11 mar 2026

Spagna chiede UE di sospendere sanzioni a Delcy Rodríguez dopo amnistia politici

Spagna chiede all'UE di rimuovere sanzioni su Delcy Rodríguez dopo l'approvazione di una legge di amnistia. L'UE valuta la richiesta, ma richiede un accordo tra tutti i membri.

20 febbraio 2026 | 14:50 | 5 min di lettura
Spagna chiede UE di sospendere sanzioni a Delcy Rodríguez dopo amnistia politici
Foto: El País

España ha annunciato ufficialmente la sua intenzione di richiedere alla Commissione Europea di rimuovere le sanzioni economiche e diplomatiche imposte alla presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, dopo che l'Assemblea Nazionale venezuelana ha approvato in modo unanime una legge di amnistia per i detenuti politici. L'annuncio, fatto da José Manuel Albares, ministro degli Affari Esteri spagnolo, si è svolto venerdì scorso, poco prima della presentazione della strategia spagnola per l'Asia e il Pacifico 2026-2029. Albares ha sottolineato che l'UE deve segnare un "passo verso il buon cammino" in una "nuova fase" del processo politico venezuelano, sostenendo che le sanzioni non sono un fine ma un mezzo per promuovere un dialogo ampio, pacifico e democratico. La decisione spagnola si colloca in un contesto in cui la presidenza incaricata, che ha preso il posto di Nicolás Maduro dopo la sua cattura negli Stati Uniti, ha compiuto diversi passi per riconciliare le forze politiche interne, tra cui l'approvazione della legge di amnistia. Questo atto, che riguarda 13 momenti di crisi politica e sociale tra il 1999 e il 2026, ha suscitato reazioni positive da parte di Albares, che ha definito "buona notizia" e ha espresso speranza che il testo possa essere il più ampio possibile per permettere ai detenuti politici di rientrare in libertà.

L'annuncio spagnolo ha suscitato interesse anche all'interno della Commissione Europea, che ha rifiutato di commentare apertamente la richiesta, ma ha lasciato aperta la possibilità di un cambiamento se i membri dell'UE dovessero giungere a un accordo. Il portavoce della Commissione ha ribadito che l'UE è disposta a utilizzare qualsiasi strumento a sua disposizione per supportare una transizione verso la democrazia in Venezuela, sottolineando che le sanzioni non sono un fine in sé ma un'arma di pressione. Tuttavia, la decisione di modificare le sanzioni richiede la concordanza di tutti i 27 membri dell'UE, un accordo che potrebbe essere discusso nel Consiglio Europeo dei Ministri degli Esteri del prossimo lunedì a Bruxelles. In questo contesto, lo spagnolo ha espresso la volontà di formalizzare la richiesta, pur riconoscendo che un punto sull'agenda non implica automaticamente un voto o un dibattito. Albares ha anche ricordato che la UE non ha mai sanzionato i presidenti o i ministri degli Esteri di un Paese, un atteggiamento che potrebbe influenzare la decisione finale.

L'approvazione della legge di amnistia da parte dell'Assemblea Nazionale venezuelana rappresenta un passo significativo in un contesto di tensioni internazionali e di dibattito su come affrontare la crisi politica del Paese. La legge, approvata in modo unanime con il sostegno anche dell'opposizione, prevede la liberazione di 13 gruppi di detenuti politici condannati durante momenti di crisi tra il 1999 e il 2026, aumentando di tre il numero inizialmente previsto. Questo atto ha suscitato reazioni positive da parte di Albares, che ha sottolineato l'importanza del consenso e della volontà di dialogo. Tuttavia, la legge non è priva di critiche, soprattutto da parte di gruppi che ritenono che non abbia sufficiente ampiezza per includere tutti i detenuti politici. Albares ha espresso la speranza che il testo possa essere il più ampio possibile e che permetta ai detenuti di rientrare in libertà, ma ha anche ribadito la necessità che la presidente incaricata, Delcy Rodríguez, continui a prendere misure per creare le condizioni per il ritorno dei venezuelani che si sono allontanati dal Paese.

L'implicazione di questa decisione è profonda, non solo per il Venezuela ma anche per il ruolo dell'UE nel promuovere la democrazia in Paesi in crisi. Se le sanzioni vengono rimosse, ciò potrebbe segnare un cambiamento nella politica estera europea, che ha sempre privilegiato l'uso di sanzioni come strumento di pressione. Tuttavia, la decisione di Albares mostra una convergenza tra la Spagna e l'UE nel riconoscere che le sanzioni non devono essere un fine ma un mezzo per stimolare un dialogo. L'analisi del caso venezuelano rivela anche la complessità di gestire relazioni internazionali in contesti di crisi, dove le sanzioni possono diventare un elemento di tensione ma anche un'opportunità per riconciliare le forze politiche. Inoltre, la decisione di spostare le sanzioni da Maduro a Rodríguez riflette una strategia di non isolare completamente il Paese, ma di mantenere un canale di comunicazione aperto. Questo approccio potrebbe influenzare anche le future relazioni tra l'UE e altri governi in situazioni di transizione politica.

La prossima settimana sarà cruciale per il destino delle sanzioni. Il Consiglio Europeo dei Ministri degli Esteri del lunedì prossimo a Bruxelles potrebbe diventare il palcoscenico su cui si deciderà se la richiesta spagnola verrà formalizzata o meno. Nonostante il portavoce della Commissione abbia lasciato aperta la porta a un cambiamento, il processo richiederà un accordo tra tutti i membri, un'operazione complessa data le differenze di opinione tra gli Stati. Albares ha espresso la speranza che il dibattito possa portare a un risultato positivo, ma ha anche riconosciuto le sfide nell'equilibrare le pressioni internazionali con il sostegno alla democrazia. In un contesto globale in cui la crisi venezuelana continua a suscitare interesse, la decisione dell'UE potrebbe influenzare non solo il futuro del Paese ma anche la strategia di relazioni estere dell'Unione. La richiesta spagnola rappresenta un passo significativo, ma il successo dipenderà da come i membri europei saranno in grado di unire le loro posizioni in un momento di incertezza politica.

Fonte: El País Articolo originale

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