Stati Uniti abbandonano definitivamente l'OMS senza pagare debiti
Gli Stati Uniti abbandonano l'OMS grazie a una clausola del 1948, scatenando reazioni internazionali. La decisione, annunciata da Trump, mette in discussione la cooperazione globale e la governance sanitaria.
Il 22 gennaio 2025, il governo degli Stati Uniti ha ufficializzato la sua decisione di abbandonare l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), un passo che ha suscitato reazioni internazionali e dibattiti su impatti geopolitici e conseguenze per la cooperazione globale. La notizia è stata annunciata da Robert F. Kennedy Jr., ministro della salute, e Marco Rubio, segretario di Stato, che hanno confermato la decisione presa da Donald Trump al suo insediamento nel gennaio 2025. Questa mossa ha segnato un punto di svolta nella relazione tra gli Stati Uniti e l'OMS, un'organizzazione che da sempre ha giocato un ruolo centrale nel coordinamento internazionale per la salute pubblica. La decisione, annunciata in modo decisivo da due esponenti repubblicani, ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che la vedono come un atto di principio e altri come un abbandono di responsabilità globale. La mossa ha anche messo in evidenza le tensioni tra gli Stati Uniti e l'OMS, un'istituzione che ha sempre visto nel Paese un alleato strategico, sebbene con un ruolo a volte ambiguo.
L'abbandono dell'OMS è stato reso possibile grazie a una clausola speciale introdotta nel 1948, quando gli Stati Uniti si sono uniti all'organizzazione. Questa clausola, approvata da un'assemblea bipartisan del Congresso americano, ha garantito al Paese il diritto unico di ritirarsi, a condizione di rispettare un preavviso di un anno e di aver saldato tutti i debiti contratti. Il presidente Trump aveva già annunciato questa decisione nel gennaio 2025, ma l'ufficializzazione del passo è arrivata solo un mese dopo. La clausola, però, non è mai stata utilizzata in precedenza, e la sua applicazione ha suscitato molte domande su come sarà gestita la transizione. Gli esperti osservano che il ritiro potrebbe comportare un'onere finanziario significativo, soprattutto se gli Stati Uniti dovranno pagare le quote residue per gli anni precedenti. Inoltre, la decisione ha sollevato preoccupazioni su come la mancanza di un membro così importante potrebbe influenzare le decisioni dell'OMS, soprattutto in materia di emergenze sanitarie globali.
Il contesto storico della decisione degli Stati Uniti è legato alla creazione stessa dell'OMS, nata nel 1948 come risposta alle sfide sanitarie post-belliche. L'organizzazione fu progettata per promuovere la collaborazione internazionale e prevenire la diffusione di malattie, ma il suo statuto non prevedeva la possibilità di ritiro da parte di membri. Questo ha creato un'eccezione per gli Stati Uniti, un Paese che da sempre ha svolto un ruolo chiave nel finanziamento e nella governance dell'OMS. La clausola speciale fu introdotta proprio per evitare che il Paese si ritirasse in un momento di crisi, un rischio visto come potenzialmente destabilizzante. Tuttavia, la decisione di Trump ha messo in discussione l'efficacia di questa misura, soprattutto in un contesto in cui il Paese ha cercato di riconquistare il controllo su questioni di salute pubblica, come la gestione dei vaccini o la regolamentazione delle malattie infettive. Gli analisti osservano che questa mossa potrebbe segnare un cambio di rotta nella politica estera americana, con un focus maggiore su interessi nazionali rispetto a obiettivi globali.
Le implicazioni del ritiro degli Stati Uniti dall'OMS sono multiple e complesse. Da un lato, la mancanza di un membro così importante potrebbe ridurre la capacità dell'organizzazione di rispondere a crisi sanitarie, come la pandemia di coronavirus o la diffusione di malattie tropicali. Dall'altro, la decisione potrebbe generare un dibattito su come l'OMS possa rafforzare la sua governance senza il contributo finanziario e politico degli Stati Uniti. Inoltre, il ritiro ha sollevato questioni etiche riguardo al ruolo del Paese nel promuovere la salute globale, un tema che ha sempre suscitato polemiche. Gli esperti sottolineano che l'OMS dipende fortemente dal finanziamento degli Stati Uniti, che rappresentano il 25% del bilancio totale dell'organizzazione. Senza il loro contributo, potrebbe essere difficile mantenere il livello di attività e servizi offerti. Tuttavia, alcuni osservatori ritengono che il ritiro potrebbe portare a un rafforzamento dell'organizzazione, con un focus maggiore su paesi emergenti e una maggiore autonomia da parte di membri chiave.
La decisione degli Stati Uniti ha acceso un dibattito su come il Paese possa mantenere il proprio ruolo nel sistema globale della sanità. Molti si chiedono se il ritiro possa essere solo una fase transitoria, con un'eventuale rientro in futuro, oppure se rappresenti un cambio definitivo di paradigma. In ogni caso, l'evento ha posto in evidenza le sfide dell'organizzazione internazionale nel gestire questioni sanitarie sempre più complesse, con Paesi potenti che cercano di bilanciare interessi nazionali e responsabilità globali. L'OMS dovrà ora affrontare la questione di come ristrutturare i suoi meccanismi di finanziamento e governance, in un contesto in cui la collaborazione internazionale è più che mai necessaria. Il futuro delle relazioni tra gli Stati Uniti e l'OMS rimane incerto, ma il ritiro ha certamente lasciato un segno indelebile sulla politica sanitaria globale.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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