11 mar 2026

Russia attacca nuovamente l'infrastruttura energetica ucraina

La notizia che ha scosso il continente europeo è stata la devastante ondata di attacchi aerei condotta da forze russe contro la rete energetica di Ucrania, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato.

07 febbraio 2026 | 09:49 | 5 min di lettura
Russia attacca nuovamente l'infrastruttura energetica ucraina
Foto: El País

La notizia che ha scosso il continente europeo è stata la devastante ondata di attacchi aerei condotta da forze russe contro la rete energetica di Ucrania, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato. Circa 400 droni di attacco e 40 missili di diversi tipi hanno attraversato il cielo del Paese, concentrati principalmente sulle regioni orientali e settentrionali, per colpire infrastrutture critiche come centrali elettriche, sub-stazioni e linee aeree. L'attacco, che ha seguito di pochi giorni il massiccio attacco russo del 3 febbraio, ha colpito aree strategiche come Rivne, Lviv, Volin, Ivano Frankivsk, Kiev, Járkov, Vinnitsia e Zaporiyia, con un impatto devastante sulla capacità di generazione e distribuzione di energia. Il presidente ucraino, Volodímir Zelenski, ha reso noto che le forze russe hanno mirato in particolare alla rete elettrica, una struttura già estremamente danneggiata negli ultimi mesi. La sua dichiarazione su Twitter ha sottolineato l'urgenza di sostenere Ucrania con armamenti come i sistemi Patriot e NASAMS, sottolineando che ogni supporto internazionale è vitale per affrontare l'inverno più severo della guerra.

L'attacco ha causato interruzioni di emergenza in gran parte del territorio ucraino, con la rete elettrica messa in grave pericolo. Il ministro dell'Energia, Denis Shmihal, ha confermato che i progetti russi hanno colpito in particolare le linee aeree di 750 kV e 330 kV, che rappresentano la base della rete nazionale. Le centrali elettriche di Burshtin e Dobrotvir sono state tra le vittime più gravi, con danni irreparabili in alcuni casi. L'Ukrenergo, l'operatore statale della rete elettrica, ha riferito di blackout estesi durante la notte, con il rischio di un collasso del sistema energetico. La DTEK, la principale azienda privata del settore, ha segnalato danni gravi in diverse centrali, tra cui quelle di Kryvyi Rih e Kehyiv, che sono state bersaglio di attacchi ripetuti. Dal 2023, la Russia ha lanciato almeno dieci grandi attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, con un impatto cumulativo che ha reso il Paese più vulnerabile alle future offensive.

Il contesto del conflitto si colloca in un contesto di guerra che ha ormai superato i quattro anni di intensa battaglia, con Ucrania e Russia in una lotta per il controllo del territorio e delle risorse. L'inverno si presenta come una sfida particolare, con temperature che oscillano tra -3 e -10 gradi C e, in alcune aree, addirittura sotto i -20 gradi C. La popolazione civile, già segnata da mesi di interruzioni di corrente e acqua, deve affrontare un periodo in cui la mancanza di calefazione e illuminazione rischia di mettere in pericolo la salute. Kiev, una delle città più colpite, ha visto ridurre drasticamente la fornitura di energia, con solo quattro o sei ore di elettricità al giorno nel mese di febbraio. Le centrali termiche 6 e Darnytsia, già danneggiate da precedenti attacchi, sono state nuovamente colpite, aumentando il rischio di un blackout totale. La situazione è drammatica, ma i tecnici del settore, nonostante le difficoltà, si stanno preparando a riparare i danni appena possibile.

L'impatto degli attacchi russi non si limita alle infrastrutture: ha conseguenze dirette sui cittadini e sulle relazioni internazionali. La Russia, che ha sempre usato il freddo come strumento di pressione, ha nuovamente dimostrato la sua capacità di colpire il Paese in un momento di fragilità. L'Ucrania, però, non si arrende e cerca di controbattere con attacchi mirati. Nella notte del venerdì, i droni ucraini hanno colpito territorio russo, con 82 unità abbattute dalle difese antiaeree. Questa azione ha rafforzato la posizione di Kiev sul fronte internazionale, che continua a chiedere supporto alle potenze occidentali. L'Europa, in particolare la Polonia, ha reagito chiudendo temporaneamente lo spazio aereo nel sud-est e sospendendo i voli negli aeroporti di Lublin e Rzeszów. Il Comando Operativo dell'Esercito Polacco ha attivato la sua aviazione per proteggere il territorio da eventuali intrusioni. Queste misure dimostrano che il conflitto non si ferma, ma evolve in una guerra di attrito, dove ogni attacco e ogni contrattacco hanno conseguenze strategiche.

La situazione rimane drammatica, ma l'Ucrania non si arrende. I tecnici del settore energetico stanno lavorando in modo incessante per ripristinare la rete, nonostante le condizioni estreme e la scarsità di risorse. La collaborazione con i partner internazionali, come l'Europa e gli Stati Uniti, è cruciale per sostenere la capacità di difesa e di riparazione. Tuttavia, il rischio di un inverno senza fine resta alto, con migliaia di civili che vivono in condizioni di emergenza. Il presidente Zelenski, che ha sempre sottolineato la determinazione del Paese, continua a chiedere supporto per affrontare le sfide future. Il conflitto, ormai entrato nel suo quinto anno, sembra non mostrare segni di svolta, ma l'Ucrania, con la sua tenacia e l'aiuto internazionale, continua a lottare per la sopravvivenza. La guerra non è solo una questione di armi, ma anche di resilienza, e in questo senso, l'Ucrania dimostra una forza incredibile.

Fonte: El País Articolo originale

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