11 mar 2026

Prigione permanente revisabile per il principale indagato del triplice omicidio di Chiloeches

Fernando Peña condannato a 40 anni per triplice omicidio premeditato a Chiloeches, con aggravanti e pena per complici. La sentenza rifiuta attenuanti e sottolinea l'organizzazione criminale coinvolta.

04 marzo 2026 | 21:33 | 4 min di lettura
Prigione permanente revisabile per il principale indagato del triplice omicidio di Chiloeches
Foto: El País

La Audiencia Provincial de Guadalajara ha emesso una sentenza che ha condannato Fernando Peña, un giovane di 26 anni, a 40 anni di carcere e una pena di prigionia permanente rivedibile per il triplice omicidio avvenuto il 13 aprile 2024 a Chiloeches, un comune della provincia di Guadalajara. La vittima del crimine furono Ángel Villar, di 52 anni, e Elvira Fernández, di 53 anni, insieme alla loro figlia Laura, di 22 anni. La sentenza, emessa dopo un processo che si è svolto nel mese di novembre, ha preso in considerazione il verdetto di colpevolezza emesso da un giurato popolare, che ha stabilito la responsabilità di Peña e di due complici, David Moreno Álvarez e Cristian Borja Moreno. La giudice ha condannato Peña per tre delitti di omicidio con alevosità, tra cui il caso di Laura, classificato come "iperagravato", e per altri reati come furto con intimidazione e incendio. La decisione ha rifiutato le attenuanti sollevate durante il processo, tra cui il consumo di droga e la confessione di David, che ha rivelato i fatti dopo aver rimasto "terrorizzato" dalle notizie.

Il crimine, descritto come uno dei più gravi degli ultimi anni in Spagna, ha visto Peña entrare nella casa di Villar con una bayonetta di circa 40 centimetri, infliggendo 29 coltellate al padre, 14 alla madre e 7 alla figlia, che tentava di fuggire per le scale. Dopo aver ucciso le vittime, Peña ha incendiato la casa e ha fuggito, raggiungendo un hotel a Daganzo de Arriba insieme al suo compagno e al bottino, tra cui diversi orologi di lusso. Yeray, il figlio minore dei Villar, ha avvisato i soccorritori attraverso il 112 dopo essere scappato dalla stanza per la finestra, trovando la sua sorella ferita. La sentenza ha stabilito un indennizzo di 400.000 euro per Yeray, suddivisi in 300.000 per la morte dei genitori e 100.000 per la perdita della sorella. Inoltre, Peña dovrà pagare 163.000 euro all'assicurazione per i danni causati dall'incendio.

L'omicidio ha suscitato un grande dibattito pubblico, con la giudice che ha chiarito che il livello di ensañamiento dimostrato da Peña non lascia spazio a dubbi sulla sua intenzione di uccidere le tre vittime. La sentenza ha anche rifiutato le attenuanti proposte dagli avvocati degli imputati, che avevano cercato di giustificare l'episodio come un furto andato male. La giudice ha sottolineato che il comportamento di Peña e dei suoi complici non era semplicemente il risultato di un errore, ma un'azione premeditata. David Moreno, che ha accompagnato Peña in auto fino alla casa, è stato condannato a 2 anni e 1 mese di carcere come "complice", mentre Cristian Borja, ex compagno di Laura, è stato accusato di "cooperazione necessaria" per aver fornito informazioni sui possedimenti della famiglia.

Il contesto del caso si colloca all'interno di una serie di crimini violenti che hanno colpito la regione di Guadalajara negli ultimi anni. La "mafia di Pioz", un gruppo locale che includeva Peña e i suoi complici, era noto per la sua attività di consumo di droga e per la sua presenza in contesti criminali. La giudice ha evidenziato come l'azione di Peña non fosse isolata, ma parte di un'organizzazione che aveva già dimostrato un'abilità nel perpetrare atti di violenza. La sentenza ha anche sottolineato l'importanza del ruolo di David e Cristian, che non avevano agito in modo passivo, ma avevano contribuito attivamente all'episodio. La giudice ha ritenuto che la loro partecipazione fosse determinante per l'esito del crimine, nonostante abbiano cercato di minimizzare la loro responsabilità.

La sentenza, che potrebbe essere ricorribile entro 10 giorni, ha lasciato aperte molte questioni legali e sociali. La giudice ha sottolineato che il crimine non era solo un episodio isolato, ma un segnale di un aumento della violenza in certe aree della Spagna. I familiari delle vittime, che hanno espresso la loro soddisfazione per la condanna, hanno chiesto un maggiore impegno da parte delle autorità per prevenire simili episodi. La comunità locale, colpita dal dolore, ha espresso un forte sostegno alle vittime e alla loro famiglia. La giudice ha anche messo in evidenza l'importanza di un sistema giudiziario che non permetta di sminuire la gravità di atti come questi, rafforzando la sua decisione di punire severamente gli imputati. La sentenza potrebbe diventare un precedente per futuri processi simili, con un impatto significativo sulle normative di giustizia penale in Spagna.

Fonte: El País Articolo originale

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