Ragazze denunciano scuola e ex insegnante per reati sessuali
Due ragazze accusano un docente di abusi sessuali e la scuola di negligenza, denunciando pressioni per foto intime e mancanza di interventi. L'istituzione è stata accusata di non aver agito nonostante il passato criminale di Nguyen.
Le due ragazze, che avevano 13 anni quando il loro rapporto con il docente si è iniziato, hanno presentato un'azione legale in un tribunale federale a New York, denunciando che l'insegnante, Winston Nguyen, aveva esercitato pressione per ottenere foto e video intimi da loro e aveva poi condiviso una serie di immagini esplicite con gli studenti della scuola. L'incidente, che ha scosso Saint Ann's School, un'istituzione di lusso a Brooklyn, ha acceso un dibattito su responsabilità istituzionale, abuso di potere e protezione dei minori. La causa, presentata il 26 settembre 2024, accusa non solo il docente, ma anche l'istituto e i suoi dirigenti di negligenza e di non aver adottato misure adeguate per prevenire abusi. Le ragazze, che non erano alunne della scuola, sostengono che i dirigenti avevano conoscenza del passato criminale di Nguyen, incluso un precedente processo per frode, ma non avevano agito. La vicenda, che ha coinvolto un docente di 39 anni, ha generato un clamore mediatico e ha acceso una serie di interrogativi sulle responsabilità delle istituzioni educative in situazioni di abuso.
La vicenda si è sviluppata nel corso di due anni, con un climax che ha visto Nguyen arrestato nel giugno 2024 e condannato a sette anni di carcere per un reato di pornografia minorile. Le ragazze, che hanno raccontato le loro esperienze in un'azione legale, hanno spiegato come Nguyen, inizialmente reclutato come segretario, fosse riuscito a costruire un network di studenti su Snapchat, simulando l'identità di un ragazzo per guadagnare fiducia. L'insegnante, che aveva un passato di abusi finanziari, ha avviato un rapporto con le ragazze, alternando flattery a pressione per ottenere immagini esplicite. Secondo la causa, Nguyen ha incluso nella sua strategia l'uso di minacce e promesse di ritorsione, costringendo le ragazze a condividere foto intime. La sua condotta, che si è protratta per mesi, ha portato alla diffusione di immagini esplicite su Snapchat, un canale che la scuola non ha mai segnalato alle autorità. I genitori delle ragazze, che non hanno ricevuto un'apologia da parte dell'istituto, hanno espresso preoccupazione per l'impatto psicologico sulle loro figlie.
Il contesto della vicenda si inserisce in un quadro più ampio di disfunzioni all'interno di Saint Ann's, un'istituzione che ha sempre vantato una reputazione di eccellenza e un accesso privilegiato a università prestigiose. Tuttavia, la scuola ha già affrontato accuse di abusi passati, tra cui un report del 2019 che ha rivelato che 19 ex dipendenti avevano avuto relazioni inappropriate con studenti. Nguyen, che era figlio di immigrati vietnamiti, aveva già un'esperienza negativa con la giustizia, essendo stato processato per frode e truffa. Nonostante questa storia, la scuola lo ha assunto nel 2020 come segretario, nonostante almeno un dipendente avesse segnalato il suo passato criminale. I dirigenti, che avevano considerato di promuoverlo a ruolo di assistente del direttore, hanno scelto di non farlo a causa del suo record. Tuttavia, Nguyen è riuscito a consolidare il suo status all'interno della scuola, ottenendo accesso privilegiato e facendo parte di un network di studenti che lo consideravano un "peer" di prestigio.
L'analisi della vicenda evidenzia una serie di implicazioni legali e etiche. La scuola, accusata di negligenza, è stata costretta a rispondere alle accuse di non aver agito per prevenire abusi, nonostante fosse a conoscenza del passato di Nguyen. Il caso solleva questioni sulle responsabilità istituzionali in situazioni di abuso, soprattutto quando i dirigenti hanno accesso a informazioni critiche. La causa, che ha richiesto un risarcimento per le vittime, mette in luce la mancanza di trasparenza e di protezione da parte di una scuola che dovrebbe garantire un ambiente sicuro. Inoltre, il caso ha reso evidente la complessità di gestire abusi da parte di personale che ha accesso a minori, soprattutto quando si tratta di figure che non sono direttamente coinvolte nell'istruzione. L'assenza di interventi da parte della scuola ha lasciato le vittime in una posizione vulnerabile, con conseguenze durature.
La chiusura del caso si presenta come una svolta per le vittime e per la scuola. La causa, che potrebbe portare a un risarcimento significativo, ha già spinto alcune vittime a parlare, anche se il rischio di essere rimproverate per essere "non progressive" ha scoraggiato molti. Il legale delle ragazze, Joshua Perry, ha espresso la speranza che altre vittime si uniscano alla causa, nonostante la pressione esercitata da Saint Ann's sui genitori. L'istituto, che si è difeso affermando di aver già preso misure legali, deve affrontare il rischio di una reputazione danneggiata e di possibili sanzioni. La vicenda, che ha messo in luce un lato oscuro di un'istituzione prestigiosa, potrebbe diventare un caso di riferimento per le scuole in cerca di modelli per prevenire abusi. In un contesto più ampio, il caso di Nguyen rappresenta un esempio di come le istituzioni devono fare i conti con il loro ruolo nella protezione dei minori e nel mantenimento di standard etici.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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