Sostenitori di Duterte si radunano a La Haye mentre la Corte penale internazionale esamina le prove contro di lui.
Supportatori di Duterte si radunano ogni weekend a Scheveningen per sostenere il leader accusato di crimini contro l'umanità, nonostante il processo davanti all'ICC. La loro presenza simbolica e la solidarietà con la diaspora filippina evidenziano l'indebolita influenza del leader nonostante le accuse.
La notizia riguarda la persistente e numerosa presenza di sostenitori di Rodrigo Duterte, ex presidente della Filippine, che si radunano ogni weekend presso il carcere di Scheveningen, a The Hague, dove il leader è detenuto in attesa del processo per crimini contro l'umanità. Da quasi un anno, centinaia di persone, molte provenienti da diversi Paesi europei, si riuniscono per sostenere il politico, che ha suscitato divisioni internazionali per le sue politiche durante la guerra contro le droghe. Questi raduni, accompagnati da musica filippina, cibi e bandiere, rappresentano un simbolo del suo potere e della sua influenza, nonostante l'incertezza legata al processo davanti al Tribunale penale internazionale (ICC). L'evento si svolgerà nuovamente il prossimo lunedì, quando l'ICC inizierà una serie di udienze per valutare se ci siano prove sufficienti per procedere contro Duterte. La sua posizione di leader e la sua storia politica continuano a suscitare emozioni contrastanti, anche al di fuori delle frontiere filippine.
I sostenitori di Duterte si sono organizzati in modo strutturato per mantenere viva la loro adesione al leader, nonostante le accuse di crimini contro l'umanità. Molti di loro, come Aldo Villarta, un cuoco residente a Leiden, partecipano regolarmente al corteo, portando cibo e supportando le iniziative dei compagni. Villarta, che ha vissuto in una città vicina a Davao, la patria di Duterte, ha spiegato che il sacrificio di stare in mezzo alle intemperie per difendere un uomo che è stato arrestato senza processo è un atto di fede. I partecipanti, provenienti da Paesi come la Gran Bretagna, la Norvegia e la Francia, si riuniscono non solo per sostenere Duterte, ma anche per esprimere solidarietà verso una comunità di filippini che lavora all'estero. Questi raduni, spesso trasmessi sui social media, rappresentano una forma di protesta non violenta, ma altamente simbolica, che dimostra l'impatto globale del leader.
La vicenda di Duterte si intreccia con la complessa realtà dei filippini che vivono all'estero, un gruppo che conta oltre due milioni di persone, tra cui più di 180.000 in Europa. Questi lavoratori, che inviano miliardi di dollari al Paese d'origine, hanno un ruolo chiave nella politica filippina, poiché i loro familiari in patria dipendono da loro per il sostentamento. Molti di loro, come Den Generalao, un impiegato in Olanda, hanno espresso sostegno a Duterte per il suo impegno a migliorare la sicurezza, riducendo furti e estorsioni. Tuttavia, il processo davanti all'ICC ha suscitato preoccupazioni tra alcuni membri della diaspora, che temono un impatto negativo sulle politiche economiche e sociali del Paese. Nonostante ciò, il leader continua a godere di un ampio sostegno, che si traduce in un appoggio concreto, come i finanziamenti per organizzare i raduni a The Hague.
Il contesto politico filippino è stato profondamente segnato dalle politiche di Duterte, che ha portato a un'ondata di violenza durante la campagna contro le droghe. L'ex presidente, eletto nel 2016, ha promesso di ripristinare l'ordine pubblico, ma il suo approccio ha causato migliaia di morti, tra cui bambini e persone non coinvolte nel traffico di sostanze. Pur essendo accusato di abusi dei diritti umani, molti sostenitori lo vedono come un leader che ha reso il Paese più sicuro. La sua famiglia, in particolare la figlia Sara Duterte, attualmente vicepresidente, ha beneficiato del suo appoggio, con un successo elettorale senza precedenti nel 2022. La sua influenza non si limita al passato, ma si estende a progetti futuri, come la sua possibile candidatura alle elezioni del 2028. Questo legame tra il passato e il futuro evidenzia l'importanza della diaspora filippina nel determinare il destino politico del Paese.
Le implicazioni del processo davanti all'ICC sono complesse e hanno un impatto globale. Sebbene il tribunale abbia iniziato le udienze, la conclusione del caso potrebbe richiedere anni, e Duterte, che non riconosce la sua giurisdizione, potrebbe non parteciparvi. Tuttavia, i sostenitori continueranno a radunarsi per mostrare il loro sostegno, ritenendo che la sua posizione non deve essere abbandonata. La partecipazione di queste comunità, che si estende a città come Parigi, Londra e Vienna, sottolinea la sua capacità di mantenere un legame con il Paese d'origine. La sua storia rappresenta un esempio di come un leader possa influenzare le politiche estere e interne, nonostante le accuse, e come la sua immagine possa sopravvivere al tempo. La sua figura rimane un simbolo di potere e di divisione, che continua a mobilitare milioni di persone in tutto il mondo.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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