Traffico umano finanziato da criptovalute esplosione
La crescita esponenziale dell'utilizzo delle criptovalute nel finanziamento di operazioni di tratta umana rappresenta un allarme globale per la sicurezza e i diritti umani.
La crescita esponenziale dell'utilizzo delle criptovalute nel finanziamento di operazioni di tratta umana rappresenta un allarme globale per la sicurezza e i diritti umani. Secondo un'indagine pubblicata oggi da Chainalysis, un'azienda specializzata nel tracciamento delle transazioni criptovalutarie, il volume di operazioni legate alla tratta umana, tra cui lavoro forzato, sfruttamento sessuale e attività di frode online, è aumentato del 85% nel 2025 rispetto al 2024. I dati, ottenuti attraverso l'analisi di milioni di transazioni su diverse blockchain, indicano che il valore complessivo di queste attività raggiunge almeno centinaia di milioni di dollari annuali. Nonostante la società abbia rifiutato di fornire un numero esatto, ha sottolineato che le stime sono conservative e probabilmente sottostimano la reale portata del fenomeno. Questo incremento ha reso evidente come le criptovalute, grazie alla loro natura transnazionale, basso costo e scarsa regolamentazione, stiano facilitando una forma di sfruttamento che si estende a livello globale, coinvolgendo centinaia di migliaia di vittime.
L'indagine di Chainalysis ha rivelato che la maggior parte delle operazioni di tratta umana si svolge attraverso network criminali cinesi che utilizzano il servizio Telegram per pubblicare annunci e gestire transazioni. Questi gruppi, spesso attivi in regioni come Myanmar, Cambogia e Laos, hanno creato mercati neri virtuali su canali Telegram, tra cui il "Xinbi Guarantee" e il defunto "Tudou Guarantee", che offrono servizi di garanzia in criptovalute. Questi mercati funzionano come hub di riciclaggio di denaro, dove i criminali depositano criptovalute per ricevere contanti in cambio. La società ha anche identificato canali Telegram dedicati alla vendita di servizi sessuali, con annunci dettagliati che descrivono profili di prostitute disponibili per ore, contratti a lungo termine o trasferimenti internazionali verso destinazioni come Macao o Hong Kong. Questi mercati, alimentati da stablecoin come Tether e USDC, permettono ai criminali di evitare la volatilità delle criptovalute, rendendo le transazioni più sicure e facili da gestire.
L'espansione del fenomeno non è un evento recente, ma un processo che si è intensificato con l'affermarsi delle criptovalute come strumento di pagamento globale. Le truffe online, in particolare quelle legate al lavoro forzato, sono diventate un business di enorme dimensione, con ricavi annuali che superano i 20 miliardi di dollari. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, migliaia di persone, soprattutto provenienti da Asia meridionale e Africa, vengono ingannate con offerte di lavoro e trattenute in complessi dove subiscono condizioni di lavoro estenuanti o addirittura detenzione. Chainalysis ha però sottolineato che la crescita più significativa riguarda le operazioni di tratta sessuale, con transazioni che spesso superano i 10.000 dollari. Questi dati suggeriscono una organizzazione a livello industriale, con reti che gestiscono centinaia di vittime, anziché singoli individui o piccoli gruppi.
L'uso delle criptovalute ha reso possibile una forma di sfruttamento che operava in modo nascosto per anni, ma che ora è più visibile grazie alle capacità di tracciamento delle blockchain. Tom McLouth, analista di Chainalysis, ha dichiarato che il passaggio a pagamenti transfrontalieri e a basso costo ha permesso ai criminali di espandere le loro attività in modo rapido e senza limiti geografici. Tuttavia, il tracciamento delle transazioni ha anche esposto una rete di traffico che aveva finora evitato la vigilanza. Erin West, ex procuratore e leader di Operation Shamrock, ha sottolineato che aziende come Telegram e Tether, sebbene dispongano di strumenti per bloccare account o congelare asset, permettono comunque il finanziamento di attività criminose. "Questi servizi non sono neutrali", ha affermato West, "ma permettono a criminali di muoversi con libertà, anche se le transazioni sono visibili."
Le autorità e le organizzazioni internazionali stanno ora confrontarsi con la complessità di un fenomeno che sfrutta la tecnologia per il male. Tether, ad esempio, ha dichiarato di condannare la tratta umana e di collaborare con oltre 330 enti di polizia in più di 2.000 indagini, congelando 4 miliardi di dollari di criptovalute. Tuttavia, la questione rimane intricata: le criptovalute, sebbene possano essere strumenti di abuso, non sono in sé criminali, ma semplicemente strumenti che possono essere utilizzati per fini illegali. La sfida per le istituzioni è trovare un equilibrio tra la protezione dei diritti umani e la regolamentazione delle tecnologie emergenti, senza compromettere la libertà di utilizzo delle criptovalute. Il futuro dipenderà da come le aziende e i governi gestiranno questa emergenza, cercando di contrastare un fenomeno che sfrutta la globalizzazione e la digitalizzazione per perpetuare un crimine antico.
Fonte: Wired Articolo originale
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