11 mar 2026

Rivelazioni nei fascicoli Epstein scatenano dimissioni e inchieste a livello globale

Un'inchiesta internazionale, che ha scosso il mondo politico e sociale, ha portato alla caduta di numerose figure di spicco legate al finanziere e accusato di abusi sessuali Jeffrey Epstein.

11 febbraio 2026 | 16:02 | 5 min di lettura
Rivelazioni nei fascicoli Epstein scatenano dimissioni e inchieste a livello globale
Foto: The New York Times

Un'inchiesta internazionale, che ha scosso il mondo politico e sociale, ha portato alla caduta di numerose figure di spicco legate al finanziere e accusato di abusi sessuali Jeffrey Epstein. Tra i nomi che hanno subito conseguenze gravi, si trovano Jack Lang, ex ministro francese della cultura e presidente dell'Arab World Institute di Parigi; Mona Juul, ex ambasciatrice norvegese in Giordania e Iraq; e Miroslav Lajcak, ex consigliere della sicurezza del premier slovacco Robert Fico. Questi personaggi, appartenenti a cerchi di potere e influenza, sono stati coinvolti in una rete di contatti estesa che Epstein aveva costruito negli anni, con conseguenze che si sono materializzate solo dopo la sua condanna nel 2008. La pubblicazione di quasi tre milioni di documenti da parte del Dipartimento della Giustizia americano ha rivelato dettagli sconcertanti, tra cui finanziamenti, incontri segreti e relazioni che hanno portato a dimissioni, accuse e un'immagine di corruzione che ha scosso governi e istituzioni. L'episodio ha messo in luce come il sistema di potere globale, spesso visto come immutabile, possa essere sconvolto da accuse di abuso di posizione e collusioni.

La svolta è arrivata con il rilascio dei documenti che hanno rivelato una rete di contatti estesa e complessa, che Epstein aveva costruito negli anni. Jack Lang, un ex ministro francese noto per la sua influenza culturale, ha annunciato la sua dimissione da presidente dell'Arab World Institute dopo che autorità francesi hanno indagato su presunti legami finanziari con Epstein. La sua carriera, che ha visto la creazione di eventi culturali e simboli architettonici, è ora in discussione a causa di email e transazioni che risalgono al 2012. In Norvegia, Mona Juul, ex ambasciatrice in Giordania e Iraq, ha rassegnato le dimissioni dopo che sono emersi dettagli sulle sue relazioni finanziarie con Epstein e il marito, Terje Rod-Larsen. Questi ultimi sono stati indicati come beneficiari di un lascito di 10 milioni di dollari. A Slovacchia, Miroslav Lajcak, ex consigliere della sicurezza del premier Robert Fico, ha abbandonato il ruolo dopo che email tra lui e Epstein hanno rivelato conversazioni sgradite, tra cui riferimenti a giovani donne. Le email, che mostrano un tono ambiguo, hanno suscitato dibattito su quanto fosse reale la collaborazione tra i due.

L'inchiesta ha rivelato una rete di contatti che spaziava da politici a diplomatici, con implicazioni che vanno ben al di là delle singole figure. Il caso Epstein è diventato un simbolo di un sistema di potere globale, spesso visto come immutabile, ma che ora è stato messo in discussione. L'episodio ricorda il caso dei Panama Papers, in cui sono emersi conti bancari nascosti di personaggi di alto livello, ma con una differenza: le accuse riguardano non solo ricchezze illegali, ma anche relazioni che potrebbero aver favorito abusi. In India, il ministro estero ha rifiutato un email di Epstein che sembrava attribuire al primo ministro Narendra Modi un approccio strategico durante una visita in Israele. Le accuse si sono estese anche a figure come il Dalai Lama, che ha negato qualsiasi contatto con Epstein. In Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha sfruttato l'episodio per attaccare Ehud Barak, ex premier, accusandolo di voler danneggiare la democrazia israeliana. Barak ha confermato di aver partecipato a incontri a casa di Epstein, ma ha negato qualsiasi coinvolgimento negli abusi.

Le conseguenze di questa inchiesta vanno ben al di là delle singole carriere. Il caso ha messo in luce come il sistema di potere globale, spesso considerato immutabile, possa essere sconvolto da accuse di abuso di posizione e collusioni. In Norvegia, il governo ha creato un comitato indipendente per indagare su legami con Epstein, coinvolgendo anche ex primi ministri e membri del governo. In Francia, la carriera di Jack Lang, che ha lasciato un segno nella cultura nazionale, è ora in discussione a causa di un'inchiesta finanziaria. L'episodio ha anche rivelato una dimensione politica, con figure che si sono trovate coinvolte in contesti diversi, come il caso di un ex ambasciatore norvegese che ha rifiutato le accuse. La rete di contatti di Epstein, che includeva personaggi di alto livello, ha dimostrato come il sistema globale sia interconnesso, ma anche fragile di fronte a accuse di corruzione.

Le implicazioni di questa inchiesta si estendono a livello internazionale, con governi che devono affrontare il rischio di perdere fiducia in figure di spicco. In Slovacchia, il premier Robert Fico ha difeso Miroslav Lajcak, accusandolo di essere attaccato per motivi politici, ma i commentatori locali hanno sottolineato la contraddizione tra le negazioni del consigliere e i contenuti delle email. In Norvegia, il ministro degli Esteri ha espresso preoccupazione per le accuse, ricordando che il paese non mostra clemenza nei confronti della corruzione. L'episodio ha anche rivelato come le figure pubbliche, spesso viste come immuni, possano essere colpite da accuse di abuso. La rete di Epstein, che includeva personaggi di alto livello, ha messo in discussione l'immagine di un sistema globale immutabile. Il caso potrebbe diventare un precedente per future inchieste, con conseguenze che potrebbero influenzare la politica e le istituzioni a livello internazionale. La verità, tuttavia, rimane parziale, con accuse e difese che continuano a emergere, lasciando aperte le questioni di responsabilità e giustizia.

Fonte: The New York Times Articolo originale

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