Sondaggio Demopolis-RomaToday: il 53% dei romani non si sente sicuro, il 40% evita Termini
La percezione di sicurezza a Roma è calata dopo tre anni di governo, con il 53% dei cittadini che si sente "poco, per nulla" sicuro. Misure come le "zone rosse" e i "Puma" non hanno convinto, alimentando una crisi di insicurezza diffusa.
Dopo tre anni e mezzo di governo guidato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la percezione di sicurezza a Roma ha registrato un calo significativo, secondo un sondaggio condotto dall'istituto Demopolis in collaborazione con RomaToday. L'indagine, realizzata tra il 21 e il 30 gennaio su un campione di oltre 2.400 cittadini romani, ha rivelato una situazione preoccupante: il 53% degli intervistati si sente "poco, per nulla" sicuro fuori casa, mentre il 47% ritiene che la situazione sia peggiorata rispetto a tre anni fa. La città, simbolo di una capitale che dovrebbe rappresentare la stabilità e l'ordine, sembra oggi essere un ambiente in cui i cittadini evitano di frequentare determinate zone, in particolare la stazione Termini, soprattutto nelle ore serali. Anche se il governo ha messo in atto diversi interventi negli ultimi anni, soprattutto nell'ultimo anno, il risultato non sembra soddisfare i cittadini.
Il sondaggio ha evidenziato un forte disagio tra i romani, che non si sentono più protetti da misure come le "zone rosse" istituite per contrastare la microcriminalità, lo spaccio e le aggressioni. Queste aree, tra cui Termini, l'Esquilino, la stazione Tuscolana, Quarticciolo, San Lorenzo e Valle Aurelia, sono state identificate come prioritarie per le forze dell'ordine. A fine gennaio 2026, è iniziato anche l'impiego dei "Puma", mezzi blindati dell'Esercito, nell'area della stazione Termini. Tuttavia, le risposte degli intervistati rivelano un'insoddisfazione generale: il 51% non ritiene che la maggiore presenza delle forze dell'ordine abbia ridotto la criminalità. Il 60% degli intervistati, inoltre, non ha percepito un aumento della sicurezza negli ultimi tre anni, con il 9% che pensa addirittura che la situazione si sia aggravata.
Il contesto di questa crisi di sicurezza è legato a una serie di episodi violenti avvenuti negli ultimi anni, tra cui rapine, aggressioni e omicidi che hanno messo in evidenza le fragilità del sistema di controllo urbano. Il governo, conscio dell'urgenza, ha deciso di concentrare le risorse in aree critiche, ma la mancanza di un miglioramento percepito ha alimentato un clima di insicurezza diffusa. La stazione Termini, in particolare, emerge come un simbolo di questa situazione: quattro romani su dieci evitano del tutto il luogo, percepito come un'area a rischio. Il 26% degli intervistati si sente insicuro soprattutto nelle ore serali, mentre il 23% ritiene di sentirsi generalmente sicuro, pur con preoccupazioni occasionali. Anche se il 4% non ha ragioni di preoccupazione, il dato complessivo sottolinea una percezione di pericolo che non si placa.
L'analisi dei dati rivelano anche una marcata differenza tra la sicurezza percepita fuori casa e quella domestica. Il 62% dei romani si sente molto più sicuro in casa, dove la presenza di famiglia e le misure di protezione personali sembrano attenuare le preoccupazioni. Tuttavia, la paura si concentra soprattutto su episodi come scippi e aggressioni, con il 73% degli intervistati che ha timore di subire queste violenze. Il 52% si preoccupa di molestie o violenze, mentre il 45% teme furti o rapine all'interno della propria abitazione. Tra le donne, la percentuale di chi ha paura di subire molestie sale al 63%, indicando un problema specifico di genere. Questi dati sollevano interrogativi su come il governo possa affrontare una crisi di sicurezza che coinvolge diversi strati della società.
La situazione non sembra migliorare nemmeno di fronte a misure come l'azione contro i "baby gang" o l'installazione di metal detector nelle scuole. L'80% dei romani appoggia il divieto di portare coltelli o strumenti affilati per i minori, ma solo il 43% ritiene utile l'installazione di dispositivi di controllo nelle scuole. L'80% degli intervistati, invece, valuta positivamente investimenti in educazione e cultura come antidoto alla violenza giovanile, ma il 25% ritiene che l'azione degli influencer del degrado, come Youtuber e tiktoker che documentano la criminalità, non abbia un impatto significativo. Questi dati sottolineano una contraddizione tra misure legislative e la percezione reale della sicurezza, che rimane un tema cruciale per il governo e per la città. La strada per migliorare la sicurezza a Roma sembra essere ancora lunga, ma le risposte dei cittadini indicano una richiesta di azioni concrete e mirate.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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