11 mar 2026

Tribunale di Andalusia condanna a 20 anni uomo per abusi su quattro cugine a Málaga

Il TSJA ha confermato una condanna a 20 anni per un uomo accusato di abusi sessuali reiterati su quattro nipoti, sottolineando la gravità e la prolungata natura dei reati. La sentenza riconosce la complessità psicologica delle vittime e rifiuta l'argomento della prescrizione.

02 febbraio 2026 | 22:17 | 4 min di lettura
Tribunale di Andalusia condanna a 20 anni uomo per abusi su quattro cugine a Málaga
Foto: El País

Il Tribunale di Giustizia Superiore della Andalusia (TSJA) ha confermato la condanna a 20 anni di carcere per un uomo accusato di aver commesso abusi sessuali contro quattro sue nipoti, rispettivamente di cinque, otto, undici e quattordici anni, durante le stagioni estive. Gli episodi, avvenuti tra il 2004 e il 2022, si sono svolti in diverse occasioni, principalmente in una piscina di una casa familiare, dove l'imputato, con la scusa di giocare, ha svolto atti sessuali con le minori. Il TSJA ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, sottolineando che le azioni non erano isolate ma reiterate, e ha ribadito la sentenza della Sezione Primera di Málaga, che ha condannato l'uomo per quattro delitti di abuso sessuale su minori di età inferiore a 13 anni. La sentenza, ora confermata, mette in luce come la violenza non si sia limitata a un singolo episodio, ma abbia rappresentato una dinamica di abuso prolungata nel tempo, con conseguenze devastanti per le vittime.

Il processo ha evidenziato come l'imputato, in diverse occasioni, abbia utilizzato la piscina come scena dei propri abusi. A una delle nipoti, di undici anni, ha compiuto tocamenti mentre si trovava in acqua, in modo apparentemente ludico, ma in realtà con intenti sessuali. Altre due minori, rispettivamente di quattordici e otto anni, sono state vittime di atti simili in ambienti diversi, come il dormitorio di un parente. La sentenza sottolinea che le azioni non si sono limitate a un'unica occasione, ma si sono ripetute in diversi momenti, con una frequenza che ha reso difficile per le vittime il ricordo esatto delle date. Il TSJA ha riconosciuto che la mancanza di dettagli precisi non indica mancanza di veridicità, ma piuttosto la complessità di una situazione in cui la violenza ha coinvolto diverse fasce di vita, con un impatto psicologico profondo.

Il contesto giuridico di questa sentenza è legato alla recente evoluzione delle leggi in materia di abusi sessuali. Prima del 2,022, gli abusi venivano distinti in categorie diverse, mentre da allora si è passati a un unico concetto di "aggressione sessuale", che include sia gli abusi che le aggressioni. Questo cambiamento ha reso più chiara la definizione del reato, ma ha anche complicato il calcolo dei tempi di prescrizione. La difesa aveva argomentato che i reati potessero essere prescritti, ma il TSJA ha respinto questa tesi, sottolineando che la gravità e la reiterazione degli atti hanno reso inapplicabile la prescrizione. Questa sentenza rappresenta un esempio di come il sistema giudiziario italiano, pur non avendo un sistema analogo a quello spagnolo, possa fare riferimento a normative internazionali per proteggere le vittime di abusi sessuali.

L'analisi della sentenza rivela un importante riconoscimento della complessità psicologica delle vittime. Il TSJA ha sottolineato che non si può richiedere alle minori di registrare ogni episodio per garantire la credibilità del loro racconto, poiché il silenzio e il ritardo nella denuncia sono spesso conseguenze della violenza subita. Questo approccio ha rafforzato la posizione delle vittime, riconoscendo che la loro testimonianza, pur se non precisa nei dettagli, deve essere considerata affidabile. Inoltre, il tribunale ha messo in evidenza come la reiterazione degli abusi abbia reso impossibile un ricordo preciso, nonostante il tempo trascorso. Questo aspetto è cruciale per i casi di abuso sessuale familiare, dove il rapporto di fiducia tra i membri della famiglia può rendere difficile il riconoscimento della violenza.

La sentenza del TSJA non solo conferma la condanna dell'imputato, ma anche un messaggio forte a favore delle vittime. Il tribunale ha ribadito che la giustizia deve proteggere chi ha subito abusi, anche se il tempo ha oscurato i dettagli. Questo caso potrebbe influenzare il dibattito pubblico e politico in Italia, dove le istituzioni stanno cercando di migliorare le procedure per il riconoscimento e la protezione delle vittime. Inoltre, la sentenza ha rafforzato la necessità di supporti psicologici e legali per le minori, che spesso devono affrontare conseguenze a lungo termine. Il TSJA ha anche sottolineato l'importanza di strumenti come il numero 016, dedicato alle vittime di violenza machista, e l'accesso alle risorse di supporto per le minori. Questo caso rappresenta un esempio di come la giustizia possa agire per proteggere chi è più vulnerabile, anche se il processo è lungo e complesso.

Fonte: El País Articolo originale

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