11 mar 2026

Qui Gaza: la radio rinasce in territorio in rovine

Sylvia Hassan, una giornalista di fama internazionale, ha segnato un momento storico con il lancio della prima emittente radiofonica operativa in territorio palestinese dopo due anni di silenzio.

22 febbraio 2026 | 09:23 | 5 min di lettura
Qui Gaza: la radio rinasce in territorio in rovine
Foto: Le Monde

Sylvia Hassan, una giornalista di fama internazionale, ha segnato un momento storico con il lancio della prima emittente radiofonica operativa in territorio palestinese dopo due anni di silenzio. La trasmissione, avvenuta il 11 febbraio, è stata registrata in un piccolo studio a Deir Al-Balah, un'area di Gaza dove l'atmosfera è pervasa da un'aura di intimità e tensione. Hassan, seduta su un divano dorato, ha aperto la voce di Hona Ghazza ("qui Gaza"), un'emittente che, dopo la distruzione di 23 stazioni radiotelevisive da parte di Israele, rappresenta un simbolo di resistenza e speranza per i circa 2,3 milioni di abitanti della striscia. L'evento, trasmesso in diretta e registrato da Al-Jazira, ha riacceso un'energia emotiva e politica in una regione devastata da un conflitto che ha sconvolto il mondo. La radio, che opera sulla frequenza 102 MHz, si propone di diventare il "pulso della strada gazaouie", un canale per raccontare la realtà quotidiana di una popolazione che vive sotto il peso di un blocco esistenziale e delle conseguenze di un'azione militare intensa.

La scelta di Hona Ghazza di riconquistare il controllo su un medium di comunicazione non è solo un atto di ribellione, ma anche una dichiarazione di sovranità. Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha provocato un'ondata di violenza senza precedenti, Israele ha lanciato una campagna di bombardamenti che ha distrutto infrastrutture vitali, tra cui 125.000 tonnellate di esplosivi, secondo le autorità locali. In questo contesto, la radio emerge come un'arma non violenta per preservare la memoria collettiva e la voce di una comunità che non ha mai smesso di sperare. La trasmissione in diretta, che ha visto la partecipazione di centinaia di ascoltatori, ha rafforzato il legame tra i palestinesi e il loro territorio, anche se il blocco elettrico, il mancanza di energia e la distruzione di antenne hanno reso il lavoro quotidiano estremamente complesso. Per Hassan, il compito non è solo quello di informare, ma di ricordare che i diritti di una popolazione non sono mai stati abbandonati, anche se la guerra sembra aver cancellato ogni traccia di normalità.

Il contesto del lancio di Hona Ghazza si colloca all'interno di un quadro di tensioni che hanno interessato non solo la striscia di Gaza, ma anche il mondo intero. Dopo l'attacco di Hamas, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo Consiglio per la pace hanno preso decisioni che hanno suscitato polemiche, poiché si sono rifiutati di consultare le istituzioni locali. Questo atteggiamento ha alimentato un senso di impotenza tra i palestinesi, che hanno visto il loro destino essere deciso da potenze esterne. Tuttavia, la nascita della radio ha rappresentato un atto di resistenza, un modo per sottolineare che nonostante la distruzione fisica, la cultura e la voce di un popolo non possono essere cancellate. La frequenza 102 MHz, in particolare, è diventata un simbolo di una lotta non solo politica, ma anche culturale, in cui ogni trasmissione è un atto di riconquista della sovranità. L'emittente, inoltre, ha riacceso la speranza in una popolazione che, nonostante le sofferenze, continua a credere in un futuro migliore, anche se il presente è segnato da devastazione e incertezza.

L'impatto di Hona Ghazza va ben al di là della semplice diffusione di informazioni. La radio rappresenta un'importante implicazione per la società gazaouie, poiché permette di mantenere un legame con il mondo esterno e di preservare la memoria collettiva. In un'epoca in cui il blocco elettrico e la mancanza di risorse hanno reso difficile la vita quotidiana, l'emittente diventa un'alternativa per comunicare, organizzare e mobilitare. La sua esistenza ha anche un significato simbolico, poiché dimostra che la resistenza non si limita alle armi, ma include anche la capacità di sopravvivere e rinnovare la propria identità. Per i palestinesi, Hona Ghazza è un'arma di difesa, un modo per sottolineare che nonostante la distruzione, la loro cultura, la loro storia e le loro aspirazioni non sono mai state abbandonate. La radio, inoltre, ha un ruolo chiave nel mantenere viva la speranza, un elemento essenziale per una popolazione che vive in un contesto di guerra e di repressione. La sua voce, quindi, è un'arma potente per il futuro, anche se il presente è segnato da sofferenze.

La prospettiva futura di Hona Ghazza dipende da molti fattori, tra cui la capacità di mantenere la sua attività in un contesto di crisi continua. Il blocco elettrico, la mancanza di infrastrutture e la distruzione delle antenne pongono sfide significative per l'emittente, che dovrà trovare soluzioni creative per garantire la continuità. Tuttavia, la nascita della radio ha già avuto un impatto significativo, non solo nel mondo palestinese, ma anche a livello internazionale, dove ha suscitato interesse per la lotta per i diritti umani. La sua esistenza potrebbe diventare un punto di riferimento per altre comunità in situazioni simili, mostrando che la voce di un popolo non può essere cancellata. Inoltre, Hona Ghazza potrebbe giocare un ruolo chiave nel processo di pace, se riuscirà a mantenere un dialogo aperto e a sostenere la ricerca di soluzioni. La sua storia è un esempio di come la resistenza non si limiti alle armi, ma possa anche essere un atto di resilienza e speranza. La radio, in sintesi, rappresenta un simbolo di un popolo che non si arrende, anche se il presente è segnato da sofferenze e incertezze.

Fonte: Le Monde Articolo originale

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