11 mar 2026

Sottopagati addetti biglietteria Trevi: Cgil scrive a Gualtieri

La Cgil Roma e Lazio ha lanciato un'altra critica al sistema di gestione del traffico turistico alla Fontana di Trevi, denunciando la precarietà e le paghe basse dei lavoratori addetti alla biglietteria e all'assistenza ai visitatori.

18 febbraio 2026 | 18:26 | 5 min di lettura
Sottopagati addetti biglietteria Trevi: Cgil scrive a Gualtieri
Foto: RomaToday

La Cgil Roma e Lazio ha lanciato un'altra critica al sistema di gestione del traffico turistico alla Fontana di Trevi, denunciando la precarietà e le paghe basse dei lavoratori addetti alla biglietteria e all'assistenza ai visitatori. La denuncia arriva in un contesto di crescente tensione per le nuove regole introdotte nel febbraio scorso per limitare l'accesso al monumento per i non residenti della Città metropolitana di Roma. Secondo il sindacato, il servizio, affidato a Zètema, non rispetta gli accordi contrattuali e prevede una gestione dei flussi attraverso contratti precari e un trattamento retributivo inferiore rispetto a quello previsto per i dipendenti della stessa azienda. La lettera inviata al sindaco Roberto Gualtieri evidenzia una grave disparità tra i lavoratori di H501, società esterna coinvolta nel progetto, e quelli di Zètema, sottolineando come la mancanza di un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali abbia alimentato una situazione di dumping contrattuale e scarsa tutela dei diritti dei dipendenti. La Cgil richiede interventi concreti per risolvere le criticità e garantire condizioni di lavoro dignitose.

La polemica sui nuovi sistemi di accesso alla Fontana di Trevi non è un fenomeno nuovo. Dopo la critica del Financial Times, che ha espresso preoccupazione per l'introduzione del ticket da due euro per i non residenti, è emersa una petizione su Change.org con quasi 10 mila adesioni, lanciata da un sostenitore di Donald Trump in Italia. Il sindacato ha però rilevato che la questione non si limita alle regole di accesso, ma riguarda anche la gestione del personale. Secondo la Cgil, i lavoratori addetti alla biglietteria e all'assistenza ai turisti non solo subiscono un trattamento contrattuale diverso rispetto a quello dei dipendenti di Zètema, ma anche una scarsa tutela della salute e della sicurezza. Le critiche si concentrano soprattutto sulle condizioni di lavoro in ambienti esposti a rischi, come il contatto con il pubblico, e sulla mancanza di misure preventive, come la fornitura di ombrelli senza la possibilità di ripararsi in caso di maltempo. La sindacalità sottolinea come l'assenza di un piano strutturato per la gestione delle emergenze abbia reso le attività al monumento più vulnerabili a situazioni critiche.

Il contesto delle nuove regole di accesso alla Fontana di Trevi si colloca in un quadro di tensioni tra la gestione municipale e le esigenze di tutela del patrimonio storico. La decisione di introdurre il ticket per i non residenti, annunciata a febbraio, è stata vista da molti come un intervento necessario per ridurre il sovraffollamento del monumento. Tuttavia, il dibattito si è ampliato quando è emerso che la gestione del flusso turistico non ha considerato adeguatamente le condizioni di lavoro dei dipendenti. La Cgil ha sottolineato come la collaborazione tra Zètema e H501 abbia portato a una contrattualizzazione diseguale, con il personale di H501 sottoposto a un trattamento contrattuale diverso da quello previsto per i dipendenti della stessa azienda. Questo scenario ha reso le relazioni sindacali e le negoziazioni contrattuali più complesse, con il rischio di una escalation delle critiche verso l'amministrazione comunale. L'assenza di un confronto preventivo tra Zètema e le organizzazioni sindacali ha alimentato le preoccupazioni sull'efficacia delle politiche di gestione del lavoro e sulla rispettosa applicazione degli accordi sottoscritti.

Le implicazioni della situazione denunciata dalla Cgil riguardano non solo i diritti dei lavoratori, ma anche la reputazione dell'amministrazione comunale e la gestione del turismo a Roma. La disparità contrattuale tra i dipendenti di Zètema e quelli di H501 ha creato un ambiente di lavoro iniquo, con conseguenze dirette sulla motivazione e sulla produttività del personale. La Cgil ha sottolineato come il lavoro nella Fontana di Trevi, un simbolo di fama internazionale, dovrebbe essere associato a condizioni di lavoro dignitose, non a precarietà e paghe basse. La sindacalità ha anche rilevato che la gestione del flusso turistico non può essere dissociata dall'attenzione alle norme di sicurezza, un aspetto che ha suscitato ulteriore preoccupazione. L'assenza di un piano chiaro per la gestione delle emergenze e la scarsa attenzione alle condizioni di lavoro hanno reso la situazione al monumento un caso emblematico di come le politiche di gestione del turismo possano influenzare non solo le economie locali, ma anche i diritti dei lavoratori.

La situazione al monumento ha scatenato un dibattito che coinvolge diversi attori, tra cui il sindaco Gualtieri, le organizzazioni sindacali e i cittadini. La Cgil ha espresso la sua richiesta di intervento immediato per risolvere le criticità emerse, invitando il sindaco a prendere posizione concretamente. La gestione del flusso turistico e la tutela dei diritti dei lavoratori sono questioni interconnesse, e la mancanza di un piano strutturato ha reso le relazioni sindacali e le negoziazioni contrattuali più complesse. La sindacalità ha anche sottolineato che le politiche di gestione del turismo devono essere bilanciate tra le esigenze economiche e le norme di sicurezza, un aspetto che ha richiesto un approccio più attento da parte delle istituzioni. Le prossime mosse potrebbero includere una revisione dei contratti con H501, una maggiore collaborazione tra Zètema e le organizzazioni sindacali, e una valutazione delle condizioni di lavoro per garantire un ambiente più equo e sicuro per tutti i dipendenti. La questione rimane aperta, con la speranza che le soluzioni proposte possano risolvere le criticità e riconciliare le esigenze del turismo con i diritti dei lavoratori.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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