Sapienza: Infostud torna online dopo attacco hacker
La Sapienza Università di Roma sembra finalmente avviare un ritorno alla normalità dopo settimane di criticità causate da un attacco informatico che ha bloccato i servizi digitali dell'ateneo.
La Sapienza Università di Roma sembra finalmente avviare un ritorno alla normalità dopo settimane di criticità causate da un attacco informatico che ha bloccato i servizi digitali dell'ateneo. Il 17 febbraio, martedì, l'università ha annunciato la riattivazione della piattaforma Infostud, la principale strumento per la gestione della carriera accademica degli studenti. Questo servizio, insieme ad altri sistemi informatici dell'ateneo, era stato messo fuori uso il 2 febbraio a causa di un attacco hacker. La ripresa, però, non è stata immediata: la piattaforma è stata ripristinata con i dati fino al primo febbraio, e si sta procedendo ad un allineamento per integrare le informazioni relative al periodo di blocco. L'obiettivo è garantire ai docenti e agli studenti una completa riconciliazione delle attività accademiche, permettendo così di riprendere le attività didattiche e amministrative in modo ordinato. La rettrice dell'ateneo ha già invitato i docenti a procedere rapidamente all'inserimento degli esiti delle prove d'esame, un passo cruciale per completare il processo di sincronizzazione delle carriere degli studenti.
La riattivazione di Infostud ha rappresentato un passo fondamentale per ripristinare la funzionalità di un sistema che ha un impatto diretto su migliaia di studenti. La piattaforma permette di prenotare esami, gestire la propria carriera accademica, pagare le tasse universitarie e accedere a diversi servizi digitali. Il blocco ha causato un'interferenza significativa, mettendo in difficoltà gli studenti proprio nel momento cruciale della sessione d'esame. Molti hanno dovuto ricorrere a procedure manuali, come esami verbalizzati su carta o colloqui presso gli infopoint, per evitare ritardi. La richiesta di un ripristino immediato ha portato a una forte pressione sull'ateneo, che ha dovuto gestire numerose richieste da parte degli studenti e dei dipendenti. Anche se la piattaforma è tornata in funzione, i problemi non sono ancora completamente risolti: alcuni studenti hanno segnalato difficoltà nell'accesso, con code e rallentamenti che hanno richiesto l'intervento dei tecnici.
L'attacco informatico, avvenuto il 2 febbraio, ha colpito i sistemi dell'ateneo con un ransomware, un tipo di malware che blocca i dati e richiede un riscatto per rilasciarli. L'attacco ha messo in ginocchio non solo Infostud, ma anche altri servizi essenziali, come il sito dell'università e il sistema di accesso ai servizi digitali. La polizia postale ha iniziato le indagini per identificare i responsabili, mentre l'Agenzia per la Cybersicurezza nazionale ha fornito supporto tecnico per mitigare i danni. L'ateneo ha precisato che non è stata riconosciuta una richiesta di pagamento, ma il caso è stato considerato serio a causa del vasto impatto sull'operatività dell'università. La ripresa dei servizi è stata un lavoro complesso, che ha richiesto collaborazioni tra diverse strutture e un impegno costante per monitorare i sistemi e intervenire tempestivamente.
La ripartenza di Infostud rappresenta un momento cruciale per la Sapienza, ma non risolve completamente le conseguenze dell'attacco. Gli studenti, in particolare, si trovano a dover affrontare un periodo di transizione, con scadenze prorogate e procedure alternative che richiedono maggiore organizzazione. L'università ha annunciato che le nuove scadenze relative agli adempimenti amministrativi saranno comunicate a breve, con l'obiettivo di garantire equità e trasparenza per tutti. Tuttavia, il rischio di errori o ritardi rimane elevato, soprattutto in un contesto in cui la gestione dei dati è stata compromessa. L'ateneo ha sottolineato che i tecnici di InfoSapienza stanno monitorando costantemente i sistemi, pronti a intervenire in caso di problematiche. Questo sforzo, sebbene necessario, non elimina i problemi legati alla mancanza di dati aggiornati e alla necessità di sincronizzare le informazioni, un processo che richiederà tempo e attenzione.
La situazione della Sapienza è un esempio di come un attacco informatico possa avere ripercussioni significative su un'istituzione di elevata complessità. La ripresa dei servizi non è solo una questione tecnica, ma anche un tema di gestione della crisi e di rispetto dei diritti degli studenti. L'ateneo dovrà affrontare le sfide future con una strategia che tenga conto della vulnerabilità dei sistemi informatici e della necessità di investire in soluzioni più sicure. Inoltre, il caso potrebbe servire come un monito per altre università e istituzioni pubbliche, che devono rivedere le proprie politiche di protezione dati. Per la Sapienza, il prossimo passo sarà garantire un pieno funzionamento dei servizi, ma anche ripristinare la fiducia degli studenti e dei docenti, che hanno subito un periodo di incertezza. La comunità accademica attende con attenzione i prossimi mesi, sperando in un ritorno alla normalità senza ulteriori interruzioni.
Fonte: RomaToday Articolo originale
Argomenti
Articoli Correlati
Da Centocelle al Pigneto: piano Ama su misura per pulire le strade del municipio
4 giorni fa
La guerra contro l'Iran minaccia forniture globali di chip e espansione AI
4 giorni fa
Oracle annuncia migliaia di licenziamenti per crisi di liquidità da investimenti aggressivi in IA
4 giorni fa