Trump lancia giunta di pace per Gaza senza sostegno alleati occidentali
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha presieduto giovedì la prima riunione della Junta di Pace per Gaza, istituzione creata da lui stesso per ricostruire la striscia palestinese distrutta dai bombardamenti israeliani.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha presieduto giovedì la prima riunione della Junta di Pace per Gaza, istituzione creata da lui stesso per ricostruire la striscia palestinese distrutta dai bombardamenti israeliani. L'evento, tenutosi presso l'Instituto Trump per la Pace a Washington, ha visto la partecipazione di oltre 45 Paesi, anche se molti di essi hanno aderito come osservatori o a livello limitato. Trump ha annunciato che i membri della nuova entità, nata dal protocollo di sospensione delle ostilità, hanno già contribuito con 7 miliardi di dollari (circa 5,95 miliardi di euro) per la ricostruzione, con ulteriori 10 miliardi da parte degli Stati Uniti. La riunione è stata un'occasione per esibire il ruolo di Trump come mediatore globale, ma ha suscitato preoccupazioni tra i tradizionali alleati di Washington per la possibilità che il presidente tenti di competere con l'Onu come foro per risolvere conflitti internazionali.
L'iniziativa della Junta di Pace ha suscitato critiche e dubbi, specialmente da parte di Paesi europei e di alcuni alleati statunitensi. Molti di essi, tra cui il Regno Unito, la Francia e il Canada, hanno rifiutato l'invito a diventare membri attivi, preoccupati che Trump potesse cercare di ridurre il ruolo dell'Onu. Tra i Paesi che hanno partecipato in modo diretto, ci sono Bulgaria, Ungheria e, in rappresentanza del governo, il premier Viktor Orbán. La presenza di leader vicini a Putin e a Trump ha rafforzato le tensioni geopolitiche. L'assenza di Paesi come la Germania o la Spagna ha ulteriormente enfatizzato la marginalizzazione della UE nel dibattito. Trump, pur riconoscendo l'importanza dell'Onu, ha sottolineato che la Junta di Pace dovrà "garantire che l'Onu funzioni correttamente", un'affermazione che ha alimentato le incertezze su come si svilupperà il rapporto tra le due istituzioni.
La situazione in Gaza, devastata da due anni di conflitti, richiede un investimento estremamente elevato per la ricostruzione. Gli esperti stima che siano necessari almeno 70 miliardi di dollari, un importo ben lontano da quello promesso da Trump. Il presidente ha annunciato un fondo di 10 miliardi, ma non ha chiarito da dove provengano i fondi né se il Congresso abbia approvato l'allocazione. Inoltre, ha sottolineato che la Junta di Pace non è un'entità governativa ma un forum per coordinare i contributi, un'idea che ha suscitato scetticismo. Tra i progetti finanziati, ci sono iniziative sportive come il finanziamento di 75 milioni di dollari per la FIFA, organizzazione che Trump ha sempre sostenuto. L'Onu ha promesso 2 miliardi per l'aiuto umanitario, mentre Paesi come l'Indonesia e il Marocco hanno offerto supporto militare, sebbene non siano state fornite informazioni dettagliate sulle forze coinvolte.
L'evento ha anche acceso le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran, con Trump che ha sottolineato la possibilità di un attacco imminente. Nonostante le conversazioni indirette tra Washington e Teheran, il presidente ha alimentato l'incertezza con dichiarazioni come "lo scopriranno in dieci giorni", un'affermazione che ha suscitato preoccupazioni per un possibile escalation. La creazione della Junta di Pace, originariamente presentata come un organismo di supervisione per il protocollo di sospensione, è stata trasformata da Trump in un forum che mira a influenzare il dibattito globale, con il potere di veto su membri, decisioni sull'agenda e la gestione dei fondi. Questo modello, che non menziona direttamente Gaza nel documento costitutivo, ha suscitato critiche per la sua natura non democratica e per la sua mancanza di trasparenza.
La riunione ha rivelato le profonde divisioni tra potenze mondiali e la fragilità delle istituzioni internazionali. Mentre Trump cerca di costruire un'alleanza alternativa all'Onu, i Paesi europei e i suoi alleati tradizionali si sono mostrati scettici, preoccupati per il rischio di un'escalation delle tensioni. La ricostruzione di Gaza, un tema cruciale per la pace nel Medio Oriente, rimane un obiettivo ambizioso, ma la mancanza di risorse sufficienti e la competizione tra diverse forze globali sembrano rendere il processo estremamente complesso. La prossima fase sarà determinante per comprendere se la Junta di Pace possa diventare un'entità realmente efficace o se resterà un simbolo di ambizione politica. Il ruolo dell'Onu, al contrario, potrebbe essere messo a dura prova, se non riuscirà a rafforzare la sua capacità di intervento in un contesto in cui le istituzioni multilaterali sembrano sempre più marginalizzate.
Fonte: El País Articolo originale
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