Tajani: 100mila italiani in aree colpite, Crosetto: nessuna richiesta Usa basi
Ministri Crosetto e Giovannini discutono la crisi nel Golfo, con l'Italia che valuta supporto militare e difensivo, mentre l'opposizione critica la mancanza di impegno diretto.
I ministri della Difesa Guido Crosetto e del Lavoro e della Politica Economica Enrico Giovannini hanno tenuto un'importante sessione parlamentare oggi, nella Camera dei Deputati e nel Senato, per discutere l'evoluzione della situazione internazionale e la richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo. La discussione è stata preceduta da un colloquio tra la premier Giorgia Meloni, Crosetto e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante il quale è stato affrontato il tema della guerra in corso nel Golfo e i possibili effetti sull'Unione europea. La crisi è stata descritta come "grave" da fonti del Quirinale, mentre il governo italiano ha sottolineato la necessità di un impegno diplomatico e difensivo per mitigare gli impatti. La mancanza di Meloni in aula ha suscitato commenti critici da parte dell'opposizione, che ha accusato il governo di evitare il confronto diretto sulle conseguenze della crisi.
Il dibattito ha visto Crosetto sottolineare l'importanza di un "massimo livello di protezione dell'aerea nazionale", riconoscendo che "può succedere di tutto" in un contesto di tensioni crescenti. Il ministro ha precisato che al momento non ci sono state richieste formali di utilizzare le basi militari degli Stati Uniti, ma ha ammonito che "se dovesse emergere torneremo in Parlamento" per valutare le opzioni. Crosetto ha anche sostenuto la necessità di rafforzare la difesa missilistica nel Medioriente e di fornire supporto ai Paesi del Golfo e a Cipro, dove le tensioni con l'Iran sono in aumento. La risoluzione approvata dal centrodestra prevede l'accesso alle basi americane e l'aiuto logistico per i Paesi del Golfo, ma ha suscitato critiche da parte di alcuni esponenti del Pd, che hanno condannato l'eventuale supporto militare all'Iran.
Il contesto della crisi si colloca nel quadro di un conflitto che ha visto l'Israele e gli Stati Uniti lanciare un attacco all'Iran senza preavviso, un episodio che ha sconvolto le relazioni internazionali. Secondo le dichiarazioni di Crosetto, "nessun Paese al mondo è stato informato dell'attacco all'Iran", e l'alta catena di comando Usa non aveva previsto l'azione israeliana, che è scattata solo dopo la posizione dichiarata da Khamenei. L'attacco, descritto come "al di fuori delle regole del diritto internazionale", ha causato conseguenze economiche e di sicurezza che si estendono a livello globale. Il governo italiano ha messo in evidenza il ruolo della Farnesina nel recuperare gli italiani bloccati nell'area e ha riconosciuto l'impatto drammatico della guerra sui cittadini e sull'economia. Crosetto ha anche avvertito del rischio di ulteriori conflitti, come quelli tra Russia e Ucraina, che potrebbero essere alimentati da pressioni esterne.
L'analisi delle dichiarazioni dei ministri rileva un contrasto tra la posizione del governo e quella dell'opposizione, che vede il centrodestra orientato verso un approccio pragmatico e la sinistra che chiede una maggiore trasparenza. Tajani ha sottolineato che "da anni succedono cose al di fuori del diritto internazionale", criticando la mancanza di azione da parte delle Nazioni Unite e il ruolo di Paesi come la Russia, che ha violato le regole del diritto internazionale con l'invasione dell'Ucraina. Il ministro ha anche rifiutato di vergognarsi per le scelte del governo, citando episodi storici come l'intervento di D'Alema e Conte in Balcani e con Trump. Inoltre, Tajani ha espresso preoccupazione per la proliferazione nucleare dell'Iran, affermando che "l'Iran non può avere la bomba atomica e non può avere un numero di missili eccessivo a lungo raggio che possano colpire l'Europa".
La chiusura del dibattito ha visto l'opposizione esprimere accuse di "portare l'Italia in guerra" e chiedere un intervento immediato da parte del governo. Nicola Fratoianni del Partito della Vanga ha accusato la maggioranza di evitare di parlare dell'attacco israeliano e di offrire un supporto logistico a una guerra illegale, mentre il leader del M5S Arnaldo Lomuti ha criticato la dipendenza dell'Italia dagli Stati Uniti e da Israele. Al tempo stesso, il governo ha cercato di sottolineare la sua azione a favore degli italiani coinvolti nella crisi, sostenendo che "quello che ha fatto l'Italia non lo ha fatto nessuno". La prossima fase del dibattito prevede il voto delle risoluzioni e la discussione in Senato, con rischi di escalation che potrebbero coinvolgere anche l'Europa e i Paesi mediterranei. L'Italia, nel frattempo, deve bilanciare tra sicurezza nazionale, impegno internazionale e risposte diplomatiche, in un contesto di tensioni che non mostra segni di attenuazione.
Fonte: Repubblica Articolo originale
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