11 mar 2026

Roma e Lazio: psicologi in scuole, approvato

Nelle scuole di Roma e Lazio è stato approvato un provvedimento per introdurre psicologi scolastici in ogni istituto, mirando a prevenire disagi e promuovere un ambiente educativo inclusivo. Critiche però segnalano limiti finanziari e la necessità di un intervento più ampio per affrontare i bisogni di salute mentale dei giovani.

29 gennaio 2026 | 19:08 | 4 min di lettura
Roma e Lazio: psicologi in scuole, approvato
Foto: RomaToday

Nelle scuole di Roma e del Lazio arriva un importante cambiamento: il consiglio regionale ha approvato una proposta di legge a prima firma del consigliere di Forza Italia Cosmo Mitrano, che prevede l'introduzione di un servizio di psicologia scolastica in ogni istituto di ogni ordine e grado. La misura, contenuta nella proposta di legge 61, mira a creare un ambiente educativo più inclusivo e attento alle esigenze dei giovani, con l'obiettivo di prevenire e intercettare precocemente forme di disagio. La legge punta a integrare lo psicologo scolastico come figura chiave per supportare studenti, famiglie, insegnanti e personale scolastico, offrendo un approccio strutturato e continuativo alle problematiche psicologiche. Questo provvedimento, approvato con unanime adesione, segna un passo significativo per affrontare i crescenti bisogni di salute mentale tra i giovani, un tema che ha acquisito un'importanza cruciale nel contesto sociale e educativo contemporaneo.

La proposta di legge prevede un'organizzazione dettagliata del servizio, che si articola in diverse iniziative rivolte a diverse figure. Per gli studenti, saranno attivi sportelli di ascolto, supporto all'orientamento, sviluppo di competenze sociali e civiche, promozione dello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale, contrasto al bullismo e alla diffusione di dipendenze. Inoltre, saranno istituiti spazi per l'ascolto delle famiglie, con interventi mirati a migliorare le competenze genitoriali e a rafforzare la collaborazione tra scuola e famiglia. Il testo prevede anche la creazione di un comitato tecnico-scientifico regionale, composto da rappresentanti dell'amministrazione regionale, della dirigenza scolastica e dell'Ordine degli psicologi. Questo organismo avrà il compito di definire le linee guida e le modalità operative per il servizio, che dovrà essere attivato in base al contesto territoriale, al numero di alunni e alle esigenze specifiche di ciascun istituto. La giunta regionale, sentito il comitato, adotterà un regolamento che dettaglierà i criteri per l'attribuzione dei contributi finanziari alle scuole e le modalità di controllo sull'uso dei fondi.

L'approvazione della legge nasce da un contesto di crescente attenzione verso la salute mentale dei giovani, un tema che ha guadagnato spazio nei dibattiti pubblici e politici negli ultimi anni. L'aumento dell'uso dei social network, la pressione sociale e l'incertezza del mercato del lavoro hanno contribuito a un incremento di problematiche psicologiche tra i ragazzi, spesso trascurate o affrontate in modo reattivo. La legge 61 rappresenta un tentativo di dare una risposta strutturata e preventiva a questi fenomeni, sottolineando l'importanza di un supporto continuo e personalizzato. Tuttavia, il provvedimento non è stato accolto senza critiche: alcuni esponenti politici hanno segnalato limiti nella copertura finanziaria e nella capacità di rispondere in modo completo alle esigenze del sistema. Per esempio, la consigliera regionale del Pd, Sara Battisti, ha sottolineato che le risorse stanziate sono insufficienti e che il testo non affronta in modo organico il tema della salute mentale, richiedendo un intervento più ampio che includa lo psicologo come presidio sanitario di prossimità.

L'impatto della legge 61 potrebbe essere significativo, ma il suo successo dipenderà da diversi fattori. Innanzitutto, la capacità della regione di garantire un'adeguata copertura finanziaria per il servizio, che dovrà essere attivato in modo mirato e sostenibile. Inoltre, sarà cruciale il coinvolgimento delle scuole, degli insegnanti e delle famiglie, per creare un ambiente collaborativo e trasparente. La figura dello psicologo scolastico dovrà essere vista non solo come un supporto emergenziale, ma come un elemento strutturale per la crescita e il benessere dei giovani. La legge rappresenta un passo avanti, ma il dibattito sull'efficacia e l'estensione del servizio potrebbe proseguire per anni. Per il momento, il provvedimento segna un cambiamento importante, che potrebbe influenzare il futuro delle istituzioni educative e del supporto psicologico in Italia.

La proposta di legge 61 ha suscitato reazioni contrastanti, evidenziando sia l'importanza del tema che i limiti del provvedimento. Mitrano ha sottolineato l'urgenza di offrire un supporto concreto ai giovani, spesso esposti a forme di disagio legate all'uso dei social network e a comportamenti aggressivi. Tuttavia, critiche come quelle di Battisti mettono in luce la necessità di un intervento più ampio e strutturato, che non si limiti a una singola legge regionale. L'assenza di un testo unificato, che potesse integrare le diverse proposte presentate durante la legislatura, ha ostacolato l'approvazione di un piano più completo. Per il futuro, il dibattito si concentrerà sulle risorse economiche disponibili e sulla capacità di implementare un sistema di supporto che vada oltre l'azione emergenziale. La legge 61 è un segnale positivo, ma il suo successo dipenderà da come sarà recepita e sviluppata nel tempo, con l'obiettivo di ridurre i gap tra le esigenze dei giovani e le risposte istituzionali.

Fonte: RomaToday Articolo originale

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