Trump minaccia di bloccare ponte Canada-USA
Donald Trump ha rilanciato le sue posizioni contrattari con il Canada, minacciando di bloccare il progetto del ponte tra Detroit e Windsor, due città rispettivamente statunitensi e canadesi.
Donald Trump ha rilanciato le sue posizioni contrattari con il Canada, minacciando di bloccare il progetto del ponte tra Detroit e Windsor, due città rispettivamente statunitensi e canadesi. L'annuncio, pubblicato il 9 febbraio sul suo network social Truth Social, ha suscitato preoccupazione e dibattito internazionale. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che il ponte, in costruzione da oltre un decennio, non potrebbe essere completato senza un accordo che garantisse un'equa ripartizione delle responsabilità e una compensazione per gli investimenti statunitensi. Trump ha sottolineato che il Canada non ha riconosciuto il ruolo fondamentale degli Stati Uniti nel progetto, sottolineando che il Paese nordico non ha mostrato la stessa "equità e giustizia" verso gli Usa che merita. La sua posizione, però, non si limita al ponte: nel messaggio, Trump ha anche criticato la vicinanza del Canada verso la Cina, affermando che Pechino potrebbe "mangiare il Canada tutto crude". Queste dichiarazioni segnano un ulteriore episodio di tensioni diplomatiche e commerciali tra i due Paesi, che da anni si scontrano su questioni come i diritti di proprietà intellettuale, le normative ambientali e i trattati commerciali.
Il progetto del ponte, che collegherà Detroit (Michigan) a Windsor (Ontario), è uno dei più ambiziosi nella storia dei trasporti transcontinentali. L'infrastruttura, che attraverserà la fiume Detroit, è stata avviata nel 2018 con un budget totale di 6,4 miliardi di dollari canadesi, pari a circa 4 miliardi di euro. La sua realizzazione è prevista per l'anno 2,026, ma le recenti minacce di Trump hanno introdotto un elemento di incertezza. Secondo un documento reso pubblico dalla Windsor-Detroit Bridge Authority, l'ente che gestisce il progetto, il Canada è stato l'unica parte a finanziare integralmente l'opera, ma il controllo del ponte sarà condiviso tra il Canada e lo Stato del Michigan. Il nome del ponte sarà dedicato a Gordie Howe, leggenda del hockey su ghiaccio canadese. Tuttavia, Trump ha contestato questa decisione, affermando che gli Stati Uniti meritano almeno la metà del possesso dell'infrastruttura. Questo contrasto ha riacceso dibattiti su come i progetti transfrontalieri dovrebbero essere gestiti, con il rispetto delle competenze nazionali e dei diritti economici.
Le tensioni tra Trump e il Canada non sono nuove. Sin dal ritorno al potere, il presidente ha espresso critiche forti contro Ottawa, spesso definendo il Paese come un "alleato insoddisfatto" e minacciando di aumentare le tasse doganali o di ritirare certificazioni industriali. Tra le accuse più recenti, ci sono quelle rivolte alla vicinanza del Canada verso la Cina, un tema che ha occupato gran parte delle sue dichiarazioni. Trump ha sostenuto che Pechino, con la sua crescita economica e il suo potere geopolitico, potrebbe influenzare negativamente il Canada, riducendone la sovranità. Inoltre, ha criticato l'approvazione del progetto del ponte da parte di Barack Obama, il precedente presidente democratico, sostenendo che la decisione era stata sbagliata e che gli Usa avevano subito un danno economico per l'investimento. Questi attacchi, uniti a minacce di sanzioni commerciali e di ritiro di certificazioni per aziende canadesi, hanno creato un clima di incertezza per le relazioni bilaterali.
Le conseguenze di queste dichiarazioni potrebbero essere significative, non solo per il progetto del ponte ma anche per le relazioni commerciali e diplomatiche tra Stati Uniti e Canada. La minaccia di Trump di bloccare il ponte potrebbe mettere in pericolo un'infrastruttura che rappresenta un'importante via di trasporto per milioni di persone, nonché un simbolo di cooperazione transfrontaliera. Inoltre, le tensioni su questioni commerciali, come le sanzioni contro i prodotti canadesi o le pressioni per ridurre i vantaggi fiscali, potrebbero danneggiare il commercio bilaterale, che rappresenta un'importante componente dell'economia di entrambi i Paesi. L'atteggiamento di Trump, inoltre, potrebbe influenzare le decisioni di altri Paesi che cercano di mantenere un equilibrio tra le relazioni con gli Stati Uniti e con la Cina, un tema che ha guadagnato importanza negli ultimi anni.
La situazione si complica ulteriormente con le recenti decisioni del Canada, che ha annunciato accordi con la Cina su questioni come i diritti di dogana e l'importazione di veicoli elettrici. Questi passi, che il governo canadese ha presentato come un "nuovo partenariato", hanno suscitato reazioni forti da parte di Trump, che ha visto nell'alleanza con Pechino una minaccia alla sovranità degli Stati Uniti. Le minacce di sanzioni e di ritiro di certificazioni per aziende canadesi, come i jets Bombardier, indicano un atteggiamento sempre più aggressivo da parte del presidente, che sembra voler usare le relazioni commerciali come strumento di pressione politica. Sebbene il progetto del ponte possa essere completato entro il 2026, le tensioni tra i due Paesi potrebbero ostacolare la sua realizzazione o almeno alterarne la gestione. L'episodio sottolinea come le relazioni internazionali siano spesso influenzate da dinamiche economiche, politiche e ideologiche, e come le minacce di un leader possano avere ripercussioni ben al di là del contesto immediato. La prossima fase del dibattito sarà determinata da come i governi degli Stati Uniti e del Canada riusciranno a gestire queste tensioni, cercando un equilibrio tra interessi nazionali e collaborazione transfrontaliera.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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