11 mar 2026

Starmer incontra Xi Jinping a Pechino: relazioni migliorano

Starmer ha visitato Pechino per rafforzare i rapporti economici con la Cina, segnando un cambio di rotta rispetto a politiche precedenti. La visita, però, ha suscitato critiche per il bilanciamento tra interessi economici e preoccupazioni su diritti umani.

29 gennaio 2026 | 06:44 | 6 min di lettura
Starmer incontra Xi Jinping a Pechino: relazioni migliorano
Foto: The New York Times

La visita del primo ministro britannico Keir Starmer a Pechino, iniziata giovedì, segna un importante passo nella riconciliazione tra Regno Unito e Cina, due potenze globali che negli ultimi anni hanno visto i loro rapporti oscillare tra tensioni e tentativi di collaborazione. Starmer, il primo leader britannico a visitare la capitale cinese dal 2018, ha sottolineato l'importanza di riallineare i rapporti con il Paese asiatico, soprattutto in un contesto geopolitico segnato da frizioni tra Stati Uniti e alleati europei. L'incontro tra Starmer e il presidente cinese Xi Jinping, avvenuto in un momento di incertezza internazionale, rappresenta un tentativo di ridurre le divergenze e di rafforzare la cooperazione economica, un tema prioritario per il Regno Unito, che cerca di rilanciare un'economia in difficoltà. La visita, accompagnata da un gruppo di aziende britanniche, segna un cambiamento di rotta rispetto alle politiche di isolamento adottate da precedenti governi conservatori, che avevano privilegiato questioni di sicurezza e diritti umani. Questo approccio, che punta su interessi economici, è visto come un'opportunità per il Regno Unito di sfruttare il potenziale commerciale con la Cina, un mercato di 1,4 miliardi di persone, ma anche un modo per ridurre la dipendenza da altre potenze come gli Stati Uniti.

Starmer, leader del Partito Labour, ha espresso durante la sua visita il desiderio di riconciliare le relazioni bilaterali, sottolineando che la Cina "materiale per il Regno Unito" e che il paese non può permettersi di trascurarla. Il primo ministro ha sottolineato che la collaborazione economica offre "opportunità enormi", un'affermazione che rientra in un piano più ampio per rilanciare l'economia britannica attraverso l'apertura al mercato cinese. Il gruppo di aziende presenti nell'ambasciata britannica ha incluso esponenti del settore bancario, farmaceutico e automobilistico, tutti interessati a sfruttare il potenziale commerciale con il Paese asiatico. Questo approccio, che mette da parte le preoccupazioni di sicurezza e i dibattiti su diritti umani, ha suscitato critiche da parte di alcuni esponenti della sinistra britannica, che temono un abbandono delle posizioni tradizionali. Tuttavia, Starmer ha ribadito che "è nel nostro interesse nazionale mantenere contatti con la Cina", un'affermazione che riflette la complessità del rapporto tra due potenze che, pur condividendo interessi economici, devono gestire differenze politiche e ideologiche. La visita ha anche un'importanza simbolica, poiché segna un tentativo di ripristinare il dialogo dopo anni di tensioni, specialmente in un contesto in cui gli Stati Uniti hanno messo in discussione la cooperazione con i propri alleati.

La visita di Starmer a Pechino si colloca in un contesto di crescente instabilità geopolitica, con tensioni tra Stati Uniti e Europa che si sono intensificate negli ultimi mesi. Tra le questioni più dibattute c'è la posizione di Donald Trump, che ha minacciato di applicare tariffe al 100% su prodotti canadesi se il Canada non si accordasse con la Cina su questioni commerciali. Questo scenario ha reso più complessa la strategia del Regno Unito, che cerca di bilanciare gli interessi economici con la politica estera. Inoltre, Trump ha anche minacciato di sottrarre il territorio di Greenland, appartenente alla Danimarca, al controllo statunitense, un tema che ha acceso dibattiti internazionali. Nonostante queste tensioni, Starmer ha cercato di mantenere un approccio pragmatico, enfatizzando la cooperazione economica come strumento per stabilizzare i rapporti. Questo approccio è stato ulteriormente complicato dall'ambiguità delle relazioni con gli Stati Uniti, dove il presidente Usa ha messo in discussione la collaborazione con l'Europa, mettendo in evidenza le divergenze tra le potenze occidentali. Il Regno Unito, che è un membro della NATO, deve quindi navigare tra le pressioni di Washington e la volontà di mantenere una relazione bilaterale autonoma con la Cina.

Il contesto interno cinese aggiunge ulteriore complessità alla visita di Starmer. Sebbene il presidente Xi Jinping abbia accolto il primo ministro finlandese Petteri Orpo e il presidente francese Emmanuel Macron, la Cina si trova a gestire una serie di sfide interne, tra cui un'importante crisi politica seguita alla purga del generale Zhang Youxia, uno dei più alti ufficiali militari del Paese. Questo episodio ha sollevato preoccupazioni sulle dinamiche interne del partito comunista e ha reso più incerto il quadro politico cinese. Nonostante ciò, Xi Jinping ha cercato di mantenere un'immagine di stabilità e di leadership globale, promuovendo la Cina come un partner affidabile per i Paesi occidentali. L'editoriale del Global Times, un giornale del Partito Comunista, ha sottolineato che molti esponenti occidentali stanno riconoscendo l'importanza di un approccio diverso rispetto al dominio unilaterale, un concetto che potrebbe influenzare le politiche estere di Paesi come il Regno Unito. Tuttavia, la pressione interna cinese e le tensioni con gli Stati Uniti potrebbero limitare la capacità del Paese di mantenere un ruolo di leadership globale, complicando ulteriormente i rapporti con il Reganni Unito.

La visita di Starmer a Pechino ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, soprattutto in relazione alle questioni di diritti umani e alla situazione in Hong Kong. Mentre il primo ministro ha cercato di concentrarsi sulle opportunità economiche, gruppi come Human Rights Watch hanno espresso preoccupazione per l'abbandono di posizioni principali da parte del Regno Unito. Yasmine Ahmed, direttrice del UK di Human Rights Watch, ha sottolineato che Starmer non dovrebbe "abbandonare i principi in nome del profitto", richiedendo esplicitamente al presidente Xi Jinping di intervenire per la liberazione di Jimmy Lai, un giornalista britannico condannato per crimini di sicurezza. Questo caso rappresenta un punto di tensione rilevante, poiché la Cina ha rifiutato di rilasciare Lai, accusandolo di attività di sabotaggio. Inoltre, il Regno Unito deve affrontare la crescente preoccupazione per gli abusi di sicurezza in Hong Kong, un tema che ha messo in discussione la posizione del Paese su questioni di libertà e diritti. Questi aspetti mettono in evidenza la complessità del rapporto tra Regno Unito e Cina, dove gli interessi economici devono essere bilanciati con le preoccupazioni etiche e politiche. La visita di Starmer rappresenta quindi un tentativo di trovare un equilibrio tra questi obiettivi, ma il successo dipenderà da come il Regno Unito gestirà le pressioni interne e le sfide esterne.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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