11 mar 2026

Tajani: Cyberattacchi russi sventati a Cortina e ambasciate

Il ministero degli Esteri italiano ha reso noto che una serie di attacchi informatici, iniziati da Washington e diretti anche verso strutture ospitanti le Olimpiadi invernali a Cortina, è stata sventata grazie a misure preventive adottate.

04 febbraio 2026 | 15:02 | 5 min di lettura
Tajani: Cyberattacchi russi sventati a Cortina e ambasciate
Foto: Repubblica

Il ministero degli Esteri italiano ha reso noto che una serie di attacchi informatici, iniziati da Washington e diretti anche verso strutture ospitanti le Olimpiadi invernali a Cortina, è stata sventata grazie a misure preventive adottate. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha confermato che le operazioni di hacking, riconducibili a gruppi legati alla Russia, sono state intercettate prima che potessero causare danni significativi. L'evento, avvenuto in un contesto di crescente tensione internazionale, ha messo in luce l'importanza della sicurezza cibernetica per le istituzioni pubbliche e per eventi di elevata rilevanza. Tajani ha sottolineato che il successo del piano di difesa dipende in gran parte dai nuovi standard di protezione adottati dal ministero, che hanno rafforzato la capacità di monitoraggio e risposta alle minacce informatiche. Inoltre, ha rivelato che le autorità italiane hanno avvisato immediatamente gli enti coinvolti, tra cui le strutture alberghiere e gli uffici governativi, per garantire una reazione tempestiva. L'episodio rappresenta un ulteriore segnale di pericolo per le infrastrutture critiche del Paese, che sono sempre più esposte a azioni di tipo cyber.

I cyberattacchi, rivendicati dal gruppo di hacker filorussi Noname057(16), hanno colpito in particolare un hotel a quattro stelle situato a Cortina, uno dei centri principali delle Olimpiadi invernali. L'attacco ha seguito un modello classico di Distributed Denial of Service (DDoS), un tipo di operazione che inonda un sistema di richieste di accesso eccessive, causando la sovraccarico e la conseguente interruzione dei servizi. Secondo le informazioni disponibili, il sito dell'hotel è stato temporaneamente inaccessibile per alcune ore, ma i tecnici hanno riuscito a ripristinare la funzionalità in modo completo. Noname057(16), un'organizzazione nota per aver lanciato attacchi simili in passato, ha già dimostrato un interesse particolare per eventi internazionali, dove mira a creare disordine o a compromettere la reputazione delle istituzioni coinvolte. L'attacco a Cortina non è stato isolato, poiché negli ultimi mesi sono stati segnalati episodi simili in altre città ospiti delle Olimpiadi, indicando una strategia mirata a destabilizzare la preparazione degli eventi. Il ministero degli Esteri ha ritenuto necessario informare le autorità locali e le aziende coinvolte per garantire una difesa coordinata.

L'evento si colloca in un contesto di crescente preoccupazione per le minacce informatiche da parte di gruppi esteri, specialmente quelli legati a Russia, che hanno dimostrato una capacità di infiltrazione elevata. Negli ultimi anni, il governo italiano ha investito in misure preventive per proteggere le sue infrastrutture critiche, inclusi i centri di comunicazione e i dati sensibili. La direzione generale del ministero degli Esteri ha riferito che la riforma del settore ha portato a un miglioramento significativo delle capacità di risposta alle minacce, con un aumento del 30% delle risorse dedicate alla sicurezza cibernetica. Questi sforzi si sono rivelati utili nel prevenire attacchi potenzialmente devastanti, come quelli che hanno colpito l'hotel a Cortina. Inoltre, il ministro ha sottolineato che il coordinamento tra le agenzie governative e le forze di sicurezza è stato cruciale per identificare e neutralizzare le operazioni di hacking. La collaborazione con enti internazionali, tra cui l'Unione Europea e l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), è stata un altro elemento chiave per rafforzare la difesa. Questi passi rappresentano un tentativo di ridurre il rischio di interventi esteri mirati a compromettere la stabilità del Paese.

L'impatto degli attacchi cibernetici va ben al di là del danno immediato ai servizi informatici, poiché rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale e per la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. La capacità di alcuni gruppi di hacker di attaccare strutture di alto valore, come i centri governativi o i luoghi di eventi internazionali, mette in luce un problema globale: la vulnerabilità di sistemi che gestiscono dati sensibili e servizi essenziali. In questo senso, l'esperienza italiana si inserisce in un quadro internazionale in cui molti Paesi stanno rivedendo le proprie politiche di sicurezza informatica. L'attacco a Cortina, in particolare, ha acceso nuovi dibattiti sulle responsabilità dei governi nel proteggere non solo le infrastrutture fisiche, ma anche quelle digitali. La reazione del ministero degli Esteri, che ha reso noto il successo delle misure adottate, potrebbe influenzare le decisioni future sulle strategie di difesa. Tuttavia, l'incertezza rimane su quanto possano essere efficaci queste misure, soprattutto di fronte a gruppi che evolvono continuamente le loro tecniche di attacco.

La situazione si presenta come un campanello d'allarme per la sicurezza informatica del Paese, che dovrà affrontare sfide sempre più complesse. Il ministero degli Esteri ha dichiarato di continuare gli investimenti in tecnologie avanzate e formazione per gli operatori, ma la strada è lunga. L'episodio a Cortina ha dimostrato che i gruppi esteri non si limitano a operazioni casuali, ma agiscono con un piano mirato a creare caos o a indebolire la credibilità delle istituzioni. Per prevenire futuri attacchi, sarà necessario un impegno costante da parte di tutti i settori coinvolti, inclusi i privati, che spesso gestiscono dati sensibili. Inoltre, la cooperazione internazionale diventa sempre più essenziale per contrastare minacce che non rispettano i confini geografici. Il governo italiano ha espresso la sua determinazione a proteggere le sue strutture, ma il rischio rimane elevato, soprattutto se non si riuscirà a colmare le lacune nei sistemi di difesa. La sfida è non solo tecnica, ma anche politica, poiché richiede un impegno a lungo termine per garantire la sicurezza di un Paese sempre più connesso e dipendente da strumenti digitali.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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