Roma Capitale lancia 6,5 milioni per ripristinare tetti case popolari
Roma Capitale ha lanciato un piano strutturato per affrontare un problema cronico e diffuso negli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp): le infiltrazioni d'acqua che compromettono la salubrità e la sicurezza degli abitanti.
Roma Capitale ha lanciato un piano strutturato per affrontare un problema cronico e diffuso negli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp): le infiltrazioni d'acqua che compromettono la salubrità e la sicurezza degli abitanti. La giunta comunale, guidata da Giuseppe Gualtieri e su proposta dell'assessore Tobia Zevi, ha approvato il 19 febbraio un insieme di delibere che mettono a disposizione circa sei milioni e mezzo di euro per la manutenzione delle coperture di 22 mila metri quadrati di lastrici solari, con l'obiettivo di estendere l'intervento a 100 mila metri quadrati entro il 2025. Questa azione mira a risolvere un problema che ha messo in discussione la vivibilità di decine di migliaia di famiglie e che ha richiesto interventi emergenziali spesso insufficienti, basati su segnalazioni esterne o pressioni politiche. Il piano si inserisce in un contesto di crescente attenzione al patrimonio pubblico, con un aumento esponenziale del numero di cantieri aperti negli ultimi anni, passati da circa mille nel 2023 a quasi due mila nel 2024. L'obiettivo è mettere fine alla logica dei "pezzi di ricambio" e adottare una strategia preventiva e sostenibile per il futuro.
La fase iniziale del piano prevede interventi su edifici più datati, concentrati in quartieri come Tor Bella Monaca, Don Bosco-Cinecittà, Primavalle, Villaggio Falcone e Colli Aniene. Le aree interessate comprendono strade e piazze specifiche, tra cui viale Rolando Vignali, via Andersen e piazza Bovio, dove le infiltrazioni hanno creato condizioni di abitabilità precarie. I lavori, previsti per iniziare nel mese di maggio, saranno eseguiti in un periodo di maggiore stabilità climatica, evitando di intervenire durante le stagioni di maltempo che rendono più complessi i lavori. L'assessorato ha sottolineato che la scelta di partire da strutture trascurate per decenni non è casuale: si tratta di colmare un ritardo storico e di affrontare le cause principali del degrado, come le infiltrazioni che danneggiano i solai e compromettono la salute degli inquilini. Questo approccio mira a ridurre i costi futuri della manutenzione straordinaria, riducendo il rischio di emergenze che richiedono interventi di urgenza.
Il problema delle infiltrazioni non è nuovo e ha segnato ciclicamente l'attenzione dell'opinione pubblica, specialmente quando si parla di case popolari. Negli anni, il Comune ha affrontato le criticità con interventi emergenziali, spesso limitati alle segnalazioni dei sindacati, dei politici o delle istituzioni. Questo modello, però, ha dimostrato limiti: le soluzioni erano parziali, non sufficienti a risolvere le problematiche strutturali. Per questo, la giunta Gualtieri ha deciso di adottare un approccio diverso, basato su una pianificazione lungimirante e su un investimento significativo. L'obiettivo è non solo riparare i danni, ma prevenire futuri danni, migliorando la qualità dell'abitare e la sicurezza degli abitanti. A questo fine, il piano include non solo l'impermeabilizzazione delle coperture, ma anche l'adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche e l'installazione di linee vita permanenti, che aumentano la sicurezza per i lavoratori e per i residenti.
L'impegno del Comune è stato sottolineato da Yuri Trombetti, presidente della commissione Casa, che ha definito il piano "un risultato di grande rilievo", poiché riguarda edifici che attendevano da anni interventi adeguati. L'assessore Zevi ha aggiunto che il progetto rappresenta una svolta nella gestione del patrimonio residenziale pubblico, spostando l'attenzione da una gestione reattiva a una strategia strutturale. L'auspicio è che questa iniziativa possa diventare un modello estendibile a tutti gli immobili Erp di Roma, garantendo un'abitabilità dignitosa a migliaia di famiglie. Il piano si inserisce in un contesto di crescente investimento nel settore, con l'utilizzo di fondi come il Pnrr, che hanno permesso di finanziare interventi su aree come via Satta e via dell'Archeologia, dove sono già stati completati oltre 15 mila metri quadrati di coperture riqualificate. Questo approccio ha dimostrato la capacità del Comune di affrontare le criticità in modo organizzato, con un impatto positivo sulle condizioni di vita degli abitanti.
L'obiettivo finale del piano non è solo risolvere le problematiche esistenti, ma creare un modello sostenibile per la gestione del patrimonio pubblico. La giunta comunale ha sottolineato che la trasformazione da un sistema di interventi emergenziali a uno strutturale potrebbe ridurre i costi a lungo termine, evitando costose riparazioni future. Inoltre, l'attenzione ai dettagli tecnici, come l'adeguamento dei sistemi di drenaggio, contribuisce a prevenire nuove infiltrazioni e a garantire una maggiore sicurezza. Questo tipo di investimento ha un'importanza non solo economica, ma anche sociale, poiché migliora la qualità della vita di chi vive in questi alloggi. Il Comune ha espresso l'impegno di proseguire con questa strategia, con l'obiettivo di rendere la città più abitabile e sicura per tutti i suoi residenti. La sfida, però, resta grande: garantire una copertura finanziaria costante, un coordinamento tra i vari dipartimenti e un'attenzione continua alle esigenze delle famiglie che vivono in questi spazi. L'impegno del Comune rappresenta un passo significativo, ma il lavoro non è ancora finito.
Fonte: RomaToday Articolo originale
Argomenti
Articoli Correlati
Il commissario ex capo dei Mossos Eduard Sallent lascia il corpo
4 giorni fa
Ayuso va a New York fra le tensioni fra Trump e Sánchez
4 giorni fa
Cipro, portaerei naturale tra difesa e spionaggio
4 giorni fa