Spagna peggiora nella percezione della corruzione, scende di tre posizioni nel ranking mondiale
La Spagna ha registrato un calo significativo nel ranking mondiale del Índice di Percezione della Corruzione (CPI), che la colloca al 49 gradi posto su 180 nazioni, con una riduzione di un punto e tre posizioni rispetto al 2019.
La Spagna ha registrato un calo significativo nel ranking mondiale del Índice di Percezione della Corruzione (CPI), che la colloca al 49 gradi posto su 180 nazioni, con una riduzione di un punto e tre posizioni rispetto al 2019. Questo peggioramento, svelato da Transparencia Internacional nell'ambito del rapporto pubblicato martedì, segna un ritorno a una tendenza che aveva caratterizzato gli anni precedenti la fine del governo di Mariano Rajoy, quando il paese aveva visto un miglioramento nella lotta contro la corruzione. La situazione attuale, tuttavia, mette in evidenza un declino che, se non invertito, potrebbe aggravare i problemi di trasparenza e accountability del sistema pubblico spagnolo. La Spagna non è più al vertice del ranking europeo, ma si trova in un'area di medio livello, con Italia e Polonia che seguono a distanza con 53 punti ciascuno, mentre Paesi come Malasia e Oman si attestano a 52. La posizione di Spagna, quindi, è un segnale preoccupante per chi si aspetta una maggiore lotta contro la corruzione in un contesto di crescita economica e internazionale.
L'analisi del rapporto di Transparencia Internacional evidenzia un trend globale di debolezza nella lotta contro la corruzione, con la maggior parte degli Stati membri dell'Unione Europea che registrano un calo nella loro posizione nel CPI. La ONG sottolinea come la mancanza di un liderato internazionale e l'indebolimento del ruolo di potenze come gli Stati Uniti abbiano contribuito a questa crisi. La decisione del governo Usa di sospendere l'efficacia della Foreign Corrupt Practices Act (FCPA), adottata durante la presidenza di Donald Trump, ha avuto un impatto rilevante, riducendo la pressione normativa su altri paesi. Silvina Bacigalupo, presidente di Transparencia Internacional in Spagna, ha sottolineato che questa mancanza di leadership ha creato un ambiente in cui la corruzione può proliferare con minore controllo. Inoltre, la Spagna si è spostata di un posto nel ranking europeo, passando dal 16 gradi al 17 gradi posto tra i 27 Stati membri, un calo che riflette una serie di fattori complessi, tra cui la necessità di rafforzare i controlli nella gestione pubblica, le tensioni geopolitiche e l'assenza di riforme anticorrupzione efficaci.
Il contesto storico e politico del paese è fondamentale per comprendere questa situazione. Il declino del CPI in Spagna non è un fenomeno isolato, ma parte di un quadro globale in cui molte nazioni hanno visto ridursi la loro capacità di combattere la corruzione. La Spagna, però, ha un'esperienza particolare: nel 2019, dopo la moción de censura a Mariano Rajoy, aveva registrato un miglioramento significativo, che però è stato interrotto da una serie di sfide interne. La gestione della crisi economica, le tensioni tra forze politiche e la mancanza di un accordo su riforme legislative hanno ostacolato l'implementazione di politiche anticorrupzione. Inoltre, la recente entrata in carcere di figure chiave come Santos Cerdán e José Luis Ábalos ha creato un clima di incertezza, che ha ridotto la capacità del governo di concentrarsi su questioni di trasparenza. Questo contesto, insieme a una scarsa volontà di condividere consenso tra i partiti, ha reso più complessa la realizzazione di una strategia nazionale coerente.
L'analisi delle conseguenze di questa situazione rivela un problema strutturale: la Spagna non riesce a mantenere il suo livello di prestazione nel CPI perché manca di un impegno politico e istituzionale a lungo termine. Transparencia Internacional ha evidenziato che le politiche anticorrupzione richiedono un quadro normativo solido, che però non è stato sufficientemente sviluppato. Le riforme legislative, pur presenti, non sono state accompagnate da una dotazione di risorse adeguata, soprattutto in un contesto di incertezza economica e mancanza di un piano finanziario chiaro. La presidente della ONG ha sottolineato che, senza una strategia nazionale anticorrupzione consensuale tra il Congresso e il Senato, il paese rimarrà vulnerabile a un ulteriore declino. Inoltre, la mancanza di un piano di azione concreto ha reso insoddisfacenti le misure presentate dal governo, come il Plan Estatal de Lucha contra la Corrupción, che pur essendo un passo importante, non ha avuto un impatto sufficiente.
La prospettiva futura per la Spagna dipende da una serie di fattori. La ONG ha sottolineato che, se non si introducono riforme strutturali, la tendenza al calo continuerà. La creazione di una strategia nazionale anticorrupzione, sostenuta da un consenso politico e finanziario, potrebbe essere un passo cruciale. Inoltre, la collaborazione con istituzioni internazionali e la rafforzamento delle norme di trasparenza potrebbero aiutare a invertire la tendenza. Tuttavia, il governo dovrà affrontare sfide interne, come la gestione delle tensioni politiche e la capacità di implementare riforme legislative. La lotta contro la corruzione non è solo un problema di norme, ma anche di volontà politica e risorse, elementi che la Spagna deve rivedere per ristabilire la sua posizione nel panorama internazionale. La situazione richiede una riflessione approfondita, con un impegno costante da parte di tutti gli attori coinvolti.
Fonte: El País Articolo originale
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