Romani pazzi per il caffè: moka preferita alle capsule
La ricerca condotta da AstraRicerche per conto del Comitato Italia del caffè di Unione Italiana Food ha rivelato un quadro dettagliato dei comportamenti e delle preferenze dei consumatori del Lazio, con un focus particolare su Roma.
La ricerca condotta da AstraRicerche per conto del Comitato Italia del caffè di Unione Italiana Food ha rivelato un quadro dettagliato dei comportamenti e delle preferenze dei consumatori del Lazio, con un focus particolare su Roma. L'indagine, condotta durante la settimana di San Valentino, ha evidenziato come il caffè sia un elemento centrale nella vita sociale e quotidiana degli abitanti della regione. I dati mostrano che il 97,6% degli abitanti del Lazio beve caffè, con una frequenza quotidiana del 77,4%, quasi 8 su 10. Questo dato si distingue dal panorama nazionale, dove le cialde e le capsule sono le scelte più diffuse, mentre i romani e i laziali preferiscono la moka, che rappresenta il 64,2% delle preferenze. La moka, quindi, è la modalità di preparazione più apprezzata in questa regione, superando il 60,4% delle cialde e il 32,4% delle macchine espresso automatiche. L'espresso, pur rimanendo il metodo più amato in Italia (51,6%), si conferma come un elemento identitario anche nel Lazio, con un'incidenza del 47,1%. La sua popolarità cresce con l'età, e il 74,3% degli italiani lo considera il miglior caffè per gusto personale, una percentuale che sale al 78,1% nel Lazio. Questo dato si rafforza ulteriormente con il 68,9% dei laziali che lo preferisce anche all'estero e il 78,3% che lo reputa il caffè più apprezzato al mondo. Inoltre, il 74,3% degli italiani sceglie il caffè come modo per incontrare persone, con una percentuale del 78,1% nel Lazio, che dimostra come il caffè sia un'ottima occasione per rompere il ghiaccio in modo meno impegnativo rispetto a una cena.
Il dato più significativo emerso dall'indagine riguarda il ruolo del caffè come momento sociale, soprattutto in occasione di San Valentino. Il 60% dei romani sceglie il caffè come primo appuntamento, un'abitudine che si distingue dalla media nazionale. Questo trend riflette una preferenza per la semplicità e l'efficienza, che si sposa con la cultura romana del "caffè al bar", un gesto quotidiano che unisce persone senza il bisogno di un impegno più formale. La ricerca ha anche sottolineato come il caffè sia un elemento di convivialità, con un'importanza riconosciuta sia a casa che al bar. Per il 74,3% degli italiani, l'espresso è il miglior caffè per gusto personale, un dato che si conferma nel Lazio con una percentuale del 78,1%. Questo risultato si amplifica con il 68,9% dei laziali che lo preferisce anche all'estero, testimonianza del fatto che l'espresso è un simbolo culturale e identitario. La passione per il caffè è quindi radicata non solo nei gusti personali, ma anche nell'esperienza condivisa, che si espande anche al di fuori dei confini nazionali.
Per comprendere meglio questa passione, la ricerca ha incluso un'intervista a Stefania Trombetta, esponente della quarta generazione della famiglia che gestisce il caffè Trombetta, un'attività nata alla fine dell'Ottocento da Vittorio Garidaldi, il bisnonno di Stefania. L'azienda, originariamente una rivendita di caffè nei pressi della stazione Termini, ha visto un'evoluzione significativa grazie al lavoro del padre di Stefania, che ha dato impulso all'attività con la creazione di un stabilimento industriale a Pomezia e la diversificazione del commercio. Oggi, il caffè Trombetta rappresenta un esempio della tradizione e dell'innovazione nel settore. Stefania ha sottolineato come il caffè sia un elemento centrale della vita quotidiana, con il 98% dei laziali che lo consuma regolarmente. Tuttavia, ha anche riconosciuto un cambiamento nel comportamento dei consumatori, che ora alternano il consumo in casa con l'uso di cialde e capsule, offrendo alternative di qualità. Questo evoluzione non ha però ridotto l'importanza dell'espresso, che rimane un gesto rituale e un simbolo di convivialità.
L'analisi dei dati evidenzia una profonda connessione tra il caffè e la cultura romana, un legame che si estende anche ai valori sociali e economici. Il 98% dei laziali beve caffè, un dato che riflette un'abitudine radicata e una forte identità collettiva. Stefania Trombetta ha spiegato che la casa è il regno del caffè, con il 80% dei consumi domestici, ma il mercato è in evoluzione. I consumatori oggi non si limitano alla tazzina tradizionale, ma esplorano nuove tecnologie e metodi di preparazione, come il cold brew o la latte art, senza abbandonare l'espresso classico. Questo equilibrio tra tradizione e innovazione rappresenta un'evoluzione della cultura del caffè, che si adatta ai cambiamenti senza perdere la sua essenza. Tuttavia, la crisi dei costi ha messo a dura prova il settore. A Roma, il prezzo del caffè è aumentato del 20% negli ultimi anni, con picchi record per la varietà Arabica, che ha visto un aumento del 260% rispetto al 2024. Questi rincari, legati a fattori climatici, logistici e speculativi, hanno spinto i torrefattori a trovare soluzioni per mantenere la qualità e la competitività. L'adattamento al mercato è diventato una sfida quotidiana, con margini ridotti e un aumento dei costi energetici e dei materiali di imballaggio.
La ricerca ha anche rivelato una lacuna nella conoscenza geografica dei consumatori. Il 50% dei romani crede che il caffè si coltivi in Italia, un dato che evidenzia la necessità di una maggiore sensibilizzazione sulle origini del prodotto. Stefania Trombetta ha sottolineato che il comparto del caffè italiano, composto da circa 1000 torrefattori, deve svolgere un ruolo attivo nella comunicazione, valorizzando ogni fase del processo, dalla selezione dei chicchi alla preparazione finale. Questo impegno non solo rafforza la cultura del caffè, ma anche la sua sostenibilità e qualità. La passione per il caffè, quindi, non è solo un'abitudine, ma un elemento che unisce passato e futuro, tradizione e innovazione. Il caffè rimane un simbolo di convivialità, un'esperienza condivisa e un'identità collettiva, che continua a evolversi senza perdere il suo significato fondamentale.
Fonte: RomaToday Articolo originale
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