Trump mette FCC e FTC contro libertà di espressione
L'indipendenza dei due principali organi regolatori statunitensi, il Federal Trade Commission (FTC) e il Federal Communications Commission (FCC), è stata messa in discussione da un'azione decisa del governo Trump.
L'indipendenza dei due principali organi regolatori statunitensi, il Federal Trade Commission (FTC) e il Federal Communications Commission (FCC), è stata messa in discussione da un'azione decisa del governo Trump. Questi enti, creati nel primo mezzo del ventesimo secolo per proteggere gli interessi pubblici, erano destinati a fungere da guardiani contro monopolio, frodi e abuso delle onde radio. I loro presidenti, scelti da un consiglio di commissari con mandati fissi, erano intesi per rimanere al di fuori delle influenze politiche del potere esecutivo. Tuttavia, sotto la presidenza di Donald Trump, l'indipendenza di questi enti è stata compromessa, trasformandoli in strumenti per l'imposizione di ideologie. L'azione del governo ha messo in pericolo non solo la loro missione originale di garantire un mercato commerciale equo, ma ha anche minato il primo emendamento, che protegge il diritto di libertà di parola.
L'ultimo episodio che ha rivelato questa politicizzazione riguarda l'FTC, che ha inviato una lettera di ammonimento a Apple, accusandola di potenziale bias nella curazione degli articoli del servizio Apple News. L'entità ha citato uno studio del Media Research Center, un'organizzazione conservatrice, che sosteneva che Apple trattava in modo ingiusto le fonti conservatrici. Separatamente, l'FCC ha iniziato un'indagine su Media Matters, un'organizzazione di sinistra, per il suo lavoro sull'argomento che la piattaforma X (ex Twitter) permettesse la diffusione di discorsi razzisti. Questi due casi hanno rivelato come l'FTC stia abbandonando l'imparzialità, utilizzando il lavoro di una organizzazione conservatrice per giustificare un'azione contro Apple e il lavoro di una organizzazione di sinistra per motivare un'indagine su X. Questo approccio non solo distorce le leggi di protezione dei consumatori, ma mina la democrazia stessa, poiché trasforma la libertà di stampa in un'area soggetta a controllo governativo.
L'azione dell'FTC si basa su una teoria legale inedita, che vede la valutazione editoriale come un atto commerciale soggetto a repressione. Il presidente dell'FTC, Andrew Ferguson, sembra testare l'idea che un slogan di un'organizzazione di stampa, come "fair and balanced" o "without fear or favor", non sia più un'affermazione di missione ma un reclame commerciale che può essere punibile se non rispettato. Questo approccio cancella il confine tra frode commerciale e libertà di parola, un principio che la Costituzione ha sempre limitato ai casi di commercio o frode evidente. L'FTC, considerando il bias politico come un difetto di un prodotto commerciale, si appropria del potere di vigilare sulla stessa attività giornalistica. Anche se queste indagini potrebbero fallire in tribunale, come ha fatto un giudice federale nell'indagine su Media Matters, hanno già causato danni, con costi elevati per le aziende e un effetto intimidatorio su chi si esprime.
La situazione si è aggravata anche nell'FCC, che era responsabile di garantire una comunicazione aperta ed efficiente, ma ha abbandonato la neutralità. Il presidente dell'FCC, Brendan Carr, ha dichiarato al Comitato per il Commercio del Senato che "formalmente parlando, l'FCC non è indipendente", e ha poi rimosso la parola "indipendente" dal suo sito web, indicando che l'agenzia si vede ora come un'estensione del potere presidenziale. Carr ha agito in base a questa visione, minacciando di revocare le licenze di stazioni ABC dopo un commento di Jimmy Kimmel su un omicidio. Questo non è stato solo un discorso vuoto, poiché due proprietari, Sinclair e Nexstar, hanno sospeso temporaneamente il programma, e ABC lo ha tolto dallo schermo. Carr ha anche manipolato le regole tecniche per silenziare l'opposizione, suggerendo di rafforzare la regola "equal time", che richiede ai broadcaster di trattare equamente tutti i candidati in un'elezione. Questo, però, mette in discussione la libertà di stampa, come dimostrato da Stephen Colbert, che ha riferito che CBS aveva rifiutato un'intervista con un candidato democratico, citando la regola "equal time".
L'azione dell'FCC rappresenta un ritorno al passato, quando il governo imponeva regole su tutti i broadcaster, con entrambi i partiti che hanno usato questi strumenti per reprimere la critica. L'amministrazione Reagan aveva riconosciuto che tali regole inibivano la discussione pubblica, e aveva abbandonato gran parte delle normative. Oggi, l'FCC sta nuovamente muovendosi in questa direzione, come dimostrato da un'altra mossa: l'uso del potere di revisione delle fusioni per influenzare le operazioni dei newsroom. Quando Skydance e Paramount cercavano l'approvazione per la loro fusione, l'FCC ha imposto una concessione a CBS, richiedendo un ombudsman per monitorare il bias. Questo è un esempio di come il governo possa forzare un'azienda privata a installare un commissario politico per garantire standard di neutralità approvati dallo stato. Inoltre, l'FCC sta cercando di approvare l'acquisizione di Nexstar da parte di Tegna, un competitor, con Trump che ha chiesto esplicitamente di farlo, anche se la fusione viola le regole dell'FCC. Questo dimostra come l'FCC non solo stia abbandonando la sua missione originale, ma stia anche creando un'ipoteca su un monopolio di massa.
Questo attacco regolatorio si svolge mentre la Corte Suprema sembra essere vicina a permettere al presidente di ridurre ulteriormente il controllo sugli enti regolatori. Se il tribunale decidesse che i commissari dell'FTC e altri funzionari semi-indipendenti possono essere licenziati a piacere, il potere esecutivo avrebbe maggiore libertà per influenzare i media. La popolazione americana dovrebbe riconoscere queste mosse per ciò che sono: un tentativo di prendere il controllo del mercato delle idee. Quando i regolatori trattano le decisioni editoriali come frode e condizionano le fusioni aziendali sul contenuto dei notiziari, non proteggono i consumatori, ma si impegnano in una pretesa di controllo totale. Questo non è solo un problema di regolazione, ma un attacco alla libertà di espressione, un diritto fondamentale che la Costituzione ha sempre cercato di proteggere.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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