Trump: Funzionari ignorano Congresso per miliardi in aiuti militari a Israele
Il ministero degli Esteri statunitense ha annunciato l'invio di 6,5 miliardi di dollari di armi a Israele, bypassando il Congresso, in un contesto di conflitto con Hamas. La mossa, criticata per l'ignoranza del processo parlamentare, alimenta tensioni con il Congresso e solleva preoccupazioni per le relazioni internazionali.
Il ministero degli Esteri degli Stati Uniti ha annunciato venerdì l'intenzione di inviare a Israele più di 6,5 miliardi di dollari di aiuti militari, tra cui elicotteri Apache e veicoli blindati da combattimento, bypassando il processo di revisione parlamentare previsto. La decisione, presa sotto la direzione del segretario degli Esteri Marco Rubio, contraddice le procedure consuetudinarie per cui il ministero doveva attendere l'approvazione dei membri principali del Comitato per gli Affari Esteri della Camera e del Senato prima di rendere nota l'operazione. Questa mossa segna il terzo episodio in cui l'amministrazione Trump ha ignorato il meccanismo di revisione informale, un'abitudine che ha generato tensioni con il Congresso. L'annuncio, arrivato a ridosso della guerra tra Israele e Hamas e del conflitto in Gaza, ha suscitato reazioni forti da parte di membri democratici e critici del governo.
La missione comprende quattro sistemi d'arma distinti, con il più costoso rappresentato dagli elicotteri Apache, valutati a 3,8 miliardi di dollari. Altri due pacchi riguardano i veicoli leggeri JLTV, un'evoluzione dei vecchi Humvees, e due case di elicotteri AW119 Koala e pacchi energetici per veicoli blindati. Il ministero degli Esteri ha inviato questi piani ai comitati parlamentari già a fine autunno, ma non ha ottenuto risposte definitive. Il rappresentante democratico Gregory W. Meeks, presidente del Comitato per gli Affari Esteri della Camera, ha espresso preoccupazione per la mancanza di dialogo e ha accusato l'amministrazione Trump di disprezzare il ruolo del Congresso. "L'amministrazione ha deciso di ignorare il controllo parlamentare e di informare direttamente il pubblico di un'operazione che dovrebbe essere discussa", ha scritto Meeks in un comunicato.
L'assistente parlamentare ha precisato che il ministero non ha fornito risposte alle richieste di chiarimento da parte dei deputati. Questo scenario si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra gli Stati Uniti e Israele, dove il governo israeliano ha intensificato le operazioni in Gaza, causando migliaia di morti tra la popolazione civile. Secondo dati del Ministero della Salute di Gaza, i civili palestinesi uccisi nelle operazioni israeliane superano i 70 mila, senza distinzione tra combattenti e non. Critici americani hanno condannato le azioni israeliane, accusando il governo degli Stati Uniti di sostenere una "genocidio", mentre le autorità americane hanno ribadito il diritto di Israele alla difesa. La guerra tra Israele e Hamas, iniziata nel 2023, ha reso i trasferimenti di armi un tema sensibile, con il Congresso che ha approvato finanziamenti aggiuntivi ben al di sopra delle somme standard.
La decisione di bypassare il Congresso ha suscitato preoccupazioni anche per l'impatto sulle relazioni internazionali. Il ministero degli Esteri ha anche annunciato l'invio di 9 miliardi di dollari di missili interceptor a Arabia Saudita, un'operazione che ha richiesto un approvazione parlamentare. Tuttavia, alcuni democratici hanno espressa perplessità sulle vendite di armi a Riyadh, dati i gravi abusi di diritti umani nel conflitto in Yemen. L'operazione di invio di armi a Israele e Arabia Saudita è avvenuta in un contesto di crescente tensione con l'Iran, dove il presidente Trump ha minacciato attacchi e il governo americano ha cercato di rafforzare la difesa in Medio Oriente. L'assenza di un dialogo con il Congresso, un elemento chiave della democrazia americana, ha alimentato critiche e dibattiti su come gestire la politica estera in un momento di crisi globale.
Le mire dell'amministrazione Trump e del governo Biden sembrano seguire una strategia di supporto incondizionato a Israele, pur suscitando forti opposizioni all'interno del Congresso. L'ignoranza del processo parlamentare ha reso più complessa la gestione delle relazioni con i partner strategici, come il Regno Unito, il Giappone e la Corea del Sud, che richiedono un dibattito aperto. L'incertezza sul futuro del sostegno alle operazioni israeliane in Gaza e sull'equilibrio tra difesa nazionale e rispetto delle norme democratiche rimane un tema centrale per la politica estera americana. La questione delle armi, però, rimane un punto di contenzione che potrebbe influenzare le scelte future del governo e la sua capacità di mantenere la credibilità internazionale.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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