Donbass, incluso il territorio ora controllato da Kiev. Tuttavia, il dibattito è aperto, con il Cremlino che ha espresso dubbi sulle garanzie offerte dai Paesi occidentali e l'Ucraina che continua a insistere per un accordo che rispetti la sua sovranità. La mancanza di un consenso su questi aspetti rende incerta la possibilità di un'intesa definitiva, anche se l'interruzione temporanea potrebbe costituire un primo passo verso una soluzione più ampia. La situazione rimane quindi in bilico tra speranza e tensione, con le parti che cercano di trovare un terreno comune per porre fine a un conflitto che ha causato milioni di vittime e distruzioni su larga scala. La strada verso un accordo, sebbene difficile, sembra ora più accessibile, ma il futuro resta incerto.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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