11 mar 2026

Trump annulla indicazione chiave sui gas serra, elimina potere EPA contro cambiamento climatico

La decisione presa da Donald Trump nel corso di un discorso al Campidoglio segna un passo decisivo nella politica climatica degli Stati Uniti, mettendo in discussione un principio scientifico riconosciuto a livello internazionale.

13 febbraio 2026 | 03:28 | 4 min di lettura
Trump annulla indicazione chiave sui gas serra, elimina potere EPA contro cambiamento climatico
Foto: The New York Times

La decisione presa da Donald Trump nel corso di un discorso al Campidoglio segna un passo decisivo nella politica climatica degli Stati Uniti, mettendo in discussione un principio scientifico riconosciuto a livello internazionale. Il presidente ha annunciato il ritiro del "finding of endangerment", un documento scientifico del 2009 che aveva stabilito che le emissioni di gas serra rappresentano un pericolo per la salute pubblica e l'ambiente. Questo atto, considerato un'azione di deregolamentazione senza precedenti, elimina la base giuridica per limitare l'inquinamento da anidride carbonica, metano e altri gas serra, che secondo gli scienziati contribuiscono a fenomeni estremi come ondate di calore, siccità, incendi boschivi e uragani. La mossa, giustificata come una risposta alla "verità scientifica" che Trump ha rifiutato per anni, contraddistingue un atteggiamento radicale nei confronti del cambiamento climatico, definito da lui stesso come un "falso" da smascherare. Il presidente ha sottolineato che questa decisione apre la strada a un'epoca in cui le aziende del settore energetico potranno operare senza limiti, mettendo in discussione le politiche di transizione verso fonti rinnovabili come sole e vento.

Il "finding of endangerment" era stato approvato dopo un'analisi approfondita di oltre 200 pagine di dati scientifici, che avevano dimostrato come i gas serra accumulandosi nell'atmosfera creino un effetto serra artificiale, riscaldando il pianeta e intensificando eventi climatici estremi. La decisione di Trump, però, ha rifiutato questa base, affermando che il documento non aveva alcun fondamento scientifico. L'amministrazione ha argomentato che la legge Clean Air Act permette solo di limitare inquinanti che causano danni diretti e immediati, non quelle sostanze che, come i gas serra, agiscono a distanza. Questo approccio ha suscitato critiche da parte di esperti, che hanno sottolineato come l'effetto serra non sia un fenomeno locale ma globale, con conseguenze che si riversano su interi ecosistemi e sulla salute umana. Secondo l'Environmental Defense Fund, l'eliminazione di queste limitazioni potrebbe portare un aumento del 10 per cento delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti nei prossimi 30 anni, con impatti devastanti sulle popolazioni vulnerabili.

L'azione di Trump si inserisce in un contesto storico complesso, in cui il cambiamento climatico è stato un tema dibattuto per decenni. Anche presidenti di entrambi i partiti, tra cui Richard Nixon e George W. Bush, avevano riconosciuto i rischi del riscaldamento globale. Nixon, nel 1970, aveva istituito l'Environmental Protection Agency (EPA) per combattere l'inquinamento, mentre Bush aveva firmato un accordo internazionale per ridurre le emissioni. La decisione attuale, però, rappresenta un'accelerazione di un movimento conservatore che ha visto il sostegno di aziende del petrolio, gas e carbone, che vedono nel deregolamentazione un'opportunità per aumentare i profitti. L'amministrazione ha sostenuto che questa mossa potrebbe salvare miliardi di dollari alle industrie automobilistiche e a quelle energetiche, ma non ha fornito dettagli su come è arrivata a questa stima di 1 trilione di dollari. Gli oppositori, tra cui il governatore della California Gavin Newsom, hanno minacciato azioni legali, sostenendo che questa decisione è illegale e minaccia la salute pubblica.

Le conseguenze della decisione di Trump sono già visibili a livello globale. L'eliminazione del "finding of endangerment" permette all'EPA di revocare limiti su emissioni da fonti fisse, come le centrali elettriche e gli impianti petroliferi, un processo che sta già avviando. Gli Stati Uniti, nonostante siano il secondo paese al mondo per emissioni, sono quelli che hanno contribuito maggiormente al riscaldamento globale dal periodo industriale, un fatto che influenza le politiche climatiche internazionali. La mancanza di un accordo globale, come il Paris Agreement, ha reso il paese un'eccezione rispetto agli obiettivi di riduzione delle emissioni. Mentre i leader mondiali si concentrano su un obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi Celsius, Trump ha sottolineato che la decisione è un passo verso un futuro in cui l'energia fossile continuerà a essere fondamentale.

La decisione ha suscitato reazioni contrastanti da parte del mondo scientifico e delle istituzioni. Mentre alcuni scienziati hanno sottolineato che le emissioni di gas serra sono legate a un aumento di malattie, come la dengue, e a un aumento delle morti per calore estremo, altri hanno rifiutato la visione dell'amministrazione, sostenendo che il CO2 è un elemento essenziale per la vita. L'EPA, nel suo discorso, ha ribadito che il suo approccio è legale e basato su una interpretazione rigorosa della legge, ma esperti hanno criticato la mancanza di dati solidi e la velocità con cui la decisione è stata presa. La battaglia legale, tra cui il rischio di un'azione da parte del California, potrebbe determinare il futuro delle politiche climatiche negli Stati Uniti. Per il momento, il dibattito è aperto, con il mondo che osserva con preoccupazione le conseguenze di una politica che sembra mettere da parte la scienza a favore di interessi economici.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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