Scuole cattoliche Lasalliane: collettivo ex allievi denuncia violenze fisiche e sessuali prescritte
Ex allievi di scuole Lasalliane denunciano abusi sessuali e fisici decenni fa, chiedendo 100 milioni di euro di riparazione e un'indagine. La congregazione ha indennizzato 70 vittime con 2,434 milioni, ma il collettivo ritiene le misure insufficienti.
Un gruppo di ex allievi di istituti scolastici appartenenti al reticolo cattolico dei Lasalliani ha lanciato un'azione collettiva per denunciare violenze sessuali, picchi, umiliazioni e abusi fisici perpetrati da membri della congregazione decenni fa. La congregazione, conosciuta come Frères des écoles chrétiennes, ha reagito dicendo di prendere molto seriamente le accuse e di aver già indennizzato 70 vittime, pagando un totale di 2 milioni e 434 mila euro. Il gruppo, composto da ex allievi tra i 50 e i 70 anni, ha rivelato di aver subito abusi tra il 1955 e il 1985 in circa venti scuole gestite dalla congregazione. Gli accaduti sono considerati " sistémiques " e il collettivo chiede un fondo di riparazione di 100 milioni di euro, oltre a un invito a presentare testimonianze. La congregazione ha istituito una cellula d'ascolto da quando è stata creata nel 2014, che ha registrato 72 segnalazioni, di cui 70 hanno portato al pagamento di indennizzi. Inoltre, ha presentato tre segnalazioni legali tra il 2022 e il 2023, riguardanti fatti ancora in corso.
I membri del collettivo, tra cui Philippe Auzenet, 73 anni, e un co-fondatore che preferisce rimanere anonimo, hanno detto di aver subito violenze fisiche, brimadi e umiliazioni, nonché atti sessuali e violenze. Auzenet ha raccontato di essere stato minacciato di morte, violentato e legato in un istituto a Rouen, dove era stato sottoposto a torture fisiche, incluso il pendere per i piedi e la minaccia di essere sradicato gli occhi. Il co-fondatore, 62 anni, ha riferito di aver subito abusi da frati e insegnanti laici in un istituto a Saint-Germain-en-Laye tra il 1969 e il 1978. Le accuse riguardano un periodo in cui molti dei responsabili erano ancora vivi, ma le azioni legali sono state avviate per cercare giustizia.
La congregazione, che gestisce 150 scuole private in Francia, ha dichiarato di essere " consapevole della responsabilità che le compete " e di aver adottato misure per accompagnare le vittime. L'avvocato Matthias Pujos ha spiegato che la cellula d'ascolto è stata creata per raccogliere segnalazioni e supportare le vittime, in linea con le raccomandazioni della Commissione di riconoscimento e riparazione (CRR) istituita dall'Chiesa. Il fondo di riparazione, però, non è stato ancora istituito, e il collettivo ritiene che la congregazione non abbia fatto abbastanza per riconoscere la sua responsabilità. Le vittime chiedono un riconoscimento formale e un fondo che permetta una riparazione completa, nonché un'indagine approfondita per identificare eventuali responsabili.
La questione si inserisce in un contesto più ampio di abusi sessuali e abusi da parte di religiosi e insegnanti all'interno di istituti cattolici. Negli anni recenti, diversi casi simili sono emersi in tutto il mondo, con conseguenze legali e sociali. La congregazione dei Lasalliani, fondata da Jean-Baptiste de La Salle, è nota per la sua presenza in Francia e per la sua tradizione educativa. Tuttavia, la crescente attenzione sui casi di abuso ha portato a un esame critico della sua gestione delle questioni interne. La congregazione ha risposto dicendo di aver preso provvedimenti, ma i membri del collettivo sostengono che le azioni siano state insufficienti e che il sistema interno non abbia mai realmente affrontato il problema.
Le conseguenze di questa vicenda potrebbero essere profonde per la congregazione e per la Chiesa cattolica in generale. L'ipotesi di un fondo di riparazione di 100 milioni di euro indica un riconoscimento della gravità del problema, ma anche una richiesta di trasparenza e responsabilità. Gli ex allievi, che hanno passato decenni a soffrire in silenzio, chiedono un'indagine completa e un'azione legale che possa garantire giustizia. La congregazione, pur avendo già pagato indennizzi, dovrà dimostrare di aver fatto un passo avanti nel riconoscere la sua responsabilità e nel prevenire futuri abusi. La vicenda potrebbe influenzare anche le politiche educative e la gestione delle istituzioni religiose, spingendo verso una maggiore attenzione alla sicurezza e al benessere dei minori. Il futuro dipenderà da come la congregazione risponderà alle richieste del collettivo e da quanto sarà disposta a prendere misure decisive per riparare il danno causato.
Fonte: Le Monde Articolo originale
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