11 mar 2026

Procesato ex numero due PSOE andaluz e ex consigliere per corsi di formazione

Il giudice ha aperto un processo contro sette ex funzionari e due ex dirigenti del PSOE per irregolarità nell'attribuzione di 193.900 euro a Aulacen Cinco, azienda legata alla famiglia Velasco. L'inchiesta ha rivelato abusi nella gestione dei fondi pubblici, con mancanza di controlli e violazioni legali.

26 febbraio 2026 | 21:29 | 5 min di lettura
Procesato ex numero due PSOE andaluz e ex consigliere per corsi di formazione
Foto: El País

Il giudice istruttore José Ignacio Vilaplana ha avviato un processo penale nei confronti di sette ex funzionari pubblici e due ex dirigenti del Partito Socialista Obrero Español (PSOE) andaluzi per irregolarità nell'attribuzione di quattro sovvenzioni pubbliche a favore dell'azienda Aulacen Cinco. L'indagine, aperta dieci anni fa, riguarda un ammontare complessivo di 193.900 euro concessi tra il 2006 e il 2009 da parte della Giunta regionale e del Fondo Sociale Europeo per la formazione professionale. Tra i processati figurano Rafael Velasco, ex vice segretario generale del PSOE andaluzo, e Antonio Fernández, ex consigliere della Giunta per l'Occupazione, entrambi accusati di malversazione, falsità documentale e prevaricazione amministrativa. Al processo sono state coinvolte anche tre ex direttori generali della Formazione, tra cui Antonia M., moglie di Velasco, e tre suoi fratelli, Pedro, Inmaculada e Rafaela, nonché un tecnico del Servizio Andaluzo per l'Occupazione (SAE). In totale, 10 persone sono state accusate di aver contribuito all'attribuzione illegittima di sovvenzioni a favore dell'azienda, che era gestita da Velasco in qualità di numero due del partito. La decisione del giudice ha concluso la fase istruttoria della causa e ha trasmesso il fascicolo alla Procura della Repubblica e alle parti civili per la formulazione della querela o l'eventuale archiviazione.

L'inchiesta ha rivelato che l'azienda Aulacen Cinco, legata alla famiglia Velasco, ricevette sovvenzioni in modo irregolare, nonostante non rispettasse le norme previste per l'accesso ai fondi pubblici. Il giudice ha sottolineato che il Servizio Andaluzo per l'Occupazione (SAE) ignorò la concorrenza tra le aziende e non seguì le procedure legali per l'assegnazione delle sovvenzioni. Secondo la sentenza, la società fu scelta senza valutare i requisiti essenziali, tra cui la condizione di "centro collaboratore" necessaria per partecipare ai programmi di formazione professionale. L'azienda fu registrata solo tre giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle domande, e la richiesta fu inviata il 15 dicembre 2006, data in cui si chiudeva il termine. Il giudice ha anche sottolineato che Aulacen Cinco non aveva una personalità giuridica effettiva per assumere le responsabilità derivanti dalla sovvenzione. Inoltre, le pratiche di formazione previste non furono mai realizzate, come confermato dagli agenti della Guardia Civil, i quali non trovarono documentazione riguardo alle attività pratiche o alle gestioni per l'inserimento lavorativo degli allievi. Questo ha portato a un'assenza totale di verifiche sulle attività effettivamente svolte, con conseguente spreco di risorse pubbliche.

Il contesto della vicenda si colloca all'interno di un periodo in cui il governo andaluzo, guidato dal PSOE, aveva in carico la gestione di fondi pubblici destinati alla formazione professionale per il disoccupato. Il caso è legato a un precedente processo per frode in materia di licenziamenti (ERE), in cui Antonio Fernández, già coinvolto, era stato condannato a sette anni di carcere. La famiglia Velasco, con il suo ruolo nel partito, aveva accesso a risorse che furono utilizzate per sostenere l'azienda, nonostante non fossero state rispettate le normative. La vicenda ha suscitato scalpore per il coinvolgimento di figure politiche e amministrative, che hanno messo in discussione la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. L'inchiesta ha evidenziato una mancanza di controllo da parte delle istituzioni, che ha permesso a un'azienda privata di ricevere sovvenzioni senza adeguata verifica delle sue capacità e della sua legittimità. Questo scenario ha rafforzato le critiche sull'uso improprio delle risorse pubbliche e ha acceso dibattiti su come migliorare il sistema di controllo e trasparenza in ambito pubblico.

Le implicazioni del processo sono significative per la politica andalusa e per la gestione dei fondi pubblici in Italia. L'incriminazione di funzionari pubblici e di un ex dirigente del PSOE ha messo in luce le vulnerabilità del sistema amministrativo e la necessità di rafforzare i controlli per prevenire abusi. Il giudice ha sottolineato che i fatti non possono essere considerati prescritti, poiché costituiscono un'unità delittiva continua e reiterata. Questo ha reso necessario un'indagine approfondita per valutare l'impatto delle azioni illegittime sui fondi pubblici e sugli interessi generali. Inoltre, il caso ha sollevato questioni di responsabilità politica e amministrativa, con il rischio di danni alla reputazione del PSOE e della Giunta regionale. L'inchiesta ha anche messo in evidenza il ruolo delle istituzioni indipendenti, come la Guardia Civil, nel monitorare l'uso delle risorse pubbliche e garantire la correttezza delle procedure. Questi elementi hanno reso il processo un caso emblematico per la lotta contro la corruzione e la tutela della legalità in un contesto di crescente attenzione al rispetto delle norme.

La chiusura del processo segna un passo importante per la giustizia e per la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici. Il giudice ha consegnato il fascicolo alla Procura della Repubblica e alle parti civili, lasciando aperte le possibilità di un processo penale o di un'archiviazione. La decisione del giudice ha sottolineato l'urgenza di un'indagine completa per valutare l'entità degli abusi e le responsabilità di ciascun soggetto coinvolto. L'ipotesi di un processo penale potrebbe portare a sanzioni severe, con conseguenze sia personali che istituzionali per i responsabili. Inoltre, il caso potrebbe influenzare le politiche future della Giunta regionale e del PSOE, che dovranno affrontare le critiche e migliorare i meccanismi di controllo. La vicenda rappresenta un esempio di come le inchieste giudiziarie possano contribuire a rafforzare la legalità e a prevenire futuri abusi. La conclusione del processo non è solo un'azione legale, ma un momento di riflessione sul ruolo delle istituzioni e sulla responsabilità di tutti coloro che gestiscono le risorse pubbliche.

Fonte: El País Articolo originale

Condividi l'articolo

Articoli Correlati

Resta Informato

Iscriviti alla newsletter di Fattuale per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella email.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi

🍪

Questo sito utilizza i cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari e, con il tuo consenso, cookie analitici per migliorare la tua esperienza. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli non essenziali o personalizzare le tue preferenze. Scopri di più

Preferenze Cookie

Cookie Tecnici

Sempre attivi

Essenziali per il funzionamento del sito. Includono cookie di sessione, preferenze di tema e sicurezza CSRF.

Cookie Analitici

Ci aiutano a capire come i visitatori interagiscono con il sito, raccogliendo informazioni in forma anonima (es. Google Analytics).

Cookie di Marketing

Utilizzati per mostrare annunci pubblicitari pertinenti ai tuoi interessi su questo sito e su altri siti web.

Grazie per l'iscrizione!

Controlla la tua email per confermare.

📧 Niente spam · 🔒 Privacy garantita · 🚫 Cancellati quando vuoi