11 mar 2026

Sudan: il numero di civili uccisi nella guerra è raddoppiato nel 2025, secondo l'ONU

La guerra sudanese ha visto un aumento esponenziale dei decessi civili nel 2025, con attacchi a scuole e ospedali, mentre il rappresentante ONU condanna la violenza e chiede una tregua.

26 febbraio 2026 | 15:12 | 5 min di lettura
Sudan: il numero di civili uccisi nella guerra è raddoppiato nel 2025, secondo l'ONU
Foto: Le Monde

La guerra che ha devastato il Sudan per quasi tre anni ha visto un aumento esponenziale dei decessi civili nel 2025, con il numero di vittime civili raddoppiato rispetto all'anno precedente, ha riferito il 26 febbraio il rappresentante delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk. L'anno scorso, il bilancio umano ha registrato un incremento di oltre due volte e mezza rispetto al 2024, senza contare le vittime scomparse o i corpi non identificati, ha dichiarato il diplomatico durante l'assemblea del Consiglio dei diritti umani a Ginevra. La violenza tra le forze armate e le Forze di Sostegno Rapido (FSR) si è intensificata, con un uso crescente di droni di lungo raggio e bombardamenti che hanno colpito scuole, ospedali e luoghi di culto in aree abitate. L'escalation del conflitto ha portato a una situazione di guerra "sale, sangue e insensata", secondo il rappresentante delle Nazioni Unite, che ha condannato entrambi i lati per il loro rifiuto di una tregua e per aver alimentato il conflitto grazie a interessi esteri. La guerra, che ha visto l'uso di violenze sessuali, esecuzioni sommarie e detenzioni arbitrarie, ha causato un'enorme sofferenza umanitaria, con centinaia di vittime innocenti.

La crisi si è aggravata a causa dell'uso di armi avanzate, tra cui i droni, che hanno permesso di attaccare infrastrutture vitali come centrali elettriche, dighe e depositi di carburante, con conseguenze devastanti per la popolazione civile. Le operazioni di bombardamento hanno colpito non solo obiettivi militari, ma anche luoghi di cura e approvvigionamento, rendendo più difficile l'accesso ai servizi essenziali. Il rappresentante delle Nazioni Unite ha sottolineato come la guerra abbia raggiunto un livello di violenza senza precedenti, con attacchi mirati a personale sanitario, convogli umanitari e approvvigionamenti alimentari, tutti protetti dal diritto internazionale. Queste azioni, secondo Türk, hanno aggravato una delle crisi umanitarie più gravi al mondo, con migliaia di persone costrette a fuggire dalle loro case e a vivere in condizioni di estrema povertà. La situazione è ulteriormente complicata dal blocco delle rotte di soccorso e dall'assenza di un accordo di pace, che ha lasciato la popolazione in balia di una guerra senza fine.

La guerra nel Sudan ha radici profonde, con il conflitto tra le forze armate e le FSR che ha visto il coinvolgimento di potenze estere che alimentano il conflitto per interessi economici. Il sud Sudan, pur essendo uno dei paesi più poveri al mondo, possiede risorse naturali come oro, petrolio e terreni fertili irrigati dal Nilo. La regione del Darfur, in particolare, ha subito attacchi sistematici da parte delle FSR, con il bilancio umano che si è aggravato nel 2025. L'escalation del conflitto ha visto il coinvolgimento di paesi vicini, come l'Egitto e gli Emirati Arabi Uniti, accusati di fornire armi e uomini alle FSR, sebbene quest'ultimi abbiano negato tali accuse. La complessità del conflitto si aggrava anche per il reclutamento di bambini e giovani, che vengono utilizzati come soldati in un contesto di guerra senza regole. L'assenza di un accordo di pace e la mancanza di pressione diplomatica hanno permesso al conflitto di continuare, con conseguenze devastanti per la popolazione civile.

Le implicazioni di questa guerra sono estremamente gravi, con la sofferenza umanitaria che si è intensificata a causa dell'uso di armi di precisione e di blocchi delle rotte di soccorso. Il rappresentante delle Nazioni Unite ha sottolineato come la guerra abbia distrutto la struttura sociale e economica del paese, con milioni di persone che vivono in condizioni di estrema povertà e privazione. La militarizzazione della società, con il reclutamento di minori e la violenza di genere, ha ulteriormente aggravato la situazione, con centinaia di vittime di stupri, torture e esclavizzazione. La mancanza di un accordo di pace e la persistente violenza hanno reso il Sudan un caso emblematico di conflitto che non rispetta i principi del diritto internazionale. La comunità internazionale, nonostante le sue dichiarazioni, ha fallito nel trovare una soluzione politica, lasciando la popolazione in balia di un conflitto che non mostra segni di svolta.

La crisi nel Sudan è destinata a rimanere un problema globale, con la mancanza di un accordo di pace e la persistente violenza che continuano a colpire la popolazione civile. Nonostante le promesse di mediazione da parte di potenze internazionali, come gli Stati Uniti e il Quad, il conflitto mostra segni di escalation, con nuove vittime e una situazione che si fa sempre più drammatica. La complessità del conflitto, che coinvolge interessi economici e politici di paesi esteri, rende difficile trovare una soluzione duratura. Il rappresentante delle Nazioni Unite ha chiesto un intervento più forte, con pressioni diplomatiche e politiche per spingere le parti a un cessate il fuoco e a iniziative di pace. La strada verso una soluzione rimane intricata, ma la sofferenza umanitaria richiede una risposta immediata e decisa da parte della comunità internazionale.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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