Scuole in ostaggio: collegamenti al Nue non bastano, municipio chiede intervento al prefetto
I genitori delle scuole del municipio V hanno denunciato, da tempo, un aumento preoccupante di furti che minano la sicurezza e la stabilità delle istituzioni educative.
I genitori delle scuole del municipio V hanno denunciato, da tempo, un aumento preoccupante di furti che minano la sicurezza e la stabilità delle istituzioni educative. Nelle ultime settimane, il numero di incursioni è diventato quotidiano, con episodi che coinvolgono nidi, scuole dell'infanzia e strutture per l'educazione infantile. Il municipio, attraverso un comunicato ufficiale, ha ribadito che la situazione non mostra segni di miglioramento, anzi, si sta aggravando. Nella serata del 29 gennaio, ad esempio, sono state registrate tre aggressioni: al nido Pettirosso, alla scuàola Deledda e al nido La casa dello Scarabocchio, dove sono stati sottratti macchinari fondamentali per le attività didattiche. L'incursione più recente risale al 26 gennaio, quando è stata colpita l'Ape birichina, un'istituzione che unisce nido e scuola dell'infanzia. Questi furti non solo mettono a rischio la sicurezza dei bambini, ma anche la continuità del lavoro educativo, con conseguenze gravi per l'intera comunità scolastica.
La situazione è diventata così critica che il municipio V ha deciso di interpellare il prefetto di Roma per richiedere l'attivazione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il presidente del municipio, Mauro Caliste, ha espresso preoccupazione, sottolineando che i raid non si arrestano nonostante le misure adottate, tra cui il collegamento al Nue 112, il numero unico per le emergenze. "Nonostante l'impegno delle forze dell'ordine e le risorse a nostra disposizione, i furti continuano con una frequenza che non permette di considerarli come episodi isolati", ha dichiarato Caliste. L'assessora alla Scuola, Cecilia Fannunza, ha aggiunto che la comunità è "esasperata" per la mancanza di controllo e per la conseguente riduzione della serenità dei bambini. "Ogni furto richiede un riprogrammare dei servizi, un aggravare l'organizzazione quotidiana e un danno alla professionalità del personale", ha sottolineato. Le famiglie, inoltre, lamentano una scarsa comunicazione sui furti, con informazioni che arrivano in modo frammentario, alimentando sospetti di un'indicazione "dall'alto" per limitare le denunce.
La questione non è nuova. Da tempo i genitori segnalano un aumento dei furti, ma il municipio V ha ritenuto necessario fare un passo decisivo. In una recente commissione municipale Bilancio, Annalisa Moleri Uil Fpl, rappresentante sindacale unitaria, ha denunciato una situazione drammatica in un nido specifico: "Il nido di via Pirotta, chiamato I Giocosi anatroccoli, è lasciato completamente a sé stesso. Le persone dormono e si drogano nel giardino, scavalcano la recinzione davanti ai genitori, che più volte sono dovuti intervenire", ha raccontato. Secondo Moleri, il lavoro del personale è compromesso non solo da incursioni, ma anche da un ambiente di incertezza. "Si dice che il lavoratore non deve mettere al corrente i genitori, ma un genitore che ha visto una persona scavalcare e l'ha allontanata, poi con quale animo lascia i bambini?", ha chiesto. La mancanza di un controllo efficace ha portato a situazioni critiche, con finestre chiuse per prevenire accessi non autorizzati e un'atmosfera di tensione continua.
Le conseguenze di questa emergenza sono ampie e profonde. La comunità scolastica, composta da genitori, educatori e personale, vive un periodo di forte stress emotivo e logistico. I servizi educativi, già sottoposti a pressioni economiche e organizzative, si trovano a fronteggiare un ulteriore carico di lavoro per ripristinare la sicurezza. "L'impegno delle forze dell'ordine è stato costante, ma le risorse disponibili non sono sufficienti a gestire un fenomeno che diventa quotidiano", ha sottolineato Fannunza. Al contempo, i genitori esprimono frustrazione per la mancanza di risposte concrete. "Siamo costretti a vivere in un ambiente di incertezza, con un'insicurezza che colpisce non solo i bambini, ma anche la fiducia nella scuola", ha detto un genitore. La situazione ha spinto il municipio a chiedere interventi a livello nazionale, ritenendo che le misure locali non siano più sufficienti per risolvere un problema che coinvolge l'intero sistema educativo.
La prossima settimana, il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica si riunirà per valutare le richieste del municipio V. L'obiettivo è trovare soluzioni concrete, come un rafforzamento delle forze dell'ordine o un aumento delle risorse dedicate alla sicurezza nelle scuole. Ma il dibattito non si ferma qui. I sindacati e le associazioni genitori chiedono una strategia a lungo termine, che includa investimenti in tecnologie di sicurezza e un piano di intervento preventivo. "Non si può più rimandare", ha affermato Caliste. La comunità, però, attende risposte precise e un impegno reale, altrimenti il problema potrebbe diventare insostenibile. La scuola, come luogo di crescita e di fiducia, non può permettersi di essere ridotta a una vittima di un fenomeno che non ha soluzione se non attraverso azioni decise e coordinate a livello nazionale.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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