11 mar 2026

Ranucci: Giletti attacca Report per ascolti record, tv pubblica mai vista così

Ranucci, presidente della Rai, ha espresso un netto dissenso nei confronti di Fabio Giletti, conduttore del programma satirico Le Iene, che ha recentemente attaccato la trasmissione Report per i record di ascolti registrati in questi mesi.

12 febbraio 2026 | 09:56 | 4 min di lettura
Ranucci: Giletti attacca Report per ascolti record, tv pubblica mai vista così
Foto: Repubblica

Ranucci, presidente della Rai, ha espresso un netto dissenso nei confronti di Fabio Giletti, conduttore del programma satirico Le Iene, che ha recentemente attaccato la trasmissione Report per i record di ascolti registrati in questi mesi. Giletti, noto per le sue critiche spesso sgradite al mondo dell'informazione, ha sottolineato come il successo di Report, un programma di inchiesta della tv pubblica, sia un segnale di insoddisfazione verso la qualità del dibattito politico in Italia. La reazione di Ranucci è arrivata durante un'intervista a un quotidiano nazionale, dove ha sostenuto che il successo di Report rappresenta un riconoscimento della credibilità della tv pubblica, che non era mai stata così apprezzata dal pubblico. Il dibattito ha acceso un acceso confronto tra il mondo della televisione privata e quello pubblico, con il presidente della Rai che ha ribadito il valore della trasparenza e dell'informazione di qualità. La situazione ha riacceso le tensioni tra i media italiani, dove il rapporto tra libertà di espressione e responsabilità sociale è sempre stato delicato.

L'attacco di Giletti a Report ha suscitato reazioni contraddittorie. Da un lato, molti osservatori hanno ritenuto che il conduttore di Le Iene abbia agito in nome della critica necessaria, pur se spesso sostenuta da una visione polemica. Dall'altro, il presidente della Rai ha sottolineato che il successo di Report è un risultato del lavoro di un'informazione seria, in grado di coinvolgere il pubblico con approfondimenti e verifiche di fatti. Giletti, in un'intervista recente, ha definito il programma "un'eco di insoddisfazione verso il dibattito politico", sostenendo che il pubblico si rivolge a Report perché trova in esso un'alternativa alle trasmissioni private, spesso accusate di essere troppo divulgative o troppo orientate al mercato. Tuttavia, il presidente della Rai ha sottolineato che il successo di Report non è un fenomeno isolato, ma parte di un cambiamento nel modo in cui i cittadini percepiscono l'informazione. "La tv pubblica non è mai stata così vicina al pubblico", ha dichiarato Ranucci, aggiungendo che il record di ascolti è un segnale di fiducia.

Il contesto di questa discussione si colloca all'interno di un quadro complesso per la televisione italiana. Dopo anni di dibattiti sull'effettiva utilità della tv pubblica, il successo di Report ha rappresentato un'occasione per riconsiderare il ruolo di questa forma di media. Il programma, che ha affrontato temi come la corruzione politica, la gestione delle risorse pubbliche e i comportamenti di potere, ha riscosso un ampio consenso, soprattutto tra i giovani e tra chi si sente escluso da una informazione troppo tecnica o orientata al mercato. Tuttavia, il dibattito tra Giletti e Ranucci ha riacceso le polemiche sull'idea di una tv pubblica che dovrebbe essere indipendente ma anche responsabile. Mentre i sostenitori di Report vedono nel successo un riconoscimento del lavoro svolto, i critici sostengono che il programma non può permettersi di diventare un'istituzione senza un'approfondita riflessione su come gestire il potere di informare.

L'analisi del fenomeno va oltre il dibattito tra due figure pubbliche. Il record di ascolti di Report indica una trasformazione nel modo in cui il pubblico si confronta con l'informazione. La tv pubblica, spesso accusata di essere troppo lenta o troppo formalista, ha trovato un modo per parlare ai cittadini in modo diretto e coinvolgente. Questo successo ha anche implicazioni sul ruolo della tv pubblica nel dibattito politico, che potrebbe diventare sempre più centrale. Tuttavia, il dibattito tra Giletti e Ranucci mette in luce una contrapposizione tra due visioni della tv: una che privilegia la libertà di espressione senza limiti, e una che ritiene necessario un equilibrio tra libertà e responsabilità. La sfida per il sistema mediatico italiano è trovare un equilibrio tra questi due atteggiamenti, senza perdere di vista il ruolo dell'informazione come strumento di democrazia.

La chiusura di questa discussione dipende da come si evolverà il rapporto tra tv pubblica e privata. Il successo di Report ha dimostrato che la tv pubblica può conquistare il pubblico, ma la sua capacità di mantenere il successo a lungo termine dipenderà da come gestirà il potere di informare. Giletti, con il suo stile polemico, continua a rappresentare una voce che non si arrende al dibattito, mentre Ranucci, con la sua leadership, cerca di rafforzare la credibilità della tv pubblica. Il futuro potrebbe vedere un confronto più costruttivo tra i due mondi, ma il dibattito è destinato a rimanere acceso. La tv italiana, in un momento di crisi di fiducia in molti media, potrebbe trovare nel successo di Report una via per riconquistare il pubblico, ma solo se riuscirà a bilanciare la libertà con la responsabilità.

Fonte: Repubblica Articolo originale

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