Russia e Ucraina riprendono colloqui dopo un attacco devastante da parte di Mosca
Le trattative di pace tra Russia, Ucraina e Stati Uniti hanno iniziato a Duba dopo attacchi russi sull'energia ucraina, con focus su controllo territoriale e sicurezza post-conflitto. La partecipazione di Trump e le tensioni su truppe straniere complicano il dialogo, mentre il conflitto continua con bombardamenti e inverno estremo.
Le trattative di pace tra Russia, Ucraina e Stati Uniti hanno avuto inizio nella giornata di mercoledì, a Duba, negli Emirati Arabi Uniti, dopo un'ondata di attacchi russi sull'infrastruttura energetica ucraina che ha colpito il paese il martedì precedente. L'incontro, che segna il secondo round di negoziati trilaterali, è stato organizzato per affrontare i principali blocchi nell'ipotesi di un accordo: la destinazione del territorio controllato dall'Ucraina nell'est e la garanzia di sicurezza per il paese in caso di un'eventuale escalation. La discussione si svolgerà in modo riservato, con delegazioni russe, ucraine e statunitensi che si concentreranno su questioni come la divisione territoriale e le misure di sicurezza post-conflitto. L'obiettivo è di trovare un equilibrio tra le esigenze di Putin, che mira al controllo di aree strategiche, e quelle di Zelensky, che non intende cedere territori. La partecipazione del presidente americano Trump, attraverso il suo ambasciatore speciale Steve Witkoff, ha reso il colloquio un evento di rilevante importanza diplomatica.
Le trattative, che inizialmente erano previste per iniziare il sabato scorso, sono state posticipate a causa di impegni personali di Witkoff, tra cui la partecipazione al matrimonio del vicecapo di gabinetto del presidente Usa, Dan Scavino, a Mar-a-Lago. Questo ritardo ha permesso agli attori coinvolti di preparare le posizioni e di rivedere i termini del piano di pace proposto da Washington. Tra i punti chiave da affrontare c'è la proposta di un accordo di sicurezza post-bellico, sostenuta dagli Stati Uniti e dall'Ucraina, ma ostacolata dalla posizione del Cremlino, che rifiuta qualsiasi accordo che includa la presenza di truppe straniere sul territorio ucraino. La delegazione ucraina, guidata da Rustem Umerov, ha espresso la speranza di ottenere un chiarimento sui progetti russi, mentre la Russia, attraverso il suo portavoce Dmitri Peskov, ha precisato che non intende rilasciare dichiarazioni pubbliche dopo le discussioni.
Il contesto delle trattative è segnato da un conflitto ormai entrato nella sua quarta fase, con la Russia che continua a lanciare attacchi su larga scala sull'Ucraina. Tra le ultime azioni, un'ondata di bombardamenti su Druzhkivka, un'area dell'Est ancora controllata dagli ucraini, ha causato almeno sei vittime. Questo evento si aggiunge a una serie di colpi mirati alla rete energetica ucraina, che hanno lasciato migliaia di cittadini senza riscaldamento o elettricità. Il clima invernale estremo, che ha colpito l'Ucraina per la prima volta in più di un decennio, ha reso ancora più critica la situazione. La Russia, pur avendo sospeso temporaneamente gli attacchi energetici in seguito a una presunta "truce" ottenuta da Trump, ha continuato a accumulare armi per un'eventuale escalation. Questo atteggiamento ha suscitato preoccupazioni anche a livello internazionale, con il segretario generale del Nato, Mark Rutte, che ha rifiutato di credere in un interesse serio per la pace da parte di Mosca.
Le implicazioni delle trattative sono profonde, poiché il fallimento delle negoziazioni potrebbe portare a un ulteriore allargamento del conflitto. La Russia, pur ostacolando ogni accordo che implichi la presenza straniera in Ucraina, non sembra disposta a cedere territori, un tema che rimane il fulcro delle discussioni. L'Ucraina, invece, si trova in una posizione difficile, soprattutto con la pressione dei bombardamenti e la mancanza di risorse per affrontare un inverno estremo. Il piano di pace americano, che prevede un'organizzazione del territorio e la ricostruzione del paese, non ha trovato un accordo tra i partner. La mancanza di progressi potrebbe alimentare tensioni interne e esterne, con il rischio di un aumento delle forze armate da parte di entrambe le parti.
Le prospettive future sembrano incerte, anche se le trattative rappresentano un tentativo di trovare una via d'uscita al conflitto. La Russia, pur continuando a negoziare, non ha mostrato intenzione di concedere nulla, mentre l'Ucraina spera in un supporto internazionale per affrontare le sfide economiche e umanitarie. Il ruolo degli Stati Uniti rimane cruciale, non solo per il piano di sicurezza, ma anche per la pressione politica su Mosca. Tuttavia, la complessità del conflitto e le divergenze tra le parti rendono difficile prevedere un esito positivo. La situazione rimane delicata, con il rischio che le discussioni si blocchino nuovamente, lasciando l'Ucraina a gestire le conseguenze di un conflitto che non mostra segni di svolta.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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