11 mar 2026

San Basilio: al parco Aldo Bozzi nasce l'Agorà della Gentilezza

La prima "Agorà della Gentilezza" si realizzerà a San Basilio, un quartiere romano segnato da anni di marginalità e tensioni sociali.

25 febbraio 2026 | 20:05 | 5 min di lettura
San Basilio: al parco Aldo Bozzi nasce l'Agorà della Gentilezza
Foto: RomaToday

La prima "Agorà della Gentilezza" si realizzerà a San Basilio, un quartiere romano segnato da anni di marginalità e tensioni sociali. L'iniziativa, nata come prosecuzione del progetto "Caivano 3 - Sulle strade della gentilezza", prevede la piantumazione di sei ulivi nel parco Aldo Bozzi, a ridosso della Palestra della Legalità, un'area simbolo del lavoro di Don Antonio Coluccia, sacerdote da anni sotto scorta per il suo impegno antispaccio. L'evento, che segna un passo decisivo nella riqualificazione del quartiere, sarà inaugurato il 6 marzo, dopo mesi di preparativi e sopralluoghi. L'obiettivo è trasformare uno spazio degradato in un luogo vivace, aperto alla comunità e in grado di diventare un punto di riferimento per la gentilezza e la convivenza civile. Questo progetto, promosso in collaborazione con il ministero dell'Interno e la prefettura di Roma, rappresenta un investimento di risorse e impegno per rafforzare il tessuto sociale di un'area difficile, dove la criminalità e la disoccupazione hanno lasciato segni profondi. La scelta dei ulivi, simbolo di pace e longevità, non è casuale: ogni albero sarà un invito a coltivare valori di rispetto e solidarietà, in un quartiere che attende un cambiamento radicale.

L'idea di un'Agorà della Gentilezza nasce da un progetto più ampio, che mira a ripensare il rapporto tra istituzioni, cittadini e organizzazioni non profit. Il progetto "Caivano 3" si inserisce nel solco di iniziative precedenti, come "Caivano 1" e "Caivano 2", che hanno visto la donazione di 200 volumi di Guido Carli alla biblioteca campana e la realizzazione di percorsi formativi per studenti del liceo Francesco Morano. Con "Caivano 3", si sposta l'attenzione su Roma, con un focus su San Basilio, un'area che ha sempre rappresentato un banco di prova per le politiche di inclusione e sicurezza. L'Agorà, però, non è solo un luogo fisico: è un progetto che mira a creare un'infrastruttura culturale e sociale, in grado di trasmettere un messaggio di speranza. La Fondazione Guido Carli, guidata da Romana Liuzzo, ha spiegato che l'obiettivo è seminare fiducia, coinvolgendo associazioni, cittadini e istituzioni in un processo che appartiene prima di tutto al quartiere. L'idea è che ogni gesto di cura, come la piantumazione di un ulivo, possa generare altri gesti, creando un circolo virtuoso tra comunità e autorità.

Il quartiere di San Basilio, però, non è un caso isolato. È un esempio di una Roma che, nonostante i progressi in alcuni ambiti, continua a fare i conti con le sfide della marginalità e della povertà. La Palestra della Legalità, aperta da Don Antonio Coluccia, è un simbolo di questa lotta: un'area dove si combatte l'illegalità e si promuove la legalità, ma dove la gestione quotidiana richiede impegno costante. La presenza di ulivi in piazza Aldo Bozzi sarà un ulteriore tassello per rendere il quartiere più vivibile. L'impegno delle istituzioni, però, non è solo simbolico: il progetto prevede interventi di manutenzione e ristrutturazione dello spazio, con il supporto di Coldiretti, che si occuperà della piantumazione, e del vivaista Mario Faro, che ha fornito gli ulivi. Questi alberi non saranno solo un'opera di verde, ma un'investimento nel futuro del quartiere, in un contesto in cui la gestione del degrado richiede strategie mirate. La Fondazione Guido Carli ha sottolineato che ogni spazio restituito alla bellezza può diventare un argine al degrado, un modo per affrontare le complessità sociali con una visione di lungo periodo.

L'Agorà della Gentilezza rappresenta un esempio di come la gentilezza non sia un concetto astratto, ma un'azione concreta in grado di trasformare il tessuto sociale. Romana Liuzzo ha spiegato che il progetto nasce da un'idea di coraggio civile: la gentilezza non è debolezza, ma una forma di speranza sociale, necessaria per affrontare i tempi complessi in cui viviamo. Questo messaggio è particolarmente rilevante in un quartiere come San Basilio, dove la coesione sociale è spesso messa a dura prova. L'impegno delle istituzioni, però, non si limita alla piantumazione di ulivi: la Fondazione Guido Carli ha collaborato con diverse organizzazioni, tra cui la Prefettura di Roma e il ministero dell'Interno, per garantire un'implementazione efficace. L'evento di inaugurazione del 6 marzo, che vedrà la partecipazione del prefetto Lamberto Giannini, di Don Coluccia e di Eleonora Daniele, testimonial del progetto, sarà un momento di riconoscimento per chi ha contribuito al progetto. L'obiettivo è non solo rendere il quartiere più bello, ma anche costruire un modello di intervento replicabile in altre aree critiche, dove la gentilezza possa diventare un'arma di cambiamento.

Il progetto "Caivano 3" si colloca in un contesto più ampio di interventi pubblici e privati finalizzati a migliorare la qualità della vita in quartieri difficili. L'Agorà della Gentilezza, però, non è solo un progetto di spazi verdi, ma una risposta a una serie di sfide sociali complesse. L'obiettivo è creare un'infrastruttura culturale che possa promuovere la convivenza civile, il rispetto reciproco e l'impegno collettivo. La piantumazione di ulivi non è solo un atto simbolico, ma un investimento nel futuro del quartiere, in un contesto in cui la gestione del degrado richiede strategie innovative. La Fondazione Guido Carli, con il suo ruolo di promotore e coordinatore, ha dimostrato come l'azione concreta possa fare la differenza. L'Agorà della Gentilezza, però, non è un progetto isolato: è parte di un progetto più ampio che mira a creare un modello di intervento replicabile, in cui la gentilezza diventa un valore concreto, non un concetto astratto. Con l'inaugurazione del 6 marzo, San Basilio ha un'occasione per mostrare come l'azione comune possa trasformare un quartiere in una comunità più forte, più inclusiva e più speranzosa.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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