11 mar 2026

Sánchez annuncia blocco accesso social per under 16 in Spagna

Pedro Sánchez, presidente del governo spagnolo, ha annunciato martedì un piano di cinque misure mirate a contrastare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e a garantire un ambiente virtuale sicuro.

03 febbraio 2026 | 12:17 | 4 min di lettura
Sánchez annuncia blocco accesso social per under 16 in Spagna
Foto: El País

Pedro Sánchez, presidente del governo spagnolo, ha annunciato martedì un piano di cinque misure mirate a contrastare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e a garantire un ambiente virtuale sicuro. La dichiarazione è stata fatta durante la partecipazione al World Governments Summit a Dubai, dove Sánchez ha sottolineato che "le reti sociali si sono trasformate in un'entità fallita, dove le leggi vengono ignorate e i crimini tollerati". L'obiettivo del piano è proteggere i minori da un'età di 16 anni, obbligando le piattaforme a implementare sistemi di verifica dell'età, una misura già prevista in un progetto di legge in discussione al Congresso. Sánchez ha ribadito che l'azione spagnola segue l'esempio di Paesi come Portogallo e Francia, che hanno già adottato misure simili.

Tra le prime azioni del governo, Sánchez ha annunciato l'introduzione di responsabilità penale per i dirigenti delle piattaforme digitali, che potrebbero essere ritenuti legalmente responsabili per le violazioni che si verificano sui loro servizi. Questo significa che i CEO potrebbero dover affrontare sanzioni se non rimuovono contenuti razzisti, violenti o illegali. La proposta si basa sul Regolamento di Servizi Digitali (DSA) dell'Unione Europea, che già impone responsabilità alle grandi aziende. Tuttavia, Sánchez ha sottolineato che la novità risiede nel fatto che la responsabilità non sarà più limitata alle aziende, ma attribuita direttamente ai dirigenti. Questo passo mira a rafforzare la lotta contro la disinformazione e il contenuto dannoso.

L'approccio spagnolo si estende anche alla criminalizzazione della manipolazione degli algoritmi, un fenomeno che ha alimentato la diffusione di contenuti illegali e polarizzanti. Sánchez ha affermato che "la manipolazione degli algoritmi non è più un mistero, ma un'azione deliberata di attori che promuovono disinformazione a scapito del bene comune". L'obiettivo è punire chi sfrutta i meccanismi tecnologici per amplificare odio e divisioni, sottolineando che "la tecnologia non è neutra, ma un strumento che può essere usato per il bene o il male". Questa misura rappresenta un passo importante per rendere responsabili non solo le piattaforme, ma anche chi opera dietro le quinte per manipolare il pubblico.

Un altro aspetto del piano è l'introduzione di un sistema che misuri e quantifichi l'impatto delle piattaforme sulla polarizzazione e sul dissenso. Sánchez ha spiegato che "l'odio non è più invisibile, ma un fenomeno che possiamo misurare e combattere". Questo sistema, che seguirà l'andamento delle piattaforme, sarà la base per definire sanzioni future, rendendo più costoso per le aziende diffondere contenuti dannosi. L'obiettivo è creare un quadro normativo che penalizzi non solo la diffusione di contenuti illegali, ma anche l'effetto sociale negativo che questi possono generare. Questo approccio mira a ridurre la tolleranza verso il dissenso e a promuovere un ambiente digitale più equilibrato.

Infine, Sánchez ha annunciato l'avvio di indagini coordinate con la Procura Generale per indagare eventuali reati commessi da strumenti come Grok, TikTok e Instagram, inclusi casi di diffusione di materiale violento o sessuale. L'obiettivo è garantire una "sovereignità digitale" e combattere la pressione esterna su un settore che ha un impatto globale. La decisione è arrivata dopo la diffusione di oltre tre milioni di immagini di donne sessualiizzate, inclusi minori, da parte di Grok, un'azione che ha scatenato un'indagine della Commissione Europea. Sánchez ha sottolineato che l'azione spagnola non è isolata, ma parte di un'coalizione di cinque Paesi europei che si impegnano a creare normative più severe e coordinate. Questo accordo mira a affrontare la convergenza di due fallimenti: la mancanza di responsabilità nel digitale e la pressione esterna su un sistema globale. L'obiettivo finale è trasformare le reti sociali in uno spazio "salubre e democratico", come dovrebbe sempre essere stato.

L'annuncio di Sánchez segna un passo significativo nella lotta contro gli abusi del digitale, ma la strada è lunga. Le misure proposte richiedono un'implementazione rigorosa e una collaborazione internazionale per garantire efficacia. La sfida principale è bilanciare la regolamentazione con la libertà di espressione, un tema delicato che richiede un approccio equilibrato. L'azione spagnola potrebbe diventare un modello per altri Paesi, ma il successo dipenderà dall'effettiva applicazione delle norme e dal coinvolgimento delle aziende tecnologiche. La battaglia per un'Internet più sicura e responsabile non è solo un problema nazionale, ma globale, e richiede un impegno condiviso da tutti gli attori coinvolti.

Fonte: El País Articolo originale

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