Putin continua a sostenere Assad, accoglie nuovamente il nuovo leader siriano a Mosca
La visita di Ahmed al-Sharaa, il presidente della Siria, in Russia ha segnato un nuovo capitolo nella relazione tra i due paesi, un anno dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad.
La visita di Ahmed al-Sharaa, il presidente della Siria, in Russia ha segnato un nuovo capitolo nella relazione tra i due paesi, un anno dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. L'incontro, avvenuto a Mosca il 12 ottobre, ha visto il leader siriano incontrare Vladimir Putin, il presidente russo, in un contesto di crescente collaborazione economica e politica. Al-Sharaa, che ha preso il potere nel dicembre 2024 dopo aver sconfitto al-Assad, ha sottolineato l'importanza di ristabilire il controllo sulle regioni strategiche del paese, tra cui la zona kurda. La visita rappresenta il secondo viaggio del leader siriano in Russia dal suo insediamento, un segno della volontà di riconciliare le relazioni con un paese che ha sostenuto il regime di al-Assad per anni. L'incontro ha suscitato interesse internazionale, soprattutto a causa delle richieste di al-Sharaa di far tornare al-Assad in Siria e della strategia di riconquista del territorio da parte del governo siriano.
La collaborazione tra Russia e Siria si è intensificata negli ultimi mesi, con il governo russo che ha annunciato l'espansione delle sue attività economiche nel paese. Putin ha espresso interesse per il recupero di settori chiave come l'edilizia, la sanità e lo sport, sottolineando il ruolo della Russia nel ristabilire la stabilità in Siria. Al-Sharaa, che ha combattuto per anni contro le forze russe sostenute da al-Assad, ha espresso gratitudine per il sostegno russo e ha riconosciuto il contributo di Putin nel processo di ricostruzione del paese. Tuttavia, il leader siriano ha mantenuto una posizione equilibrata, richiedendo contemporaneamente il riconoscimento internazionale del suo governo e la giustizia per al-Assad, che è stato trasferito in Russia dopo la caduta del regime. La Russia, che ha un'importante presenza militare in Siria, ha rifiutato di commentare apertamente la questione dell'estradizione del ex presidente, mantenendo un atteggiamento prudente.
L'insediamento di al-Sharaa ha segnato un cambio di rotta rispetto al periodo precedente, durante il quale la Siria era isolata internazionalmente a causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e da altri paesi. La sospensione delle sanzioni più severe, note come il Caesar Act, nel dicembre 2024 ha permesso al nuovo governo di riconoscere un'ipotesi di rilancio economico. Al-Sharaa ha sottolineato il ruolo della Russia nella stabilizzazione del paese, un aspetto cruciale per la sua politica estera. Il presidente siriano ha anche espresso gratitudine per il supporto americano, che ha riconosciuto la capacità del governo di gestire i rischi legati al risorgere dell'ISIS. Questa collaborazione ha rafforzato la posizione di al-Sharaa sul piano internazionale, permettendogli di attirare investimenti da parte dei paesi del Golfo e di iniziare colloqui diretti con Israele, un alleato storico della Siria. La Russia, da parte sua, ha visto nell'approccio pragmatico di al-Sharaa un'opportunità per rafforzare la sua influenza in Medio Oriente.
L'impatto delle decisioni russe sul terreno siriano è stato evidente nel recente ritiro delle forze militari da Qamishli, un'area strategica vicino alla frontiera turca. Questo movimento ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza della regione, dove la Siria ha cercato di riconquistare il controllo da parte delle forze kurde. La Russia, che ha un'importante base aereonautica a Hmeimim e una base navale a Tartus, ha riconosciuto l'importanza del recupero del territorio per la stabilità del paese. Tuttavia, il ritiro delle truppe ha posto questioni sul ruolo futuro della Russia in Siria, un tema che potrebbe influenzare le relazioni con gli Stati Uniti e con altri partner regionali. Al-Sharaa ha cercato di sfruttare questa situazione per consolidare il controllo sulle aree critiche, ma il processo resta complesso a causa delle tensioni interne e delle sfide esterne.
La visita di al-Sharaa in Russia rappresenta un passo chiave nella ricostruzione del paese, ma anche un test per la sua capacità di gestire le relazioni con gli alleati e i nemici. La Russia, da parte sua, ha visto nell'approccio di al-Sharaa un'opportunità per rafforzare la sua influenza in Medio Oriente, ma deve confrontarsi con le sfide legate alla sua presenza militare e alla gestione dei rapporti con gli Stati Uniti. La stabilità della Siria dipende da una combinazione di fattori, tra cui la collaborazione internazionale, la gestione delle tensioni interne e la capacità di ricostruire le infrastrutture danneggiate dalla guerra. Al-Sharaa, con il sostegno di Putin, ha il potere di influenzare il futuro del paese, ma il successo dipenderà da quanto riuscirà a unire le forze nazionali e a ottenere il riconoscimento internazionale. La strada verso la pace e la ricostruzione sembra lunga, ma l'incontro tra i due leader indica un'apertura a un nuovo capitolo nella storia siriana.
Fonte: The New York Times Articolo originale
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