11 mar 2026

Suocero 85enne aggredisce nuora con ascia, in arresti domiciliari

Un anziano di 85 anni è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo aver tentato di uccidere la nuora nella mattinata di mercoledì in via di Bravetta a Roma.

27 febbraio 2026 | 21:52 | 4 min di lettura
Suocero 85enne aggredisce nuora con ascia, in arresti domiciliari
Foto: RomaToday

Un anziano di 85 anni è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo aver tentato di uccidere la nuora nella mattinata di mercoledì in via di Bravetta a Roma. L'uomo, ritenuto responsabile di tentato omicidio, è stato processato dal giudice per le indagini preliminari Luca Battinnieri, che ha escluso le aggravanti della premeditazione e della minorata difesa. L'aggressione, avvenuta intorno alle 8 e 30, è stata interrotta da un maresciallo dei carabinieri, Lorenzo Librandi, che si trovava sul posto in momentanea libertà dal servizio. La vittima, una donna di 30 anni, è stata trasportata in codice rosso all'ospedale San Camillo ma non è in pericolo di vita. L'episodio ha scosso la comunità locale, suscitando preoccupazione per il rischio di violenza domestica e la complessità delle dinamiche che hanno portato all'aggressione.

L'azione dell'anziano, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è stata caratterizzata da una palese intenzione mortale. I testimoni e le fotografie testimoniano che l'uomo ha colpito la nuora più volte con una mannaia, infliggendole ferite gravi, tra cui una profonda ferita alla testa. Il giudice ha sottolineato che senza l'intervento dei soccorritori, il gesto avrebbe potuto essere fatale, dato che l'indagato non aveva alcun motivo di fermarsi. L'uomo, inoltre, ha espresso a più riprese la sua volontà di uccidere la nuora, rammaricandosi per non averlo riuscito. Queste dichiarazioni, secondo l'ordinanza del giudice, indicano un atteggiamento premeditato, sebbene la mancanza di prove tangibili abbia portato a escludere l'aggravante della premeditazione.

Il contesto dell'episodio risulta complesso e legato a una serie di fattori. La vittima, in precedenza separata dal marito, aveva deciso di formalizzare la separazione, esasperata da anni di conflitti e sofferenze all'interno della famiglia. La relazione tra il marito e la nuora, quindi, era segnata da tensioni che hanno culminato nell'aggressione. Il giudice ha sottolineato che i fatti devono essere approfonditi per valutare se si possa configurare un comportamento maltrattante da parte del marito della vittima, nonché la possibilità di un tentato femminicidio, un reato introdotto recentemente nel codice penale. L'ordinanza del giudice sottolinea che la legge, entrata in vigore il 17 dicembre scorso, potrebbe rilevarsi cruciale per affrontare casi simili, dati i rischi di violenza domestica e le dinamiche di controllo e soprusi.

Le implicazioni dell'episodio sono profonde, sia dal punto di vista legale che sociale. Il giudice ha sottolineato che lo stato embrionale delle indagini non permette di accertare con certezza la premeditazione, pur riconoscendo la gravità del gesto. L'uomo, infatti, potrebbe aver ceduto a un impulso estemporaneo, nonostante la sua vicinanza alla vittima e la disponibilità di un'arma. L'assenza di prove tangibili riguardo a un piano preordinato ha portato a escludere l'aggravante, ma non ha ridotto la gravità del reato. La scelta di concedere gli arresti domiciliari, invece di un carcere, riflette una valutazione equilibrata tra il rischio di ulteriori atti di violenza e la necessità di garantire la sicurezza pubblica.

L'episodio ha suscitato reazioni sia all'interno della comunità che nel settore della giustizia. La vittima, ospedalizzata ma non in pericolo di vita, ha raccontato di essere stata affrontata da un uomo che, dopo un confronto, l'ha colpita da dietro con un'arma tagliente. La sua testimonianza, rilasciata in un'intervista, ha reso più chiara la violenza subita, evidenziando come le dinamiche di controllo e oppressione possano arrivare a estremi. Il maresciallo Librandi, che ha fermato l'anziano, ha descritto l'uomo come "abbattuto" e "sconvolto", ma anche determinato a commettere un atto estremo. L'attenzione si concentra ora sulle indagini successive, che dovranno chiarire se si tratti di un caso isolato o se siano presenti segnali di una cultura di violenza domestica. La società, infine, è chiamata a riflettere sulle conseguenze di tali gesti e sull'importanza di interventi preventivi per proteggere le vittime di abusi.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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