11 mar 2026

Sabotaggio treni: indagine per terrorismo e attacchi ai trasporti. Mit richiederà risarcimenti.

Sabotaggi ferroviari a Bologna durante le Olimpiadi hanno causato gravi disagi, con indagini per terrorismo. Due ordigni incendiari trovati, uno esploso, uno inesploso, alimentano sospetti su gruppi estremi.

08 febbraio 2026 | 15:16 | 4 min di lettura
Sabotaggio treni: indagine per terrorismo e attacchi ai trasporti. Mit richiederà risarcimenti.
Foto: Repubblica

Sui sabotaggi sincronizzati alle linee ferroviarie avvenuti nella giornata di sabato, primo giorno di Olimpiadi, a Bologna, che hanno causato ritardi e disagi a migliaia di passeggeri, sarà aperto un fascicolo contro ignoti per le ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. L'incidente, che ha interessato il nodo ferroviario della città, ha messo in atto una serie di azioni coordinate che hanno interrotto la circolazione ferroviaria, bloccando treni ad alta velocità e creando un caos per i viaggiatori. La Digos, in collaborazione con le forze di polizia, ha consegnato alla Procura di Bologna una prima comunicazione sul danneggiamento dei cavi Av, un elemento cruciale per la gestione dei trasporti. L'inchiesta, assegnata al gruppo specializzato "Terrorismo" della Procura, è coordinata dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e vedrà il procuratore capo Paolo Guido come primo co-assegnatario. Non ci sono ancora indizi di una rivendicazione da parte di un gruppo o un'organizzazione specifica, ma gli investigatori stanno analizzando le tracce lasciate dagli atti di sabotaggio.

Le indagini si concentrano su due dispositivi incendiari posizionati nella stazione di Bologna, che hanno danneggiato cavi essenziali per la circolazione ferroviaria. L'ordigno esploso sabato mattina alle 7 ha causato un incendio che ha tranciato i cavi, interrompendo la circolazione in direzione Venezia. Un altro ordigno, che avrebbe dovuto colpire la circolmente in direzione opposta, è stato ritrovato dai Vigili del fuoco ancora inesploso. In parallelo, alle 7 del mattino, è stato registrato un altro incendio doloso in una cabina di scambio alla stazione di Pesaro, che ha danneggiato ulteriormente la rete ferroviaria. Gli inquirenti stanno esaminando i resti dei dispositivi incendiari, in particolare l'ordigno che non ha funzionato come previsto, per ricostruire le modalità e le intenzioni degli autori. Le immagini delle telecamere di sorveglianza dell'area stazione sono al centro dell'indagine, ma la difficoltà di visione è resa complessa dall'orario, intorno alle 6, in cui i dispositivi sarebbero stati posizionati, completamente al buio.

Il contesto del caso risale a anni di preoccupazione per l'attività di gruppi estremi, in particolare quelli appartenenti al mondo anarchico, che hanno sempre mantenuto una presenza significativa in Italia. Da anni, le autorità segnalano un forte attivismo di questi gruppi, pur con numeri ridotti rispetto al passato. L'organizzazione di tali movimenti è considerata solida e le relazioni internazionali sono strutturate, con un'azione coordinata tra diverse città. I gruppi più attivi si concentrano su aree come Treviso, Torino, Bologna, Milano e Roma, dove si registrano episodi di sabotaggio e azioni di resistenza. La situazione si è ulteriormente complicata dopo il caso Cospito, un anarchico insurrezionalista che, detenuto in carcere, ha rischiato di lasciarsi morire con uno sciopero della fame, raccogliendo solidarietà in tutta Europa. Questo episodio ha rafforzato i rapporti tra i gruppi anarchici e ha messo in luce la loro capacità di mobilitazione e di attenzione al contesto internazionale.

Le implicazioni di questa vicenda sono profonde, non solo per la sicurezza dei trasporti ma anche per la stabilità sociale e politica del Paese. L'attentato, se confermato come opera di un gruppo terroristico, rappresenta un attacco diretto alla struttura nazionale e all'organizzazione delle infrastrutture pubbliche. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso un forte condanno, definendo l'atto un "atto di delinquenza" e sottolineando la volontà di punire chiunque possa mettere in pericolo la sicurezza nazionale. La ministra Elisabetta Casellati ha aggiunto un appello al rispetto della legalità, ricordando che chi utilizza la violenza non ha alcun diritto a manifestare. Inoltre, il ministro Alessandro Giuli, bloccato in stazione a Bologna, ha ribadito che non si può concedere spazio a chi fomenta odio o violenza. Queste dichiarazioni evidenziano l'importanza di un'azione decisa da parte dello Stato per contrastare qualsiasi forma di criminalità organizzata.

La prossima fase delle indagini sarà determinante per comprendere l'entità e l'ambito dell'azione criminosa. Gli inquirenti stanno analizzando le tracce lasciate dagli ordigni incendiari e stanno verificando se ci sia un collegamento con altri episodi di sabotaggio, come il danneggiamento ai treni a Pesaro sulla linea Ancona-Rimini. Il ministero dei Trasporti ha già espresso la sua disponibilità a presentare una richiesta di risarcimento per i danni milionari subiti, con l'obiettivo di mettere fine a simili azioni. Tuttavia, il caso rappresenta un problema più ampio, che riguarda la capacità di prevenzione e reazione da parte delle istituzioni. Il contrasto alle azioni di gruppi estremi richiede un impegno costante e una collaborazione tra le forze di polizia, le autorità competenti e la società civile. L'evento a Bologna potrebbe diventare un punto di partenza per un confronto più approfondito sulle minacce alla sicurezza nazionale e sulla necessità di un'azione condivisa per proteggere i servizi pubblici.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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